Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

"Altro che merito, fatto fuori dalla Casaleggio per un test psicologico"

La denuncia dell'ex consulente M5s al Parlamento Ue Fabrizio Fabbri, esperto di politiche ambientali con 30 anni di esperienza alle spalle: "Non hanno valutato le mie competenze ma le mie risposte a proverbi e storielle". "Abbiamo rispettato i tempi e i modi", ribattono i grillini

Da EuropaToday - “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. Sei d’accordo con questa frase? Poco d’accordo? Per nulla d’accordo? Cosa direste se dalla risposta a domande come queste dipendesse il vostro futuro professionale? Ebbene, è quello che è capitato agli advisor, gli esperti, di politica comunitaria contattati dalla delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Ue.

“Siamo stati valutati da due persone, inviati dalla Casaleggio Associati, sulla base di risposte a proverbi e storielle che volevano misurare il nostro grado di accordo con l'establishment, non sulle competenze che abbiamo nel nostro lavoro, come mi aspetterei dopo 30 anni di esperienza”.

A puntare il dito contro il sistema di selezione/valutazione esportato dalla Casaleggio al Parlamento Ue – e non solo, visto che è stato usato anche alla Camera (e non a caso i dipendenti della Camera sono stati tutti licenziati sfruttando la legge Fornero) ed al Senato - è Fabrizio Fabbri, una vita lavorativa della durata trentennale passata tutta in ambito ambientale, da Greenpeace al Ministero con Pecoraro-Scanio, come esperto alla delegazione italiana presso la Ue e quindi come direttore scientifico della Fondazione diritti genetici. E’ in questa veste che ha i primi contatti con i grillini, parlando di OGM, quindi inizia a lavorare con loro prima al Senato e poi al Parlamento Ue come esperto in Commissione Ambiente. E’ iscritto al Movimento dal 2010.

"Si parla tanto di meritocrazia, di avere gente preparata - sbotta Fabbri - Gente che sappia fare il proprio lavoro, la cosa che mi ha illuso ad aderire al Movimento. Sono 30 anni che mi occupo di politiche ambientali, credevo in maniera naif che bastasse mettersi al servizio del gruppo in maniera professionale, ma evidentemente questo va valuto da chi conosce quel lavoro, non dalla profilatura fatta da chi non ne sa nulla".

Ora la sua avventura finisce, perché, assicura, sulla base di quei test non gli è stato rinnovato il contratto che scadeva il primo febbraio.

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