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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Condono, clamorosa denuncia di Luigi Di Maio: "Al Quirinale un testo manipolato"

Secondo il vicepremier una "manina" avrebbe modificato il testo arrivato al Quirinale per favorire gli evasori. Il Colle smentisce. E lui precisa: "Allora basta stralciare la norma"

"Il testo sulla pace fiscale inserito in manovra e trasmesso al Colle non era quello su cui c'era l'accordo in Consiglio dei ministri". E ancora: "Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato". Ospite a 'Porta a Porta', il vicepremier Luigi Di Maio lancia l'accusa: il testo sulla pace fiscale trasmesso al Colle, secondo il vicepremier, sarebbe stato manipolato da qualche 'manina' dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri. Denuncia poi ribadita sui social.

Il Quirinale smentisce: "Testo mai ricevuto"

Ma il Colle smentisce che il documento sia mai arrivato. "Il testo del decreto fiscale non è ancora pervenuto al Quirinale per l'esame, la firma e l’emanazione da parte del Presidente della Repubblica", precisa l'Ufficio stampa del Quirinale. Pronta la replica di Di Maio: "Ai miei uffici risulta che il testo sia andato. Se non è ancora arrivato al Quirinale allora basterà lo stralcio", della parte non condivisa "e non sarà nemmeno necessario riunire il Cdm".

"Condono fino a 100mila euro": come funziona la pace fiscale

Ospite nel salotto di Bruno Vespa, Di Maio racconta: "Ho sempre detto agli imprenditori italiani che dovevamo liberarli dalle grinfie di Equitalia ma non ho mai detto che si dovevano aiutare i corrotti all'estero", spiega, facendo riferimento all'articolo 9 del dl fiscale. Ma a cosa si riferisce Di Maio? Nell'ultima bozza circolata del decreto fiscale collegato alla manovra, il condono si allarga fino a diventare 'tombale': "L'integrazione degli imponibili è ammessa nel limite massimo di 100.000 euro per singola imposta e per periodo d'imposta". Non solo Irpef, Irap e contributi previdenziali, ma anche Iva e attività detenute all'estero. E visto che il tetto di 100.000 euro può essere applicato per ogni anno d'imposta, per un totale di 5 anni, e che riguarda ogni singola imposta, cioè 5, si arriva a un totale di 2,5 milioni di euro.

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"C'è sia uno scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade. E questo è un fatto gravissimo", afferma Di Maio. Quindi rincara la dose: "Questo testo - precisa - non era concordato in Cdm. Non lo votiamo se non si cancella la parte sui capitali all'estero. "C'è di tutto, c'è il reato di riciclaggio, c'è di tutto. Questa parte deve essere tolta. Questo è un condono fiscale alla Renzi, quindi questa norma non la voterò", assicura.

"In questo governo stanno avvenendo tante cose inedite, tanti giochini"

Il vicepremier non ha dubbi: "Questo è il governo con il più alto numero di nemici, non mi sorprende una cosa simile". Di Maio dice a Vespa che si è reso conto della manipolazione solo oggi, quando "i ministri stavano rivedendo le bozze che circolavano". Niente sospetti, però, nei confronti dei partner di governo. "Non ho ragione di dubitare della Lega. Ci siamo stretti la mano - sottolinea -. Escludo responsabilità politiche perché mi fido delle persone con cui sono al governo". Sospetta del sottosegretario Giancarlo Giorgetti?, gli chiede Vespa. "Non mi permetterei mai", risponde Di Maio. "Confermo tutta la fiducia in questo governo", assicura, ma "se ci facciamo passare testi così sotto al naso, allora cominciano i problemi grossi. Ovvero qualcuno si mette in testa di poter fregare il governo". Per il vicepremier "in questo governo stanno avvenendo tante cose inedite, tanti giochini. Ciò che metteremo in campo dopo la denuncia in Procura ci farà capire". Gelido il commento della Lega: "Noi siamo seri, non sappiamo di decreti truccati".

"Pace fiscale", il condono è un azzardo: c'è già l'effetto boomerang 

Opposizioni contro Di Maio: "Le manine lo perseguitano"

Nel frattempo l'opposizione va all'attacco. A partire dal segretario del Pd, Maurizio Martina: "Approvano un condono tombale per gli evasori. E ora cercano manine e nemici. Imbroglioni. Un grande paese come l'Italia non merita tutto questo #ladridifuturo". Duro anche l'ex premier Matteo Renzi: "Di Maio è un uomo disperato - scrive su Twitter - Vota a sua insaputa un condono, poi grida allo scandalo. Attacca me. Non capisce il senso dei testi che vota. Dopo questa giornata imbarazzante la domanda è semplice: 'Ma Di Maio sa almeno leggere ciò che firma?'". Sulla stessa linea anche Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Prima la 'manina' del Mef contro il #decretodignità, poi il decreto #Genova con i puntini al posto delle cifre, oggi addirittura il testo della #manovra 'manipolato' prima di arrivare @Quirinale. Sono vittime di un perenne complotto #ridicoli".


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