Domenica, 1 Agosto 2021
La querelle

Conte risponde a Grillo: "Il mio progetto non lo tengo nel cassetto, c'è il sostegno dei cittadini"

Il fondatore ripercorre i momenti salienti della rottura con un video su facebook: "Non sono un padre padrone, ma un papà che ha agito col cuore". Replica al vetriolo dell'ex presidente del consiglio: "Non dica falsità sul mio conto"

Giuseppe Conte e Beppe Grillo

Parlano quasi in contemporanea Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Il primo con un video postato sul suo profilo facebook, mentre il secondo affida le sue parole direttamente ai cronisti. E il più duro questa volta è l'avvocato di Volturara Appula. Se Grillo dice di non essere il "padre padrone" del M5s, ma un "papà" che ha agito "col cuore", i toni dell'ex presidente del consiglio sono tutt'altro che concilianti nei confronti del fondatore. Che comunque, da par suo, parla agli attivisti più che all'ex premier che probabilmente considera ormai il passato. Ma andiamo con ordine. Nel suo video Grillo ripercorre i momenti salienti della rottura con Conte che si è consumata sullo statuto, ma anche sul ruolo di Conte nel M5s che secondo il fondatore - questo almeno si evince dalle sue parole - rischiava di diventare troppo ingombrante per tutti (lui compreso). 

Il video in cui Grillo spiega la rottura con Giuseppe Conte

"Brevemente - dice Grillo -, vorrei spiegarvi perché le dichiarazioni fanno anche male, la dinamica. Ci siamo visti insieme al Forum e abbiamo dato incarico a Conte, avevamo bisogno di lui: noi siamo un movimento, era giusto individuare una persona che lo cambiasse era concordato. Del resto questo è un Movimento che permette a un prof di diventare presidente del Consiglio, questo lo abbiamo fatto noi".

Dunque racconta di aver detto a Conte, "'prenditi lo statuto, i nostri avvocati, vedi se ti va bene, fai tu, se c'è qualcosa che non ti va cambialo. Da quella volta non l'ho più sentito, a maggio inizio a sentire il peso di questa situazione. Gli dico: 'se non ti fidi di me fallo vedere ai parlamentari, fallo vedere a qualcuno, sono rimasto anche in imbarazzo, unico depositario di qualche sprazzo" dello statuto. "Poi è arrivata al famosa bozza, al centro c'era lui, agli stati generali gli iscritti avevano chiesto una distribuzione dei poteri, perché se fai tutto da solo, ti fai male da solo. Se nomini questo e quello... Io ho solo chiesto di avere la mia garanzia di avere le condizioni del garante nello statuto originario, dammi la possibilità di essere il visionario, il custode dei valori, che significa non entrare nella dinamica delle scelte politiche, tue che sei un uomo straordinario, ma lasciami vedere un attimo, lasciamo fare. Ma non sentivo dall'altra parte mai nulla, ho pensato 'c'è qualcosa di strano'".

Dunque Grillo dice di aver visto lo statuto, "gli ho detto non mi va bene questo, me lo rimandava, poi ho detto vedilo con i parlamentari". Si arriva così al giorno del famoso blitz a Roma. "Sono andato dai parlamentari - sostiene - e ho visto paura, come una paura latente, non gli abbracci, il bene, il clima del movimento. Ho fatto qualche battuta, lui si è offeso... effetti collaterali, forse è la mia disgrazia".

"Lui il giorno dopo mi fa una telefonata tempestosa, 'io non ti rispondo più', dice". Grillo racconta di aver tentato una trattativa, "io rinuncio a questo, tu a quello... Lui mi ha detto, non ti rispondo" e lo ha fatto "in conferenza stampa, l'avete vista, è successo quel che successo. Lui si è staccato", il fondatore del Movimento lamenta di non aver "mai visto il codice etico". Insomma,  "io ho reagito come dovevo, col mio cuore, la mia anima e la mia intelligenza. Non da padre padrone ma da papà, ho fatto cose straordinarie ricordo a chi oggi mi sta disprezzando". E poi ricorda a chi "mi sta disprezzando", di aver attraversato a nuoto il ponte di Messina, di aver girato l'Italia in camper: "sono cose che ho nel cuore. Il Movimento cambia, forse doveva cambiare con lui o forse non è Conte la persona più adatta. Vi abbraccio tutti, stiamo uniti se qualcuno darà una scelta diversa la farà in tutta coscienza".

In poche parole Grillo sostiene che lo statuto proposto da Conte era irricevibile perché in contrasto con i valori del M5s. Di più: fa capire che l'ex presidente del consiglio voleva avere un ruolo da primadonna, senza dover rendere conto delle sue decisioni al fondatore né agli eletti. La rottura si sarebbe consumata anche su questo. 

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Conte: "Il mio progetto politico non lo tengo nel cassetto"

Conte dal canto suo non le manda a dire. "Io ho sempre rispettato e continuerò a rispettare Beppe Grillo, gli chiedo solo di non dire falsità sul mio conto e sul mio operato" dice l'ex premier parlando con i giornalisti. E ci va giù duro: "Io e Grillo abbiamo una fittissima corrispondenza documentale, se lui mi autorizza sono disposto a pubblicarla perché agisco sempre in trasparenza. Grillo ha chiesto più che una diarchia politica".

"Quando viene chiesta la rappresentanza internazionale, il coordinamento della comunicazione, quando viene chiesto di condividere tutte le scelte degli organi politici - vicepresidenti, componenti dei comitati - quando finanche viene chiesto di concordare e autorizzare addirittura i contratti allo staff di segreteria io credo che sia più che una diarchia ed è umiliante. Quindi lo statuto non è secentesco, è medievale da questo punto di vista", spiega Conte. Che continua: "Se resto in campo? Sicuramente c'è tanto sostegno dai cittadini, abbiamo fatto un progetto politico, ho lavorato 4 mesi a questo progetto e non vedevo l'ora di condividerlo... Questo progetto politico evidentemente non lo voglio tenere nel cassetto, perché non può essere la contrarietà di una singola persona a fermare questa proposta politica che ritengo ambiziosa e utile anche per il Paese".
 

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