Venerdì, 16 Aprile 2021

Il giorno di Conte leader del MoVimento 5 Stelle

Stasera su Zoom l'ex Avvocato del Popolo sarà incoronato Capo Politico del M5s. Il grande giorno è arrivato: oggi Giuseppe Conte sarà incoronato leader e capo politico del MoVimento 5 Stelle. E presenterà ai parlamentari grillini la sua piattaforma politica. Ma i guai sono ancora sul tavolo. Il rapporto con Casaleggio e il no al terzo mandato

Il grande giorno è arrivato: oggi Giuseppe Conte sarà incoronato leader e capo politico del MoVimento 5 Stelle. Stasera alle 21,30 l'ex presidente del Consiglio presenterà su Zoom ai parlamentari grillini la sua piattaforma politica. Sarà un’assemblea dei gruppi parlamentari, degli eurodeputati e dei consiglieri regionali mentre due problemi sono già sul suo tavolo: il rapporto con Rousseau e Casaleggio e il limite dei due mandati. 

Il giorno di Conte leader del MoVimento 5 Stelle

Il debutto di Conte avverrà all'interno di un MoVimento sempre più balcanizzato, dove i nervi sono tesi e il rischio-rottura è dietro l'angolo. E mentre ancora non si è risolta la grana degli eletti espulsi per non aver votato la fiducia al governo Draghi. Attualmente Conte si consulta soltanto con Luigi Di Maio e Vito Crimi: non ha un filo diretto con Beppe Grillo anche se qualche volta lo sente. Il Fatto Quotidiano, solitamente molto beninformato sulle beghe grilline, scrive oggi che secondo chi è vicino a Conte "il suo sarà un intervento sulla visione e i principi del nuovo M5S". Ma dopo che avrà parlato si aprirà sicuramente uno spazio per il dibattito. E per l'ormai ex avvocato del popolo sarà difficile sottrarsi. Dovrà fornire qualche risposta.

Per questo intanto i maggiorenti del partito cercano un modo per evitare le domande, ben consapevoli che così rischierebbero un'insurrezione in direttta. L'ex premier cercherà di barcamenarsi per evitare liti in diretta nel giorno della sua incoronazione. Repubblica spiega che Conte vuole mantenere gli aspetti più innovativi del MoVimento ma l’idea condivisa con i pochissimi interlocutori è di inserirli dentro a una concezione schiettamente di governo. Per questo Conte chiederà a tutti un’assunzione di responsabilità: basta guerre fratricide, basta correnti che nascono ogni giorno con l’idea di diventare liste e magari salvare qualcuno dalla mannaia del limite del secondo mandato.

Ci sono due anni per ricostruire da capo un partito. Servirà una struttura che ancora non c’è. L’idea di affidarsi all’associazione Rousseau pare definitivamente tramontata visto che Conte ha anche fatto cambiare avvocato al Movimento, dopo il passo indietro dello studio che seguiva sia i 5 Stelle che Davide Casaleggio, per evidente conflitto di interessi.

Secondo La Stampa Conte lascerà un ultimo spiraglio per un accordo con Casaleggio e assicurando la «valorizzazione della classe dirigente» del partito. L’ultima ipotesi è che una parte consistente delle liste elettorali possa essere gestita direttamente da Conte, senza passare dal voto su Rousseau o da altri  meccanismi di salvataggio. In questo caso a Casaleggio verrà proposto un contratto di servizio con un conguaglio pari a 150mila euro, molto lontano dai 450mila che ha chiesto. 

L'amicizia di Conte con Bettini e il rapporto con il Pd e con Letta

Intanto l'ex premier tesse la tela dei suoi rapporti con il mondo della politica. Dove una piazza d'onore è riservata al Partito Democratico e a Enrico Letta. Che ha già annunciato un canale di comunicazione privilegiato con Conte in vista di una possibile alleanza tra i due partiti alle prossime elezioni. Che ufficialmente sono lontane due anni, ma non è detto che sia così visto che i piani del centrodestra e quelli del resto della maggioranza che appoggia il governo Draghi divergono ampiamente. Intanto il Corriere della Sera tratteggia i rapporti di Conte con Goffredo Bettini, che è appena nato ma promette scintille. Bettini aveva consigliato nell'agosto 2019 un patto di legislatura tra Pd e M5s al telefono dalla Thailandia con Conte. Era l'epoca della crisi del Papeete e alla fine nacque il governo Conte Bis. 

Da lì le telefonate tra i due sono diventate settimanali, poi quotidiane. Ore e ore al telefono, e spesso anche dal vivo, in cui Bettini ha maturato la consapevolezza che la leadership di Conte non sarebbe stata passeggera.

Ora che Conte è primo nei sondaggi sul gradimento dei leader Bettini gongola e rimarca le somiglianze tra l'ex avvocato del popolo e Letta: entrambi, ha detto a Conte secondo quanto racconta Tommaso Labbate, "sapete ascoltare, entrambi sapete aspettare". Sono complementari, insomma. Il suo modo di dare una mano arriverà il 14 aprile prossimo con "manifesto", un contributo alla discussione che "non sarà in alcun modo una corrente". A riprova ha mostrato l’elenco degli intellettuali con cui sta lavorando. Tra questi, Mario Tronti, Nadia Urbinati e l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi. 

Conte capo politico del M5s: oggi l'assemblea su Zoom

Per quanto riguarda Casaleggio e Rousseau la situazione è intricata. In questo momento l'uso della piattaforma resta 'congelato' a causa dei mancati versamenti dei parlamentari: la cifra richiesta dall'Associazione di Davide Casaleggio si aggira intorno ai 450mila euro. E questo rappresenta uno dei nodi più difficili della trattativa tra M5S e Rousseau, che il leader in pectore è chiamato a sciogliere prima di lanciare il suo progetto rifondativo. Nel corso dell'assemblea virtuale Conte anticiperà i contenuti del suo programma e molto probabilmente affronterà lo spinoso tema del vincolo dei due mandati (blindato dal garante Beppe Grillo tra le proteste, silenziose, della vecchia guardia) così come la questione dei rapporti con Rousseau.

Intanto la piattaforma di Casaleggio ha lanciato una sua campagna di fund-raising, pubblicando sulla hompepage del sito e del Blog delle Stelle un maxi-banner stile Wikipedia per chiedere agli utenti un contributo economico affinché "gli iscritti possano continuare ad avere un ruolo centrale nei processi decisionali". Rousseau punta il dito contro il mancato versamento delle quote da parte dei parlamentari, che, si legge sul banner, "sta mettendo in seria difficoltà il progetto civico costruito in questi anni e la possibilità stessa degli iscritti di poter continuare ad incidere". "Basta, questa è la goccia che fa traboccare il vaso, dividiamo le nostre strade da Rousseau", sbottano fonti parlamentari infastidite dall'iniziativa.

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