Domenica, 17 Gennaio 2021

Conte manda Renzi all'opposizione?

Il leader di Italia viva convoca una conferenza stampa. Secondo molti per annunciare il suo addio alla maggioranza. E per dare la colpa al premier della rottura. La resa dei conti dovrebbe arrivare stamattina. A meno che non finisca come le altre volte. Ovvero che anche oggi il governo va in crisi domani

Lo stallo messicano del governo Conte prosegue. Nemmeno il consiglio dei ministri che ieri notte ha approvato il Recovery Plan è riuscito a mettere la parola fine alla crisi di governo, visto che alla fine, come annunciato da Matteo Renzi nel pomeriggio, durante il voto è arrivata l'astensione delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti ma non le annunciatissime (ormai da mesi) dimissioni. Per oggi è in programma una conferenza stampa del leader di Italia Viva e, come di consueto, c'è chi sostiene che Renzi annuncerà l'uscita dal governo e chi non si sbilancia vista l'imprevedibilità intrinseca (e tattica) del senatore di Scandicci. Mentre a bordocampo si scaldano i Responsabili guidati da Sandra Lonardo Mastella.

Conte manda Renzi all'opposizione?

Ma un punto importante è stato segnato nel frattempo ieri da Giuseppe Conte e da parte della sua maggioranza, ovvero dal MoVimento 5 Stelle che lo ha voluto premier. Mentre ancora Italia Viva non aveva fatto trapelare alcuna certezza riguardo l'atteggiamento dei suoi in CdM, sia il partito che "fonti di Palazzo Chigi" (una formula che viene spesso utilizzata per indicare i portavoce dei presidenti del Consiglio) hanno fatto sapere che Conte ritiene impraticabile formare un nuovo governo con Iv se quest'ultima apre la crisi. L'uscita non è casuale, visto che il giorno prima i renziani avevano fatto trapelare l'intenzione di votare in CdM l'ok al Recovery Plan e subito dopo annunciare che avrebbero tolto il sostegno al governo aprendo proprio quella crisi al buio che nessuno - a parole - vuole. E infatti ieri le ministre si sono astenute sul piano di ricostruzione ma nessuno ha annunciato dimissioni né ritiri del sostegno al governo. 

Questo è ciò che Renzi vuole fare oggi secondo Repubblica: il quotidiano scrive che l'ex premier nella conferenza stampa convocata nel giorno in cui il ministro della Salute Roberto Speranza illustrerà al Parlamento le misure del decreto e del nuovo Dpcm sull'emergenza coronavirus annuncerà le dimissioni di Bellanova e Bonetti e l'addio a Conte e alla maggioranza di governo. L'addio o l'arrivederci? Perché fino a ieri, mentre i renziani davano per morto il Conte-Bis, nessuno escludeva la nascita di un Conte-Ter con la stessa maggioranza e un robusto rimpasto di governo con la discesa in campo di personaggi di primo piano di Iv (Maria Elena Boschi ed Ettore Rosato). Oggi le cose sembrano cambiate: "Conte non ha avuto neppure il coraggio di metterci la faccia. All’insaputa di tutti ha scelto la linea Casalino-Travaglio. Fa una forzatura che precipita tutti verso il voto. Ma se pensava di spaventarci ha sbagliato di grosso". 

Il fronte renziano sembra però aver mutato in qualche modo linea, perché mentre fino a ieri si sosteneva di voler far cambiare verso al premier oppure di cambiare l'inquilino di Palazzo Chigi, adesso sembrano tutti seguire un altro copione mediatico: è Conte che vuole mandare Renzi all'opposizione, secondo la nuova narrazione di Iv.  Per questo Bellanova avrebbe annunciato "Ragazzi, poche storie, preparate gli scatoloni" perché da oggi si torna a casa, lamentando scarse risorse per l'agricoltura nel Recovery Plan. Mentre adesso Renzi fa un appello alla ragionevolezza, dichiarandosi pronto a votare sì al Recovery, ai ristori e anche alle nuove norme sull'emergenza. "Se Conte avesse detto 'Mi vesto da muratore e vado a costruire il ponte sullo Stretto', Renzi avrebbe risposto 'Ma bisogna fare il ponte per la Sardegna'", ha detto ieri Romano Prodi a DiMartedì. 

Verso il nuovo Dpcm e un decreto: stato d'emergenza e dieci regioni in arancione

La resa dei conti (in Aula) tra Renzi e Conte

In tutto questo bailamme in pochi notano che in realtà la crisi del governo Conte non si è ancora aperta. Anche il Corriere della Sera sostiene che Renzi stamattina dovrebbe fare dimettere le sue ministre ma nel frattempo indica al premier la via d'uscita dei Responsabili: "Io non volevo far fuori Conte, ma me stesso da questo governo. Evidentemente hanno i numeri per andare avanti e se vogliono gli posso anche cedere qualcuno... Me ne andrò all’opposizione". Che Renzi non volesse mandar via Conte da Palazzo Chigi è un'affermazione che cozza con tutte quelle, ufficiali e ufficiose, del leader di Iv. Dietro la concessione di "cedergli qualcuno" forse c'è la paura che alla fine davvero la pattuglia dei renziani si assottigli in caso di addio al governo. Ma l'unica via di fuga per tutti ad oggi sembra proprio la resa dei conti in Aula. Ovvero proprio quello che a parole tutti volevano evitare fino a ieri. 

Quella però potrebbe essere la sede più opportuna per l'uscita allo scoperto dei Responsabili: "Possono palesarsi al momento opportuno", ha detto quello che sui giornali viene definito come il dominus del Partito Democratico, ovvero Goffredo Bettini. La storia, e segnatamente quello che è accaduto a Romano Prodi prima e a Gianfranco Fini poi, dovrebbe insegnare a Conte che è molto pericoloso giocarsi un governo all'ultimo voto, visto che tutto può succedere. Maria Elena Boschi a Porta a Porta dice che "se oggi le veline di palazzo Chigi fanno emergere con questa sicurezza che l'esperienza con Iv è finita, vuol dire che hanno altri numeri". Intanto il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, intervistato dal Messaggero, chiude all'ipotesi di un salvataggio azzurro: "L'idea di una nuova maggioranza 'rosso-gialla-azzurra' è solo uno scenario da fantapolitica".  "Sento fare qui e là, fuori dal nostro partito e fuori dal centrodestra, tanti scenari, ma appartengono alla fantapolitica e sono puro esercizio retorico e passatempo. Ipotesi dell'irrealta'". "Noi non parteciperemo assolutamente a un governo con forze di sinistra di cui non condividiamo né programmi né valori - aggiunge Tajani - l'unica collaborazione che diamo è quella basata sulle nostre proposte soprattutto in materia di Recovery Fund. Abbiamo redatto 250 pagine di idee e soluzioni concrete con una visione dell'Italia e del suo futuro e con piani seri di riforme indispensabili per accedere ai finanziamenti europei". Secondo Tajani inoltre, "quello dell'acquisto di cosiddetti responsabili" che possano tenere in vita il governo Conte "e' un sogno ricorrente ma smentito ogni volta dai presunti responsabili. Io passare in maggioranza? - continua - Non ci penso proprio". Secondo l'ex presidente del Parlamento europeo "il voto sarebbe la strada più logica da seguire", una scelta che spetta al Capo dello Stato, ma "nel caso noi siamo prontissimi, così come anche il resto del centrodestra". 

Che Renzi ieri non avesse ancora deciso di rompere, lo si intuisce anche da un messaggio su Whatsapp inviato dallo stesso leader di Iv, apprende l'Adnkronos, sulla chat interna poco dopo le 19.30, dove l'ex premier ringrazia tutti coloro che hanno aiutato Iv sul recovery, ammette che qualche miglioramento oggettivo c'è, ribadendo però che rimangono molti temi aperti, tra cui il Mes appunto. Intanto secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per la trasmissione Dimartedì su La7 quasi un italiano su due (il 46%) non ha compreso i motivi della crisi politica che sta vivendo il governo e il premier è il preferito dal 55%, mentre Renzi lo è dal 10% del campione preso in esame. 

Il partito di Conte (smentito da Palazzo Chigi)

Intanto Il Messaggero dice che Conte nel frattempo ha depositato presso un notaio romano nome e simbolo del suo nuovo partito, ma subito dopo aggiunge che da Palazzo Chigi smentiscono. E riporta lo "sconcerto" di Mattarella: l'inquilino del Quirinale è convinto che il paese non capirebbe la crisi di governo in arrivo durante un'emergenza. D'altro canto già in occasione del discorso di fine anno il presidente della Repubblica era stato chiaro sia nel richiamo al "senso di responsabilità" sia nell’evocare una stagione di "costruttori". E La Stampa nota che la crisi di governo manderebbe all'aria il piano da 24 miliardi per gli aiuti economici alle categorie in difficoltà:

Non basta infatti dare semaforo verde ai 222,9 miliardi del Recovery plan per stare tranquilli, perché all’orizzonte si profila un altro passaggio decisivo: per procedere coi ristori, ma non solo, serve infatti un nuovo scostamento di bilancio da 24 miliardi di euro. Si tratta, ha spiegato ieri sera il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, di «un atto che naturalmente richiede un governo nella pienezza dei suoi poteri e che non è compatibile con una crisi di governo».

Quasi a rispondere, Renzi scrive nella sua newsletter che indipentemente dalla conferenza stampa di oggi pomeriggio, bisogna assicurare che Iv voterà le comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza, il decreto ristori e lo scostamento di bilancio previsto per mecoledì prossimo. Il messaggio si conclude con la convocazione per domani sera, alle 22-22.30, di un'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari, che sarà l'occasione, sottolinea Renzi, per parlarsi con la stessa franchezza di sabato sera. Forse per quel momento sarà finalmente chiaro se le dimissioni annunciate da settimane saranno ufficialmente presentate o se, invece, il filo di trattativa che ancora resiste in queste ora avrà avuto qualche effetto. A meno che non finisca come le altre volte. Ovvero che anche oggi il governo va in crisi domani. 

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