Giovedì, 22 Aprile 2021
QUIRINALE

Quirinale, da martedì le consultazioni. Renzi: "Scheda bianca alle prime tre votazioni"

Al via gli incontri ufficiali per eleggere il successore di Napolitano. Grillo: "I giochi sono fatti, noi non ci fidiamo più di nessuno". In parlamento il premier ha annunciato che si deciderà tutto dal quarto scrutinio

Martedì 27 gennaio si apriranno le consultazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Nella sede del Nazareno il premier Renzi - assieme ai vicepresidenti del Pd Lorenzo Guerini e Deborah Serracchiani - incontrerà le delegazioni di tutti gli altri partiti, esclusa quella del Movimento 5 Stelle che hanno già annunciato di non partecipare all’incontro. Le consultazioni cominceranno alle 9.30 con la delegazione di Scelta Civica, seguita alle 10:15 da quella di NCD e UDC. Il momento topico della giornata sarà l’incontro con Forza Italia previsto alle 19. L’ultima ad esser ricevuta sarà la delegazione di Sel. 

"NOI NON CI SAREMO" -  Grande assente il Movimento 5 Stelle. Dal palco della "Notte dell’onesta" - la manifestazione dei pentastellati che si è tenuta sabato a Piazza del Popolo, a Roma - Grillo ha ribadito il suo no ad ogni "trattativa" per eleggere il successore di Napolitano. "I giochi sono fatti, noi non ci fidiamo più di nessuno", ha detto Grillo prima di lanciare l’affondo al premier: "Per il presidente della Repubblica si tratta con un criminale ai servizi sociali. Sei un buffoncello che ricatta tutti, vaffa..".

AREA SEL CIVATI - Nel frattempo a sinistra si compatta il fronte anti-Renzi capeggiato da Nichi Vendola e Pippo Civati. I due hanno lanciato la proposta di un "candidato Non Nazareno", chiamando a raccolta le altre forze di opposizione, e chiedendo ai 5 Stelle di non salire sull'Aventino: "Tutti siamo chiamati a dare un contributo - ha spiegato il leader di Sel Nichi Vendola -  e, se avremo pazienza, ciascuno dal suo punto di vista potrà tessere la tela affinché al Quirinale vinca un’idea di democrazia e non un’idea di oligarchia".  

AREA PD - Quanto al Partito Democratico per ora prevalgono le divisioni. Secondo un accurato resoconto pubblicato sul Foglio, oltre ai voti dell’area che fa riferimento a Pippo Civati, a Renzi potrebbe mancare anche l’appoggio dei bersaniani - in tutto almeno una novantina di grandi elettori tra deputati e senatori. "Mi auguro che i gruppi parlamentari non siano messi di fronte a un aut aut, accompagnato poi da più o meno velate minacce di scioglimento delle Camere", ha dichiarato il deputato bersaniano Alfredo D’Attore. 

SCHEDA BIANCA - Già questa mattina il premier ha incontrato alla Camera i 307 deputati del Pd Dem per tentare di ricucire gli strappi all’interno del partito. "Crediamo nel Pd, luogo di discussione", ha detto il capo del governo ai suoi, aggiungendo che chi non condivide il nome del candidato alla presidenza della Repubblica "dovrà dirlo apertamente. Non offriamo una terna di nomi il Pd farà una proposta, tutti hanno il diritto di dire e discutere sui nomi". Il premier ha inoltre annunciato che il Pd voterà scheda bianca alle prime tre votazioni, tentando dunque di trovare la quadra a partire dalla quarta quando basteranno 'solo' la metà più uno dei voti dei grandi elettori.

CENTRO DESTRA - Non va meglio nello schieramento di centrodestra. Se l'asse FI-NCD sembra reggere, sono sopratutto le divisioni interne a Forza Italia a preoccupare Berlusconi che sa di dover fare i conti con un numero imprecisato - ma sembra piuttosto cospicuo - di franchi tiratori. Quanto alla Lega il leader Matteo Salvini ha chiuso le porte ad ogni trattativa. "Se i nomi che si leggono sono quelli di Prodi, di Amato e Veltroni possono votarseli loro, ma sicuramente i voti della Lega non li avranno mai". 

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