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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica Italia

Salvini chiede a Mattarella l'incarico di governo, Di Maio: "Votiamo l'8 luglio"

Cade nel vuoto l'offerta di Di Maio al leader della Lega, Salvini rivendica l'incarico per formare un governo. Al terzo giro di consultazioni al Quirinale il M5s ribadisce: "No a governi tecnici, no a Berlusconi". Martina (Pd): "No ad incarichi al buio"

La svolta è attesa tra domani e dopodomani, quando, salvo fatti nuovi che dovessero emergere dalle consultazioni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella prenderà un'iniziativa per cercare di arrivare alla formazione di un governo cosiddetto di tregua o scopo che guidi il Paese almeno fino a dicembre e che eviti lo scatto delle clausole di salvaguardia e il conseguente aumento dell'iva. Due mesi ormai sono passati dalle elezioni, 44 giorni dalle dimissioni del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, presentate il 24 marzo, dopo l'avvio della diciottesima legislatura con le sedute inaugurali e l'elezione dei presidenti di Senato e Camera. 

"Nuove elezioni l'8 luglio"

L'alternativa è il ritorno al voto. Senza un accordo tra i partiti che consenta una maggioranza parlamentare, come detto, il Colle sarebbe intenzionato a un governo di tregua che arrivi fino a fine anno (con ritorno alle urne a inizio 2019) o, come trapela da indiscrezioni fatte filtrare dal Quirinale, si inizia anche a valutare la possibilità di elezioni già a luglio. 

Due elezioni in un anno, per gli italiani un salasso da un miliardo di euro 

Il segretario del Pd critica l'uscita elettorale di Salvini e Di Maio: "Le dichiarazioni di M5S e Lega sono totalmente irresponsabili e superficiali, irrispettose anche verso il Presidente Mattarella". Lo scrive su facebook Maurizio Martina.

"Qui c'è da dare certezze al Paese con un governo che blocchi l'aumento dell'Iva e loro continuano a giocare al gatto e al topo- prosegue-. È davvero incredibile, il Paese non si merita tutto questo. Qualsiasi sia l'iniziativa che indicherà il presidente della Repubblica noi lo supporteremo. Punto. Non come altri. Il Paese per noi viene prima di tutto, davvero".

Consultazioni oggi al Quirinale

Oggi, nel tentativo di trovare una soluzione al rebus governativo, il capo dello Stato dà il via al terzo round di consultazioni. Il centrodestra è salito compatto al Quirinale e, dopo l'incontro con il presidente della Repubblica è stato solo il leader della Lega Matteo Salvini a prendere la parola, braccia conserte per Berlusconi e Meloni. "Abbiamo offerto al presidente della Repubblica, consci che il paese non può aspettare, la disponibilità mia a dar vita a un governo che cominci a risolvere tutti i problemi del paese".

Salvini: "Mattarella mi dia incarico di Governo"

"Confidiamo che il presidente della repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza che confidiamo di poter trovare. Confidiamo che dalle prossime ore possiamo essere messi al lavoro".

"Abbiamo offerto al presidente della Repubblica, consci che il paese non può aspettare, la disponibilità mia a dar vita a un governo che cominci a risolvere tutti i problemi del paese". Lo ha detto Matteo Salvini uscendo dalle consultazioni con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. 

Perchè la missione di Salivini è quasi impossibile 

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In vista dell'incontro al Colle, il centrodestra si era riunito a Palazzo Grazioli, per fare il punto. L'incontro segue quello di ieri sera che ha visto al tavolo Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni

I primi a salire al Quirinale sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle, convocati alle 10. Il M5s si presenta da Mattarella con i capigruppo al Senato e alla Camera Danilo Toninelli e Giulia Grillo, accompagnati da Luigi Di Maio.

Di Maio: "No fiducia a un governo tecnico. Governo politico o voto"

"Il Movimento 5 Stelle è l'ultimo ad aver paura del voto - ha detto Luigi Di Maio dopo il terzo round di consultazioni con Mattarella -. Intanto siamo disposti a cercare un premier condiviso con la Lega". Chiara la sua linea: nessuna disponibilità del M5s alla fiducia ad un eventuale governo tecnico. Governo politico o voto. Sull'ipotesi Casellati o Fico premier, Di Maio ha detto: "Le cariche istituzionali restino tali". 

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Martina: "No ad incarichi al buio"

Alle 12 è la volta dei presidenti dei senatori e dei deputati del Partito democratico, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, accompagnati dal segretario reggente e dal presidente del Pd Maurizio Martina e Matteo Orfini.

"No ad incarichi al buio, no a trasformismi, no a soluzioni politiche raffazzonate, sì al vero sforzo negli interessi del paese super-partes". Lo dice Maurizio Martina, dopo la consultazione al Colle.

 "A questo punto pensiamo sia urgente dare una soluzione alla crisi, superare lo stallo di queste settimane. Basta prendere tempo, basta traccheggiare ed esasperare logiche di parte, basta con il gioco dell'oca perchè ancora in queste ore ci pare di vivere il gioco di tornare al punto di partenza da parte di chi il 5 marzo si è procalmato vincitore senza avere la maggioranza"

I partiti da Mattarella: la diretta dal Quirinale

Nel pomeriggio si riprende alle 16 con Liberi e Uguali, seguiti alle 16.20 dal Gruppo parlamentare per le Autonomie del Senato, alle 16.40 e alle 17 dai Gruppi Misti, rispettivamente, di Palazzo Madama e Montecitorio. Alle 17.30 e alle 18 sono previste le udienze del Capo dello Stato con i presidenti della Camera, Roberto Fico, e del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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Perché Di Maio divide il centrodestra

Nessun accordo al termine del vertice del centrodestra tenutosi ieri Palazzo Grazioli. Restano infatti le distanze tra il leader della Lega e quello di Forza Italia: meglio il voto che un governo del presidente, avrebbe detto Salvini a Berlusconi, che invece vuole Forza Italia dentro il governo ed esclude qualsiasi appoggio esterno. Dopo il "passo indietro" di Luigi Di Maio che si è detto pronto a "lasciare" la premiership per sostenere un nome "terzo" e fare con la Lega un governo che assicuri il via libera a "reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero e legge anticorruzione", la palla passa ora al centrodestra. L'alternativa, ha detto anche Di Maio, è solo il voto, perché M5s e Lega dicono no a governi tecnici o del presidente. Non sarebbe infatti sostenibile, per Salvini, l'idea di Berlusconi di appoggiare un governo del presidente nell'attesa di creare in Parlamento le condizioni per la nascita di un esecutivo di centrodestra. Se l'accordo con Di Maio si facesse, ipotizzano nel centrodestra, si potrebbe chiedere un premier come Giancarlo Giorgetti, e Salvini si farebbe garante dell'alleato. Se non si arrivasse a un governo politico, "che dia garanzie al sistema Paese", per il leader della Lega sarebbe preferibile tornare in tempi rapidi al voto.

Governo, Di Maio apre a Salvini: "Scegliamo insieme il presidente del Consiglio"

Berlusconi resta da parte sua totalmente contrario ai diktat di Di Maio: andiamo al Colle a invocare l'incarico a un premier del centrodestra, continua a chiedere. E se Mattarella proponesse un governo del presidente, sostengono fonti di FI, Berlusconi sarebbe disponibile, pur di tenere unito il centrodestra, a dire no ed accettare il ritorno alle urne.

Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia, intervenendo a Radio Capital ha detto: "Salvini ha ribadito la fedeltà all'alleanza, a 12 milioni di elettori, a un programma. È ovvio che Di Maio ieri ha fatto un ultimo tentativo disperato di spaccare il centrodestra, ma è stato respinto". "Ieri - ha aggiunto Ronzulli - si è parlato della proposta di Di Maio, ma non dell'ipotesi concreta che si realizzasse. Non è stata presa in considerazione. Forza Italia se non entra al governo va all'opposizione e il centrodestra si rompe, cosa che nessuno vuole". "Ieri sera si è ribadito che il centrodestra è unito nel dire 'no' a un governo del presidente - ha continuato -. Oggi andremo al Quirinale a chiedere che il governo venga dato al centrodestra, con incarico a Salvini o a un altro esponente della coalizione che Salvini indicherà".

La posizione del Pd

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Fermo sulle posizioni uscite alla Direzione nazionale di giovedì anche il Partito democratico, con il segretario reggente, Maurizio Martina, che ribadisce come per il Pd sia "impossibile immaginare sostegni a governi politici con Berlusconi, Salvini o Meloni, ma ormai anche con i 5 stelle e con leadership di partiti a noi avversari. Siamo invece disponibili a fare la nostra parte per una soluzione istituzionale, chiedendo a tutti di fare la loro". Martina invita alla “responsabilità” in primo luogo chi dopo le elezioni “ha cantato vittoria” perché “non è più tempo di giocare a tatticismi esasperati". 

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