Giovedì, 4 Marzo 2021

Conte in Senato all'attacco di Renzi senza nominarlo (e arrivano anche i fischi)

Il premier torna a chiedere la fiducia a Palazzo Madama: "Serve una politica per i cittadini". E viene anche contestato

"Sono qui oggi per provare a spiegare una crisi di cui non comprendo il fondamento. E che appare incomprensibile ai cittadini che si misurano con la paura della malattia e della crisi economica": Giuseppe Conte ha un obiettivo nel suo discorso di oggi in Senato a cui seguirà il voto di fiducia in cui il suo governo 

Conte in Senato 

"Mi accusano di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non avere capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare così", aggiunge. "Questo paese merita un governo coeso per favorire la ripartenza: i suoi compiti sono molteplici e urgenti. Bisogna lavorare tutti insieme", dice continuando a non fare accenni alla questione politica apertasi con le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Ma ce l'ha con Renzi, è evidente:  lo si capisce quando dice che in questi giorni ci sono state "continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza".

Tra le "discriminanti fondamentali" che hanno portato a un governo fondato su "un'alleanza tra formazioni politiche provenienti da storie, esperienze, culture di differente estrazione, che per giunta in passato si erano anche contrapposte delle volte anche in maniera aspra", c'è "il convinto ancoraggio ai valori costituzionali, cito solo il primato della persona, lavoro, uguaglianza formale e sostanziale, tutela dell'ambiente". Così il premier Giuseppe Conte, in Aula al Senato per le comunicazioni sulla fiducia. La seconda discriminante fondamentale, indicata dal presidente del Consiglio, "è la solida vocazione europeista del nostro Paese, in modo da consentire all'Italia di tornare protagonista nello scenario europeo e contribuire a fare recuperare alla medesima all'Unione europea il ruolo di la leadership che le spetta nel contesto geo-politico internazionale". 

Chiediamo un appoggio limpido, un appoggio trasparente, che si fondi sulla convinta adesione a un progetto politico. Certo i numeri sono importanti, oggi lo sono ancor di più. Questo è un passaggio fondamentale nella vita istituzionale del nostro Paese ed è ancora più importante la qualità del progetto politico". Fa anche una specie di autocritica: "Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Abbiamo assunto sempre le decisioni più giuste? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Siamo nell'opinabile". E precisa: con le parole pronunciate ieri, in Aula alla Camera, "non intendevo dire che i ristori sono sufficienti a compensare le perdite subite", anche se non va dimenticato che "l'Agenzia delle entrate ha erogato piu' di 3 milioni di bonifici dal decreto Bilancio". E ancora: "Siamo consapevoli che occorrono risorse più cospicue" per il dl Ristori e "sarà il Parlamento a migliorare il provvedimento". 

Infine, Conte ha ricordato Emanuele Macaluso, morto oggi: "Anch'io mi associo al ricordo di Macaluso, che è stato qui per tanti anni prima come senatore, poi come giornalista. Penso che anche chi non ha condivido le sue idee politiche possa dire che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale del paese".

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