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Giovedì, 19 Maggio 2022
La posizione

Il M5s dice no all'aumento delle spese militari

Giuseppe Conte in una intervista ha spigato la linea ufficiale del Movimento 5 Stelle

“Non potremmo assecondare un voto che individuasse come prioritario l’incremento delle spese militari a carico del nostro bilancio nazionale. In questo caso il Movimento non potrebbe fare altro che votare contro”. Sono parole chiare quelle del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che, in una intervista al Corriere della Sera, ha spigato la linea ufficiale del Movimento dove, soprattutto al Senato, si registrano non pochi mal di pancia per le armi italiane all’Ucraina e l’aumento delle spese militari.

Tuttavia Conte ha anche spiegato come non sia stato sbagliato sostenere Zelenskyj nella difesa. Ma non è certo col sorriso che si inviano armi. “È stato giusto offrire aiuti anche militari per esercitare la legittima difesa. Diversamente avremmo abbandonato la popolazione ucraina a se stessa e alla sopraffazione di una aggressione militare del tutto ingiustificata”, ma “la decisione di appoggiare l’invio delle armi non è stata presa a cuor leggero e non cambia il fatto che continueremo a lavorare senza sosta per un una soluzione diplomatica del conflitto”.

Dunque ok alle armi per impedire che la Russia schiacci l’Ucraina, ma non si deve rinunciare a trovare una soluzione per altra via, quella dei tavoli e della pace. Va bene anche al 2% del Pil in armi, anche perché fa parte di un progetto più vecchio, “però mi sono impegnato a rivedere i criteri di calcolo in modo da tenere conto anche dei costi politici e immateriali che comportano le nostre missioni all’estero”. 

Insomma è come se Conte adesso sia intervenuto per dire basta. Finora quello che è stato fatto va bene, ma bisogna cambiare rotta. Se no arriverà il vieto 5 Stelle nelle Aule del Parlamento. Il paradosso è che i pentastellati si dimostrano la forza più pacifista del Partito democratico, che sostiene il Governo in toto anche in questo caso. E Conte, mette in crisi la maggioranza a sostegno di Draghi? “Ognuno farà le sue scelte. - ha risposto sempre Conte - Ma confido che anche il progetto di rafforzamento della difesa europea sia portato avanti con ponderazione, al fine di razionalizzare le spese e non moltiplicarle, e comunque attraverso uno sforzo comune europeo”.

Insomma per il leader dei pentastellati bisogna lavorare tutti per la de-escalation e per uno “sbocco pacifico non solo di questo conflitto”, anche perché su questa guerra c’è sempre l’ombra della bomba nucleare che incombe sull’intero pianeta. 

Conte interviene anche sul caso del dissenso del senatore Petrocelli, che, ne è certo, “si porrà fuori dal Movimento non per la specifica questione delle armi, che è tema che interroga profondamente le nostre coscienze, ma perché ha anticipato di non voler più accordare la fiducia a qualsiasi provvedimento adotterà il governo”. Il senatore ha comunque detto di non volersi dimettere e nessuno ci piò fare niente, ma sicuramente, dal momento in cui esprimerò il primo voto contro il Governo, si porrà automaticamente al di fuori del Movimento e non potrà più rappresentarlo. 
 

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