Domenica, 7 Marzo 2021
L'opinione di Vincenzo Sbrizzi

L'opinione di Vincenzo Sbrizzi

A cura di Vincenzo Sbrizzi

Quando Conte prometteva che avrebbe abbandonato la politica

Eppure in molti ci avevano creduto. Qualcuno addirittura ci aveva messo il pensiero. “Vedrai che lo farà, non è un politico di professione”. Lui stesso lo ripeteva in continuazione e invece niente. Perché fare l'avvocato e il professore universitario sono entrambi bei mestieri ma vuoi metterli col fare “l'avvocato del popolo” per cinque anni? Non c'è che dire, Giuseppe Conte ci ha preso gusto e non è intenzionato a schiodarsi da Palazzo Chigi. Il professore, che era capitato lì quasi per caso e che aveva promesso di andare via in punta di piedi dopo aver prestato il proprio servizio, adesso da lì non se ne va nemmeno con le cannonate. È pronto a fare il terzo governo che porta il suo nome ed è deciso a insidiare i record di Berlusconi e Andreotti. Nomi che i grillini duri e puri aborrano ma che in realtà non sono tanto lontani dal fare politico del premier uscente e, lui spera, rientrante.

Il Conte ter potrebbe essere l'ennesimo atto del leader che è riuscito a suggellare il patto con la Lega, che i Cinque stelle odiavano in campagna elettorale, il patto col Pd, che i Cinque stelle odiano proprio per statuto (ah no, non hanno uno statuto), e adesso il patto con i responsabili ma soprattutto assecondando le pretese del “diavolo” in parlamento: Matteo Renzi. Tutto pur di rimanere saldamente in corsa e non cedere la poltrona. Anche perché poi per tornarci dovrebbe farsi votare e i precedenti non depongono a suo favore (vedasi Mario Monti). I

l premier del “mai con” sembra essere in pole per tornare a guidare il governo eppure il 25 marzo del 2019 disse una cosa chiara: “Io personalmente l’ho detto, non ho la prospettiva di lavorare per una nuova esperienza di Governo. La mia esperienza di Governo termina con questa. Quello che dobbiamo fare sino all’ultimo giorno in cui avremo questa responsabilità, è lavorare incessantemente, senza sosta, con la massima concentrazione per individuare e selezionare gli interessi degli italiani e perseguirli”. Era il periodo del governo giallo-verde a cui è seguito quello giallo-rosso e adesso si cerca un altro colore che stia bene col giallo. Sembra un'era geologica fa e invece sono trascorsi solo due anni.

Conte ha però deciso di essere coerente con i suoi alleati di governo. Anche Matteo Renzi disse che avrebbe lasciato la politica se avesse perso il referendum e Conte non vuole essere da meno dell'azionista di minoranza del suo nuovo governo. L'unico azionista di minoranza della storia che comanda al punto da proporre ogni giorno Maria Elena Boschi per un ministero qualunque. Tutto sempre all'insegna della coerenza perché la stessa Boschi disse che avrebbe lasciato la politica. Sì proprio lei, quella che i Cinque stelle reputavano essere la garante delle banche, dei poteri forti e ogni altra amenità. Ma Conte ha deciso di mostrarsi finalmente per quello che è e di svelare il suo piano malefico: far tornare la Democrazia cristiana al potere. I migliori democristiani della prima Repubblica sarebbero fieri di lui.

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