Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Crisi di governo, Conte alla Camera lunedì per chiedere la fiducia

Renzi: “Se non ci vogliono, non votiamo la fiducia”. Nel pomeriggio il colloquio tra il presidente del Consiglio e Mattarella

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà alla Camera lunedì e martedì al Senato. Una nota di Montecitorio relativa alla conferenza dei capigruppo informa che il premier si recherà alla Camera per tenere comunicazioni di “carattere fiduciario”. Martedì alle 9.30 l’appuntamento in Senato. 

Nel pomeriggio Conte era salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica, per riferirgli le sue intenzioni in relazione alla crisi politica apertasi dopo le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Una nota del Quirinale informa che "il presidente della Repubblica ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - il relativo interim è stato assunto dal presidente del consiglio dei ministri -, dalla prof. Elena bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall'on. Ivan scalfarotto, sottosegretario di stato". Il presidente del Consiglio ha assunto l'interim dell'agricoltura dopo le dimissioni della ministra Teresa Bellanova.

Renzi: “Se non ci vogliono, non votiamo la fiducia”

Parlando a “Dritto e rovescio” su Rete 4, Matteo Renzi ha detto: “Se non ci vogliono, con molta libertà, noi non diamo la fiducia, ma continuiamo comunque a votare le cose che servono all’Italia”. Poi ha aggiunto anche che "se loro hanno i numeri, questa è la democrazia parlamentare che vince, tanto di cappello. Ma se i numeri non ce li hanno si andrà al Quirinale e si farà un altro governo".

"Durante una pandemia - si è chiesto ironicamente Renzi - esiste ancora la democrazia o bisogna interromperla? Sono stato contento del Conte bis quando rischiavamo i pieni poteri a Salvini. Oggi dico che i pieni poteri non vanno dati a nessuno, nemmeno a Conte. Per questo ho chiesto spiegazioni sulla gestione dei servizi segreti". Ma se Conte "troverà i voti in parlamento, avrà grande rispetto".

Pd e M5s chiudono a Renzi

"Noi siamo stati molto chiari, chi stacca la spina, chi mette in difficoltà il governo non è più un interlocutore, e questa situazione di instabilità sta danneggiando l'Italia anche davanti alla comunità internazionale”, ha detto Luigi Di Maio  al Tg1, rispondendo alla domanda se ci siano ancora margini per ricucire con Matteo Renzi.

Opinione ribadita anche dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia del Pd. “È Renzi che ha chiuso, pertanto riteniamo che questo discorso sia chiuso”, ha detto Boccia a Lilli Gruber a “Otto e mezzo” su La7. “Un Paese che ogni giorno vive un lutto nazionale non merita nessun gioco politico, non merita questi problemi. Il Pd con il segretario Zingaretti hanno cercato fino a ieri una mediazione, non ci aspettavamo la dimissione delle ministre - ha aggiunto Boccia - Vorrei ricordare che gli uomini e le donne che sono oggi in Parlamento con Italia viva sono stati eletti con il Partito Democratico, e rappresentano tutt'ora la comunità che li ha eletti. (...) La 'tranquillità' non la si ha mai quando ci si sottopone a un voto, ma noi andremo in Parlamento con la coscienza a posto e sono fiducioso che ognuno si prenda le proprie responsabilità di fronte al Paese".

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