Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Cos'è il 'caso Alpa' e perché le Iene vogliono una fattura dal premier Conte

Si torna a parlare del concorso dell'Università di Caserta nel 2002, quando tra i docenti della commissione figurava un suo amico e collega. La Iena Monteleone: “Se vuole essere trasparente al 100% mostri la 'doppia' fattura”

Il premier Giuseppe Conte

“Presidente Conte, vuoi essere trasparente al 100 per cento? Allora portaci quella fattura...”: l'appello al presidente del Consiglio arriva dal giornalista de Le Iene Antonino Monteleone, che torna a chiedere delucidazioni sul cosiddetto 'caso Alpa'. Di cosa si tratta? La storia riguarda un concorso vinto da Giuseppe Conte nel 2002 all’Università Vanvitelli di Caserta, poi chiamato a Firenze nel 2005. Il nome del 'caso' viene da Guido Alpa, amico e collega di Conte, tra i commissari del concorso.

Il 'caso Alpa'

Il presunto scheletro nell'armadio del premier risale quindi al 2002, quando vinse il concorso per l'Università Vanvitelli di Caserta, promosso a pieni voti da quattro docenti italiani, tra cui Guido Alpa, mentore, amico e collega di Conte, di cui sarebbe stato anche socio, almeno da quanto riporta il suo curriculum. Proprio questa presunta collaborazione lavorativa è il motivo che ha scatenato la bufera e le Iene. L'articolo 51 del codice di procedura civile infatti definisce che la collaborazione professionale è un elemento che causa l’incompatibilità tra chi esamina e chi è esaminato.

Uno studio professionale in comune, come nel caso attribuito a Conte e Alpa, potrebbe andare in conflitto con l'articolo descritto in precedenza. Allora cosa c'entra la fattura chiesta dalle Iene? Si tratta di quella emessa per avere difeso insieme con Guido Alpa, nel 2002, l'Autorità della privacy da un ricorso della Rai. Conte e Alpa però negano da mesi di essere stati soci in affari e di avere quindi emesso due fatture separate. 

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Caso 'Alpa', le Iene vogliono la fattura 

"Ci eravamo lasciati a ottobre con Conte che diceva che c'erano fatture separate, allora - racconta Monteleone -, ci siamo rivolti al Garante della privacy chiedendo l'accesso agli atti, ma l'Autorità ci ha risposto a novembre con dieci pagine per motivare il diniego, motivazioni che il nostro avvocato ritiene paradossali. Per questo abbiamo fatto ricorso al Tar. Se si scoprisse che c'è stata una fattura unica, significherebbe che i due erano soci in affari e quindi il concorso da professore ordinario di Conte all'Università di Caserta andrebbe nel cestino perché Alpa era presidente della commissione - aggiunge Monteleone - L'avvocato Alpa alla nostra richiesta si è opposto, ma Conte, che abbiamo incontrato all'inaugurazione dell'Anno Accademico della Sapienza, ci ha detto che sono state emesse fatture separate. Alla nostra richiesta di mostrarci la sua fattura, però, è sembrato vacillare".

"Il premier fa il 'furbo' - aggiunge la Iena - perché dice che la fattura è del 2002, quando invece è stata emessa e pagata nel 2010 e lui deve conservarla per dieci anni. Questa reticenza per noi è sospetta, noi siamo qui e se Conte vuole la fattura può darcela. Sull'altro fronte, quello dell'autorità, il presidente Antonello Soro ci risponde: 'ci vediamo al Tar'. Hanno trasformato la fattura di un avvocato in segreto di Stato. Eppure si tratta di documenti emessi da un ente pubblico. Conte, vuoi essere trasparente al 100%? Allora portaci la fattura. Io sono convinto che il Tar, che si esprimerà a marzo, svelerà tutto, perché se dovesse darci torto, significherebbe stracciare via del tutto la normativa Foia (Freedom of information act del 2016, ndr)", conclude Monteleone.

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