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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Lo sfaldamento del Movimento 5 Stelle parte da Roma: quattro consiglieri scelgono Conte

Mentre gli eletti in Parlamento rivendicavano il diritto a vedere i progetti e a discuterli pubblicamente, erano diversi gli esponenti 5 Stelle che andavano a casa di Conte per cercare di mediare

Servirebbe un miracolo per ricomporre i pezzi del Movimento 5 Stelle e non è detta l’ultima parola perché ci sono molti esponenti al lavoro per ricucire fra Conte e Grillo, il primis il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che oggi è andato di persona a casa dell’ex Presidente del Consiglio, con il quale si è intrattenuto circa due ore. Tuttavia sembra iniziata la deflagrazione del Movimento con i primi quattro consiglieri comunali di Roma, che annunciano di abbandonare la casacca a 5 Stelle per fondare il nuovo gruppo, il cui riferimento è proprio Giuseppe Conte. Come scrive anche RomaToday, i consiglieri Donatella Iorio, Marco Terranova, Enrico Stefàno ed Angelo Sturni mollano Beppe Grillo e Virginia Raggi per dare corpo a “Il piano di Roma” ed è uno strappo tutto interno fra contiano e grillini. Come ha detto proprio Terranova, “il riferimento è quello del Governo Conte. Quella è la soluzione per mettere insieme le forze per trovare le soluzioni anche per la città”. 

La presa di posizione è un colpo al cuore del Movimento 5 Stelle, dove si stanno vivendo giorni di grande difficoltà. Ieri, dopo le mazzate di Grillo ai suoi, la tensione era arrivata ai livelli di guardia con la maggior parte dei Parlamentari pronti a sfiduciare il Garante. In una assemblea fiume che riuniva senatori e deputati, gli eletti hanno deciso di prendere una posizione netta e per certi versi anche scomoda: vogliono vedere il progetto di Conte e votarlo. Lo ha detto oggi la senatrice Alessandra Maiorino, che si fa portavoce del sentimento della stragrande maggioranza degli eletti a 5 stelle quando dice che “doveva essere consentito loro di visionare il documento frutto del compito affidato a Giuseppe Conte dal garante Beppe Grillo, sul contenuto del quale si è consumata una diatriba dai toni accesissimi. Siamo il Movimento della democrazia diretta e partecipata. Giuseppe Conte ha lavorato quattro mesi per redigere il nuovo Statuto, che avrebbe poi dovuto sottoporre all'assemblea degli iscritti, ma in seguito, senza che nessuno di noi abbia potuto neanche leggerlo, Beppe è venuto a dirci che non andava bene in nulla, sventolandoci i fogli davanti, senza permetterci di leggerli. Unilateralmente ha deciso non solo che quel lavoro non andava bene, ma che lo stesso Giuseppe Conte non andasse bene. […] Su questo repentino mutamento d'opinione sul suo conto da parte di Beppe Grillo non commento. Rilevo solo che ci ha lasciati sgomenti ed esposto al ludibrio di personaggi del calibro di Bellanova e Renzi, che come tanti puffi quattrocchi hanno iniziato una litania di “ve l'avevo detto io, ve l'avevo detto”. Ora chiediamo al garante di fare il garante: autorizzi Conte a far conoscere il documento e il carteggio in questione, e consenta alla comunità nata dalla sua idea di democrazia e partecipazione di esprimersi: Votiamo lo statuto ora”.

Alla Camera esprime la stessa posizione la deputata Sabrina De Carlo, che, tramite Facebook, chiede che il documento sia reso pubblico e votato: "[…] Giuseppe Conte si è messo in gioco fin da subito, dimostrando capacità di ascolto e sintesi, che gli hanno permesso di governare al meglio, mantenendo al contempo fede all'anima del Movimento. Proprio per questo è stata riconosciuta in lui quella figura capace e adatta a guidare il nostro Movimento verso un rinnovamento necessario, ora più che mai, per affrontare a testa alta le sfide del futuro. Un progetto che abbiamo atteso, con massime aspettative e il fiato sospeso per diversi mesi, e ora che è stato delineato, è giusto venga valutato e votato dagli iscritti, che devono rimanere sempre il fulcro del Movimento”.

Intanto stamattina il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio è andato a casa dell’ex Premier, a due passi da Palazzo Montecitorio, dove si è intrattenuto per circa due ore. Nessun feedback é arrivato alla galassia pentastellata da Luigi Di Maio. Poi Conte ha avuto un colloquio di una decina di minuti con il presidente della Camera, Roberto Fico. Anche qui silenzio di tomba. Nel primo pomeriggio poi sono arrivati il ministro Stefano Patuanelli, la vicepresidente del Senato Paola Taverna e il capogruppo al Senato Ettori Licheri, che ha detto: “Siamo dentro un confronto fisiologico, stiamo scrivendo un nuovo soggetto politico. È una bellissima cosa ma non è facile, dateci del tempo". All'uscita, dopo un faccia a faccia di oltre due ore, nessuna dichiarazione ai cronisti da parte dei tre pentastellati. Secondo fonti interne Conte sembra voler tirare dritto, del restol lo ha detto: "Il mio progetto non resterà nel cassetto". La quiete prima della tempesta. 
 

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