Martedì, 24 Novembre 2020

Ora che il taglio dei parlamentari è legge servono le riforme

Al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari ha vinto il fronte del sì, ma cosa succede ora?

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, saluta alcuni simpatizzanti del movimento 5 stelle che festeggiano il risultato del refendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, in piazza Montecitorio, Roma 21 settembre 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI

A spiegare gli effetti e le conseguenze della riforma innescata dall'esito del voto di oggi con la vittoria del sì al referendum costituzionale è il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli che all'AdnKronos spiega come avrà effetto, nel merito, la riduzione del numero dei componenti di Camera e Senato.

La legge prevede che la modifica costituzionale entri in vigore con la cessazione e il rinnovo di Camera e Senato o con l'anticipato scioglimento. Perciò, l'attuale legislatura non è interessata dal provvedimento ma avrà molto su cui lavorare per consegnare alla prossima gli strumenti idonei.

"L'esito referendario apre a due modifiche necessarie: la riforma della legge elettorale e i regolamenti parlamentari".

"La riforma della legge elettorale è necessaria per assicurare al meglio la rappresentanza, in un parlamento a composizione più ridotta, anche alle voci minori, e per garantire rappresentanza e governatività la legge elettorale è elemento essenziale", sottolinea il presidente emerito della Corte Costituzionale.

A necessitare di una revisione, poi, ora sono i regolamenti parlamentari, "perché in particolare il Senato potrà avere difficoltà a far funzionare adeguatamente le 14 commissioni permanenti che ci sono, oltre alle altre commissioni e attività che vengono svolte - spiega Mirabelli - la riduzione di numero può suscitare qualche preoccupazione se si ha presente che alle commissioni parlamentari può essere attribuita anche l'attività legislativa. Può essere non positivo che un numero assai ristretto di senatori decida".

"Può essere occasione per rendere più efficienti e funzionali i due rami del parlamento" determinando un miglioramento "anche per quanto riguarda i tempi di decisione sui disegni di legge governativi in modo da ridurre il ricorso ai decreti ed escludendo i maxi emendamenti che non sono perfettamente in linea con le previsioni della Costituzione". Ma perché questi miglioramenti possano verificarsi occorre "superare le perplessità che ci sono e ci possono essere come effetto non positivo della riduzione così netta per il Senato". E per il bene di tutti, "è auspicabile che su questi temi ci sia un dialogo, e possibilmente una convergenza, tra maggioranza e opposizione".

Referendum taglio parlamentari, ha vinto il sì

"Quello raggiunto oggi è un risultato storico" spiega Luigi Di Maio, ex capo politico del M5s intestandosi la vittoria referendaria. "Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il MoVimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo".

"Visto che c'è convergenza su questo aspetto voglio rivolgere un invito sia al fronte dei sì che al fronte del no: riduciamo anche gli stipendi dei parlamentari". 

Lo ha detto Luigi Di Maio commentando i risultati del referendum: "In questa cornice il prossimo step dovrà essre l'approvazione di una legge elettorale proporzionale".  

grazie billy-2

In una foto dal profilo Twitter, un selfie con Danilo Toninelli su uno dei terrazzini del palazzo di Montecitorio e la scritta a caratteri cubitali: "grazie Billy". Luigi Di Maio, affida ad una storia su Instagram la sua replica sarcastica a Billy Costacurta, ex difensore del Milan e della Nazionale che, nei giorni scorsi in un'intervista a La Repubblica, aveva sottolineato il suo "No" per "non vedere le facce di Di Maio e Toninelli trionfanti". 

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