Venerdì, 26 Febbraio 2021

Così Renzi ha vinto due volte contro Conte e ora vuole un governo con Maria Elena Boschi o Draghi premier

L'incarico a Fico è esattamente quello che aveva chiesto Italia Viva al Quirinale. Adesso potrebbe chiedere la testa di Conte e un nuovo presidente del Consiglio. Oppure l'addio al governo di ministri M5s (Bonafede) e l'approdo dei suoi fedelissimi

Matteo Renzi ha vinto per la seconda volta. Dopo aver ottenuto le dimissioni di Giuseppe Conte ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato un mandato esplorativo per verificare la possibilità di ricomporre la vecchia maggioranza a Roberto Fico. Cioè ha fatto esattamente quello che aveva chiesto la delegazione di Italia Viva al Quirinale nei colloqui di giovedì, ovvero incaricare una figura istituzionale della ricerca di una soluzione. 

Così Renzi ha vinto due volte contro Conte e ora vuole un governo con Maria Elena Boschi

Naturalmente il leader di Italia Viva non poteva non accogliere con parole di miele la decisione di Mattarella: "Una scelta saggia che ItaliaViva  onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro, Recovery sono priorità su cui si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì a idee e contenuti. No al populismo, sì alla politica", ha scritto ieri su Twitter. Ma è anche vero che c'è un'altra storia ancora da raccontare dietro gli applausi al Quirinale. Che parte dal fatto che l'altroieri sera Giuseppe Conte aveva bevuto l'amaro calice della telefonata poco prima che la delegazione di Iv salisse al Colle e aveva sentito Renzi proprio per cercare in extremis di sciogliere il veto sul suo nome che sarebbe stato pronunciato di lì a poco dal partito di Renzi. Ma non ci è riuscito. 

Secondo la lettura di Italia Viva l'incarico istituzionale a Fico non ferma la corsa dell'ex premier verso il Conte-Ter, anzi la favorisce: così il suo nome non si è bruciato nella ricerca di una soluzione che magari potrebbe non essere trovata, è il ragionamento ufficiale. Di fatto c'è che l'incarico esplorativo che secondo il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle doveva essere conferito proprio a Conte è invece andato a un altro. E se è vero che la politica è l'arte del possibile, oggi non è impossibile che la crisi al buio apertasi con le dimissioni delle ministre di Iv si concluda con la stessa maggioranza a reggere lo stesso governo con lo stesso premier. Ma per ora questa appare come la soluzione meno probabile. 

Più probabile è invece che o Renzi alzi il prezzo della sua partecipazione al prossimo governo ottenendo l'addio di alcune figure ai ministeri-chiave (come Alfonso Bonafede alla Giustizia) oppure che controbilanci alcune conferme con l'entrata di figure di peso di Italia Viva nell'esecutivo. Maria Elena Boschi viene ormai indicata in modo quasi unanime come prossima ministra del Conte-Ter, in un ruolo di spicco che potrebbe essere il ministero del Lavoro. Ettore Rosato è un altro candidato a posti di peso (la Difesa?). L'idea centrale è che se davvero l'Avvocato del Popolo tornerà a Palazzo Chigi, potrà farlo soltanto dopo aver convinto in tutti i modi i renziani. E il prezzo di questo convincimento sale mentre il tempo passa. 

Chi vuole Mario Draghi premier al posto di Conte

L'ipotesi Fico o Draghi premier al posto di Conte

Il retroscena del Corriere della Sera firmato da Maria Teresa Meli racconta che Renzi punterà tutto sui programmi ma poi aggiunge che ci sono tre nomi nel mirino del senatore di Scandicci: Bonafede, come da previsioni, ma anche il supercommissario all'emergenza Domenico Arcuri e il titolare dell'Economia Roberto Gualtieri. 

Anche in questo caso niente di personale, ma secondo Italia viva la gestione della pandemia e della politica economica hanno mostrato delle lacune profonde. Per il partito di Renzi, che pure ha già contribuito a cambiare il Recovery plan, si può fare di più. Quanto alla giustizia, quello è stato sempre terreno di dissidio tra Italia viva, Conte e i 5 Stelle.

Ma anche il quotidiano scrive quello che tutti pensano, ovvero che l'incarico a Fico potrebbe sì essere prodromico a quello di Conte, ma... "Attenzione perché ci potrebbe anche essere qualche sorpresa". Quale? Sempre secondo il retroscena Renzi ripete ai suoi interlocutori che non è vero che Mario Draghi è indisponibile a fare il presidente del Consiglio. In più, il nome più gettonato sul tavolo oggi non può che essere proprio quello di Fico. Per questo, spiega l'AdnKronos, Iv tiene alta la tensione. Dipende da come si svolgerà il confronto nelle prossime ore, dicono i renziani. Un confronto che sarà 'gestito' dal presidente Fico. Però non sarà solo l'esplorazione di Fico il 'campo da gioco'. Al di là delle consultazioni formali, saranno quelle 'informali' a fare la differenza. E il tempo non manca. Fino a martedì. "Vediamo se Conte impiega questi giorni per riallacciare con noi -si dice in Iv- e vedremo come vorrà farlo". Certo, il 'prezzo' che Iv vorrà far pagare, dopo che l'operazione 'costruttori' è fallita, sarà salato. Ma gli alleati sono convinti che i margini di manovra del senatore di Rignano abbiano comunque un limite. "Se Matteo tira troppo la corda, i suoi parlamentari non lo seguono più", è la convinzione.

La chiusura del cerchio - almeno per questo primo step - arriva alla fine di una giornata turbolenta per Renzi con la 'vicenda Arabia'. "Non è tanto la questione in sè, ma che ci sia chi ha voluto montare il caso" che avrebbe irritato il leader Iv, dicono i suoi. Sebbene in giornata sul punto siano arrivati segnali distensivi da Pd e M5S con Luigi Di Maio. E ancora prima con una indiscrezione all'Adnkronos di fonti 5 Stelle che hanno stroncato l'iniziativa del pentastellato Pino Cabras sull'interrogazione sul caso Arabia. ''L'interrogazione di Cabras? E' una sciocchezza. Si è preso i tipici 15 minuti di notorietà, che possiamo già archiviare". Anche a palazzo Chigi, si riferisce, sarebbero stati visti con preoccupazione gli attacchi di alcuni 5 Stelle sulla vicenda, poi ridimensionati appunto dallo stesso Di Maio. Certo, la fronda 5 Stelle 'anti-Renzi' è esplosa un secondo dopo il via libera a Iv da parte di Crimi al Quirinale con Alessandro Di Battista che minaccia di lasciare il Movimento. "Di Battista? Sono dinamiche interne ai 5 Stelle. Di Battista non è neanche un parlamentare. Mi auguro che M5S trovino sintesi, io non gioco di certo a dividere", commenta Rosato.

Nelle prossime ore si aprirà la partita, sul tavolo la possibilità di un Conte Ter. E si ripartirà dei nodi rimasti sul tavolo del Conte 2. Ma oltre ai contenuti, stavolta non ci sarà da fare un semplice rimpasto, ma un governo nuovo. I rumors danno per Iv due ministeri, poi forse potrebbe esserci un qualche spazio per la 'quinta gamba' dei gruppi 'contiani'. Quanto al Pd le voci darebbero come inamovibili Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e Roberto Gualtieri sebbene su quest'ultimo e sulla casella di via XX Settembre si intensifichino i boatos sul 'nome' per eccellenza, quello di Mario Draghi. Premier, ministro dell'Economia o prossimo inquilino del Quirinale? Per lui la rosa si fa sempre più ampia. 

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