Mercoledì, 16 Giugno 2021
Il semestre bianco decisivo

Come Giuseppe Conte può portare il M5s fuori dal governo Draghi a breve

L'ex premier si prepara a diventare leader di un MoVimento dimezzato e in calo nei sondaggi. Con il rischio della concorrenza di Casaleggio e Di Battista. Ma potrebbe sparigliare mollando l'esecutivo ad agosto. Quando scatterà il semestre bianco e non si potranno sciogliere le camere

Il "secondo tempo" del MoVimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte potrebbe prevedere l'uscita dal governo Draghi. Come più volte ha chiesto pubblicamente al M5s l'ormai ex (ma che potrebbe tornare in pista) Alessandro Di Battista. 

Come Giuseppe Conte può portare il M5s fuori dal governo Draghi a breve

Venerdì infatti l'ex presidente del Consiglio ha annunciato l'accordo con l'Associazione Rousseau per la consegna dei dati degli iscritti e il saldo delle pendenze (per la cifra di 200-250mila euro), mentre Davide Casaleggio ha fatto sapere di aver abbandonato quello che prima era un MoVimento e che ora, a suo parere, sta diventando sempre più un partito. Conte ha annunciato anche le prossime tappe del percorso che lo porterà ad essere incoronato come capo del nuovo M5s: "il nuovo Statuto e la Carta dei principi e dei valori: sarà aperta una fase per le osservazioni degli iscritti ed entro la fine di questo mese ci sarà la pronuncia con un voto online prima sullo Statuto e successivamente sul nuovo leader del M5S".

Ma quello che Conte non ha detto è che attualmente eredita (da Vito Crimi e Luigi Di Maio, veri fautori della sua leadership) un M5s in grave crisi: in difficoltà negli ultimi sondaggi che invece danno l'ex premier in alto nelle classifiche di popolarità, e stretto tra lotte e faide interne: dopo l'annuncio di Casaleggio tanti parlamentari ed ex M5s sono andati a congratularsi con il figlio del fondatore del MoVimento. Con la speranza, nemmeno tanto nascosta, che Davide si metta in gioco per creare un "Contromovimento" che raduni i fuoriusciti dal M5s governista di Di Maio e Crimi con la benedizione di Beppe Grillo.

E proprio lui oggi in un'intervista rilasciata a La Stampa si dimostra possibilista riguardo l'ipotesi, soprattutto se a capo dovesse arrivare proprio Di Battista che nel frattempo è in procinto di partire di nuovo per il Sudamerica: "Qualunque comunità di cittadini vorrà promuovere la partecipazione dal basso troverà in Rousseau un acceleratore per portare avanti battaglie e idee. Le nuove generazioni avranno un rapporto molto diverso con la partecipazione politica, aderiranno a singole battaglie o progetti e decideranno quando, come e perché partecipare senza aderire necessariamente a una forza politica definita".

La guerra di Conte per la sopravvivenza del grillismo

La prospettiva politica di medio termine quindi non sembra sorridere al M5s di Conte leader. Che finirebbe stretta tra il nuovo soggetto politico che potrebbe togliere appeal al M5s presso i duri e puri e la governabilità a tutti i costi incarnata dalla partecipazione al governo Draghi. Per questo, spiega oggi Il Fatto Quotidiano, Conte è pronto a "sfidare" il premier. Con due dossier sul tavolo. Il primo è la fine del blocco dei licenziamenti che è osteggiata dai grillini così come dalla componente di sinistra della maggioranza che regge l'attuale esecutivo. 

Il secondo è l'ambiente. Il M5s è entrato nel governo nel nome della "transizione ecologica" ma già da tempo sono ai ferri corti con il ministro Roberto Cingolani, che pure Beppe Grillo presentò come "uno dei nostri". Oggi quei nodi potrebbero venire al pettine anche attraverso la presentazione di una mozione di sfiducia individuale che è stata ventilata a più riprese nelle chat dei parlamentari grillini. Ma anche se questa è soltanto un'ipotesi, la prospettiva politica nel medio termine potrebbe invece vedere un MoVimento 5 Stelle in uscita dal governo Draghi. 

Sui social network a scriverlo è stato l'ex sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo: "Abbiamo risposto in maniera matura all'appello del Capo dello Stato per mettere in sicurezza il nostro Paese, da un punto di vista sanitario ed economico, sostenendo questo governo. C'è sicuramente ancora molto da fare ma la luce in fondo al tunnel si inizia a vedere e, una volta terminato questo complesso lavoro, credo sia doveroso chiedersi se sia ancora realmente necessario sostenere un governo Draghi".

L'addio del M5s a Draghi nel giorno del semestre bianco

Ma l'opzione non è soltanto una chiacchiera tra eletti, ma si trova anche sul tavolo di Conte. Il quale ha ben presente che il sostegno all'esecutivo guidato dall'ex presidente della Banca Centrale Europea per ora sta facendo molto male al grillismo. Per le intenzioni di riforma della Giustizia con cancellazione delle leggi di Bonafede, con i rischi per i sussidi-bandiera come il reddito di cittadinanza, per lo spettacolo non certo commendevole agli occhi dei suoi elettori che mostra un governo che ad oggi ha una chiara trazione di centrodestra. 

E allora eccola la mossa che potrebbe sparigliare le carte: lasciare il governo Draghi. Possibilmente dopo il 3 agosto, ovvero quando scatterà il semestre bianco. Ovvero quel particolare periodo in cui il presidente della Repubblica non può sciogliere le camere per indire nuove elezioni perché tra sei mesi scadrà il suo mandato. Lasciare l'esecutivo Draghi per il M5s avrebbe un doppio vantaggio: potrebbe evitare l'emorragia di voti che causerebbe la nascita del "ControMoVimento" di Casaleggio e Di Battista in primo luogo. Potrebbe consentirgli una rendita di posizione all'opposizione sul modello di quella che sta favorendo Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni in secondo luogo. 

In vista di ottobre, quando le elezioni amministrative costituiranno un banco di prova durissimo per il M5s a Roma e Torino, dove dovranno difendere la vittoria di cinque anni fa, l'idea che serpeggia ai piani alti è quindi quella di uscire dal governo ad agosto ma senza correre il rischio di avere la spada di Damocle delle elezioni anticipate sulla testa. Ma per farlo Conte dovrà superare l'opposizione dell'ala governista rappresentata da Di Maio, ovvero di chi lo ha portato a diventare il leader grillino. Considerato però che c'è da far decadere la regola dei due mandati, forse qualche argomento l'Avvocato del Popolo lo ha. Chissà se vorrà usarlo. 

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