Giovedì, 22 Aprile 2021
L'incontro in diretta streaming su Zoom

Rifondazione 5 Stelle: Conte pensa ad un nuovo statuto, nuovo linguaggio e regole contro le correnti interne

L’ex Premier si presenta davanti a tutti gli eletti del Movimento e spiega in che cosa consisterà la nuova rivoluzione. Sarà un rinnovamento, ma senza rinunciare ai valori e i temi che sono dna storico. “Non è un'operazione di restyling o marketing politico, bensì un'opera coraggiosa di rigenerazione”.

Giuseppe Conte in diretta su Zoom

E’ iniziata la rivoluzione del Movimento 5 Stelle con il suo leader, l’ex Premier Giuseppe Conte, che ieri sera intorno alle 22, su Zoom, ha guardato in faccia tutti i volti dell’assemblea dei portavoce 5 stelle (parlamentari, ma anche eurodeputati e consiglieri), spiegando loro quale sia il suo progetto. Ed eccolo. Si tratta di ricominciare daccapo con una nuova carta dei principi e poi un nuovo statuto di cui si occuperà direttamente lui, ma senza rinunciare a tutto quello che è stato il Movimento in questi anni di storia. "Quella che ho accettato é una sfida complessa ma molto affascinate che per me vuol dire rifondare il Movimento 5 stelle. – ha detto Conte - Ovvero compiere una completa opera di rigenerazione del Movimento senza rinnegare il passato". Dunque Conte, accettata la sfida di Beppe Grillo, prende in mano il timone e prova a ridisegnare il Movimento, ma sia chiaro: “Non è un'operazione di restyling o marketing politico, bensì un'opera coraggiosa di rigenerazione”.

Ma che cosa significa rigenerare senza dimenticare il passato? Su certi temi, suona molto come un vero compromesso. Ad esempio, resta l’idea che uno vale uno, “che è fondamento della democrazia”, ma fino ad un certo punto perché “quando si tratta di designare il rappresentante del popolo in posizione di rilievo pubblico, occorrono innanzitutto persone oneste ma anche con specifiche competenze e aggiungo capaci". Un concetto che ricorda molto il ragionamento fatto proprio dalla piattaforma Rousseau, in occasione della presentazione del loro manifesto politico “Controvento”, per cui invece, in modo molto più netto, “uno non può valere uno quando si tratta di scegliere chi candidare”. A proposito, il rapporto tra Movimento e la piattaforma guidata da Casaleggio? Conte taglia definitivamente il cordone ombelicale quando dice che il Movimento si muoverà sempre su piattaforme digitali, ma “non abbiamo bisogno di associazioni varie: il nostro impegno politico e culturale lo viviamo interamente nel Movimento".

Conte presenta la rivoluzione del Movimento 5 Stelle

Avanti dunque con la rivoluzione, anzi con la rigenerazione. Da dove parte l’ex Premier? "Proporrò una Carta dei principi e dei valori" affinché "chi vorrà aderire al Movimento non abbia dubbi sulla chiara identità del progetto politico. Proporrò anche una rivisitazione delle 5 Stelle, quelle nate dalla Carta di Firenze del 2009". Si riparte anche da uno statuto nuovo perché sarà fondamentale la riorganizzazione interna del Movimento con quella che Conte chiama “una struttura ben articolata, con una definizione inequivoca dei ruoli”. Serve, in teoria, per evitare di ricadere nei limiti della forma del partito tradizionale che, in qualche maniera, anche in questa occasione di passaggio ad un Movimento più istituzionale, vengono visti come qualcosa da non imitare, almeno non a pieno. Conte si riferisce ad esempio alle correnti partitiche, che invece attanaglia il loro futuro alleato Partito Democratico. “Avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne, di cordate varie” ha infatti detto.

Dunque Conte presenta una rivoluzione gentile che possa dare ai cittadini quello che si aspettano da chi sa fare politica: risposte ai problemi. E da domani, su questo sì Conte invece imita Letta, si parte con tutta una serie di incontri. "In queste settimane ho elaborato delle proposte su cui ci confronteremo. Dopo la pausa pasquale programmeremo una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti, prima di condividere il progetto finale".

Insomma si va vero un Movimento 5 Stelle che non vuole perdere le radici, quelle no, altrimenti tutti coloro che li hanno sempre seguiti e votati rischiano di non riconoscere più il simbolo nel quale si sono sempre riconosciuti. Ma molto dovrà cambiare e Conte sembra intenzionato a farlo con il suo solito atteggiamento rassicurante e il suo immancabile stile in giacca e cravatta. I valori, come la democrazia dal basso, i temi come l’ambiente, la giustizia e l’etica pubblica, devono rimanere al centro. Ma il modo di proporsi, l’atteggiamento con cui guardare gli altri, quello sì che sarà ribaltato. Il tempo del “Vaffa” in piazza è finito, inizia l’era della razionalità e del buon senso. "In passato il M5s è ricorso a espressioni giudicate spesso aggressive ma ogni fase ha la sua storia, dobbiamo essere consapevoli che la politica non deve lasciare sopraffarsi dalla polemica, deve riconoscere anche la bontà delle idee altrui” ha confermato Conte.

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