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Sabato, 4 Dicembre 2021
Nomine "indigeste"

Conte all'attacco: "M5s non andrà più sui canali Rai"

L'ex premier non ha mandato giù le nomine e annuncia la linea dura: niente tg, talk show e dichiarazioni in strada

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, parte all'attacco della Rai dopo le nomine che hanno di fatto escluso i pentastellati: ''M5S non andrà più nei canali Rai''. Un annuncio infuocato quello dell'ex premier: "Fuortes non libera la Rai dalla politica, ma sceglie scientemente di esautorarne una parte: la più ampia, uccidendo qualsiasi parvenza di pluralismo. Siamo alla definitiva degenerazione del sistema. Bene. Vorrà dire che, a partire da oggi, il Movimento 5 Stelle non farà sentire la sua voce nei canali del servizio pubblico, ma altrove. E continueremo questa battaglia chiedendo il sostegno di tutti i cittadini".

Conte all'attacco: ''M5s non andrà più sui canali Rai''

Linea dura, anzi durissima, dunque quella del M5S contro le nomine Rai. L'iniziativa annunciata da Conte si traduce nella mancata partecipazione di esponenti grillini dai tg del servizio pubblico, dai talk show e non solo. Stop infatti, viene spiegato, a tutte le dichiarazioni rilasciate da esponenti del M5S in strada, ad esempio, o a margine dei lavori delle aule parlamentari.

"L'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes poteva scegliere come affrontare le nomine. Ha scelto di sottrarsi a qualsiasi confronto nelle sedi istituzionali - ha affermato ancora Conte - ha rinviato l'incontro richiesto nei giorni scorsi dai consiglieri di amministrazione Rai e ha rinviato la convocazione già programmata davanti alla Commissione di Vigilanza Rai. Quanto al merito delle scelte, Fuortes poteva affidarsi a vari criteri: ha scelto di continuare ad applicare la vecchia logica che prevede di tenere conto delle istanze delle varie forze politiche. Nell'applicare questo criterio ha però scelto di escludere, fra tutte le forze dell'arco parlamentare, unicamente il Movimento 5 Stelle, partito di maggioranza relativa grazie a 11 milioni di elettori. Ci chiediamo che ruolo abbia giocato il governo in tutto questo".

"A noi piace parlare ai cittadini in modo chiaro - ha quindi sottolineato l'ex premier - le logiche che da tempo guidano il servizio pubblico non ci piacciono, non ci sono mai piaciute. Si chiama lottizzazione politica. Anche noi ci siamo ritrovati prigionieri di questo sistema che abbiamo denunciato molte volte, ma non abbiamo numeri sufficienti per modificarlo come abbiamo già proposto: un nostro disegno di legge è stato incardinato in Commissione in Senato, per intervenire sulla governance della Rai e liberarla finalmente dall'influenza della politica".

Le nomine Rai: Maggioni al Tg1, Sala al Tg3,

Maggioni al Tg1, Sala al Tg3, Sangiuliano confermato alla direzione del Tg2. Nomine Rai in dirittura d'arrivo. I curricula dei direttori proposti dall'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes, sarebbero arrivati sul tavolo dei consiglieri: per il Tg1 la proposta sarebbe quella di Monica Maggioni, per il Tg3 di Simona Sala (attuale direttrice Radio 1 e Gr Radio Rai) e per il Tg2 resterebbe confermato Gennaro Sangiuliano.

Fra i curricula anche quello dell'attuale direttore del Tg3 Mario Orfeo che Fuortes proporrebbe come nuovo Direttore della Direzione Approfondimento. Andrea Vianello verrebbe proposto come direttore del Giornale Radio Rai e di Radio1.

Il quadro delle proposte è completato da Alessandro Casarin per la Tgr (una conferma), Alessandra De Stefano per Rai Sport (dove è stata già vicedirettrice), Antonio Preziosi a Rai Parlamento (altra conferma), Paolo Petrecca a Rainews24, dove attualmente è vicedirettore.

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