Giovedì, 3 Dicembre 2020
L'opinione di Alberto Berlini

L'opinione di Alberto Berlini

A cura di Alberto Berlini

Sul Mes il premier Conte ha mentito agli italiani, Renzi e Zingaretti che fanno?

Durante la conferenza stampa in cui il premier Giuseppe Conte ha illustrato agli italiani il contenuto del nuovo Dpcm coronavirus (da molti definito alquanto inutile, ndr), il presidente del consiglio ha risposto ad una domanda posta da un giornalista sull'eventualità che l'esecutivo possa attingere ai fondi del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che consentirebbe all'Italia di ottenere dei finanziamenti a tassi agevolati.

Sul Mes il premier Conte ha mentito agli italiani, Renzi e Zingaretti che fanno?

Sull'utilizzo di tali risorse già da prima dell'estate si assiste ad un vero e proprio scontro tra M5s, Lega e Fratelli d'Italia da una parte, che spingono per il diniego dello strumento "che aprirebbe le porte alla Troika" e Pd con Italia Viva e Forza Italia dall'altra che vorrebbero fare affidamento sui capitali freschi per poter combattere l'emergenza sanitaria. 

Ieri sera il presidente Conte per la prima volta ha preso una posizione netta, tuttavia come sottolineato da molti celebri notisti economici le affermazioni del permier sono alquanto discutibili. Conte ha infatti detto che "i soldi del MES sono dei prestiti non possono finanziare spese aggiuntive. Si possono coprire spese già fatte in cambio di un risparmio di interessi".

Non è vero: le linee di credito denominate Pandemic Crisis Support nascono l'8 maggio proprio per finanziare spese aggiuntive dovute alla crisi pandemica.Questo strumento ha la finalità di rendere disponibile ad ogni paese un importo pari al 2% del suo PIL (circa 36 miliardi per l’Italia) con un unico requisito: che il paese richiedente si impegni a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento dell'assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione del COVID-19. Pertanto si possono finanziare le spese sanitarie con il Mes le cui linee Pcs saranno disponibili per 12 mesi.

Conte inoltre sostiene che "siccome sono prestiti che devono essere resituiti andrebbero ad incrementare il debito pubblico".

Il premier si rivela così incomprensibilmente rigorista dopo aver assistito ad un aumento esponenziale del Debito pubblico italiano visto che 133 miliardi di nuovo debito sono già stati autorizzati dal parlamento con l'emissione di nuovi titoli di Stato. Senza contare che l'Italia ha già richiesto i prestiti europei del programma SURE e si appresta a chiedere quelli del Recovery Fund...

Il Mes porterebbe a nuove tasse?

In questo senso Conte sostiene che l'apertura di una linea di credito del Mes porterebbe a "nuove tasse o tagli di spese, perché il defici (il debito pubblico) lo dobbiamo tenere sotto controllo". Vero ma lo sforamento di bilancio è già pari a quasi 200 miliardi potrando in pancia i nuovi ristori annunciati poco prima durante la conferenza stampa. 

Tra le "scuse" accampante ci sono "i soldi del Recovery Fund" che tuttavia non saranno utilizzabili per l'emergenza sanitaria ma solo per l'ammodernamento infrastrutturale per cui sarà tuttavia necessario usare i loans, ovvero i prestiti. 

Conte spiega anche che "il vantaggio in termini di interessi diventa adesso molto contenuto": per usare le stime dello stesso presidente del Consiglio parliamo di 200 milioni l'anno, molti di più di quanti chiesti dal ministro dell'Università.

"I tecnici fanno la distinzione tra i tassi negativi che riguardano i titoli a tre anni, e dicono non dobbiamo considerare i tassi negativi fino a tre anni, ma almeno i decennali che sono allo 0,7% però il vantaggio in termini di interesse è molto contenuto". Conte si riscopre Antani, eppure i tassi del MES saranno sempre inferiori ai tassi dei BTP".

Conte e il Mes e perché sarebbe uno stigma

Il capolavoro finale arriva nel definire la richiesta del Mes come uno stigma. Secondo i detrattori dell'utilizzo del Mes i mercati internazionali se vedessero l'Italia accede ai fondi MES avrebbero la certezza che che finanziariamente il nostro Paese non avrebbe più risorse per ripagara i titoli di stato e nessuno si fiderebbe ad acquistare i titoli del debito pubblico. Se è vero che attualmente l'Italia ha emesso BTP decennali collocandoli con tassi al minimo storico, è vero che ciò avviene anche grazie ai programmi di Quantitative Easing della Banca centrale europea, ovvero l'acquisto di miliardi di titoli di debito pubblico italiano da parte della banca d'Italia su autorizzazione della Bce. Inoltre nella storia dei 5 interventi MES non si è mai visto lo stigma e se ci dovesse essere una fuga dai BTP sarà perché aumenta il rischio default, non perché ci si indebita a tassi più vantaggiosi.

Conte ha mentito agli italiani quando infine ha sostenuto di non avere "pregiudiziale ideologica" e che "se avremo fabbisogni di cassa, tra gli strumenti che dovremo considerare c’è anche il MES": le linee di credito del Mes infatti non coprirebbe il fabbisogno di cassa. Le spese eleggibili sono quelle sanitarie, non pensioni e stipendi. 

Resta da chiedersi perché ora Matteo Renzi e Nicola Zingaretti non decidano di prendere una decisione forte, come peraltro da loro annunciato all'inizio di questa infinita trattativa, per ora finita in una tragicomica supercazzola in diretta tv. Per ora il leader di Italia Viva ha scelto la linea della realpolitik.

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Mes, Gualtieri smentisce Conte (che ritratta)

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri è intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione della Manovra 2021 spiegando che il Mes consentirebbe di risparmiare interessi, circa 300 milioni l'anno in 10 anni.  

Lo stesso premier Conte è tornato sul tema spiegando di aver "risposto ad una domanda senza aver detto faremo così o così: ci sono le sedi opportune e ci sarà l'opportunità per parlarne".

Articolo aggiornato alle 19:02 con le dichiarazioni della conferenza stampa

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