Martedì, 9 Marzo 2021
Il Conte ter è più vicino

I 5 stelle aprono a Renzi per salvare Conte ma rischiano di spaccarsi. Di Battista: "Se è così, arrivederci"

Barbara Lezzi (leggi Di Battista) aveva posto il veto, Cabras una interrogazione sul viaggio in Arabia, ma la ragion di stato ha piegato i più oltranzisti: la svolta per il conte-ter

Il reincarico per il presidente del consiglio Giuseppe Conte oggi è più vicino: il Movimento 5 stelle ha infatti aperto alla ricucitura dei rapporti con Renzi e al ritorno di Italia Viva nel solco della maggiornanza.

Aggiornamento 17:59 - Il Movimento 5 stelle apre ad un patto di legislatura, anche con Italia Viva: "Disponibili a confronto con le forze che hanno sostenuto governo finora" ha detto Vito Crimi, capo politico del M5s.

Una apertura accolta da Italia Viva: Ettore Rosato: "Bene M5s, se ci confrontiamo schiettamente può nascere governo più forte di prima".

5 stelle in pezzi: Di Battista pronto all'addio al Movimento

La senatrice M5s Barbara Lezzi ha ufficialmente chiesto al gruppo pentastellato di chiedere l'opinione degli iscritti M5s con un voto su Rousseau per decidere se riaprire a Italia Viva. L'incognita che ora si apre e che una nuova implosione degli eletti M5s possa impattare sui numeri del governo al Senato.

Durissimo Alessandro Di Battista che in un post su Fb preannuncia l'addio al Movimento: "Se è così arrivederci. Tornare a sedersi con leader Iv errore politico e storico."

Aggiornamento 17:00 - Il centrodestra ha chiesto al Capo dello Stato lo sciogliemento delle Camere e nuove elezioni.

Il M5s apre a nuovo governo con Renzi

Bocche cucite fino all'arrivo al Colle per le consultazioni per la delegazione pentastellata. Ma, a quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti, il M5S sarebbe intenzionato a non porre veti sul rientro di Italia Viva in maggioranza. Al Quirinale Vito Crimi potrebbe proporre al Capo dello Stato la svolta necessaria per uscire dall'impasse: Nessun veto ma un punto fermo: Giuseppe Conte premier. Qesta la condizione sine qua non per tornare a sedersi al tavolo con i renziani. Altrimenti si torni al voto.

Una posizione che rappresenta una inversione a U rispetto ai proclami bellicosi dei giorni scorsi ("mai più con Renzi") e che ora rischia di dividere se non spaccare il Movimento. Perché se Conte unisce, il nome del senatore di Rignano allontana le posizioni, con una quarantina di parlamentari sul piede di guerra e Alessandro Di Battista che lancia fendenti.

"Renzi non può più essere coinvolto. Non è affidabile" aveva affermato, intervistata da La Stampa, Barbara Lezzi, senatrice M5s, ex ministro per il Sud, e - da più parti ritenuta voce di Alessandro Di Battista. A proposito della telefonata tra Conte e Renzi riferisce poi: "Non darei la fiducia a un altro governo con Renzi, per di più potenziato da questa crisi. Su questo punto il Movimento deve essere determinato. La prospettiva di lavorare serenamente alla ricostruzione del nostro Paese, senza la presenza di Renzi, può dare forti motivazioni a molti dei nostri parlamentari. Farlo entrare di nuovo in squadra, invece, avrebbe l'effetto contrario. Sarebbe un deterrente per alcuni di noi". E sarebbero diversi gli esponenti grillini pronti a lasciare il gruppo. La stessa Lezzi è stata lapidaria: "C'è un malessere diffuso su questo tema, sia alla Camera che in Senato".

Il movimento 5 stelle a rischio frattura

Basti pensare alle dichiarazioni di alcuni esponenti grillini: dal senatore Elio Lannutti ("M5S sempre con Conte ma senza Renzi") alla deputata Vittoria Baldino, che bolla come "deplorevole" l'atteggiamento del leader di Italia Viva, passando per il deputato della Commissione Esteri Pino Cabras, firmatario di una interrogazione in cui si chiede al governo di fare luce sulle "consulenze a pagamento" di Renzi per i sauditi - iniziativa, quest'ultima, che avrebbe indispettito non poco i renziani.

Tant'è che fonti pentastellate di primo piano provano a gettare acqua sul fuoco: "L'interrogazione di Cabras? E' una sciocchezza. Si è preso i tipici 15 minuti di notorietà, che possiamo già archiviare", dicono all'Adnkronos. Intanto vanno avanti incontri e telefonate per definire la linea, ma la rotta sembra ormai definita: no veti su Iv ma rassicurazioni su Conte. Altrimenti, meglio tornare a votare. 

Le consultazioni, la diretta

Aggiornamento 16:57 - Matteo Salvini dopo le consultazioni al Quirinale ha incontrato i giornalisti e a nome dei gruppi parlamentari di centrodestra ha spiegato di aver chiesto al Capo dello Stato lo scioglimento delle Camere e l'indizione di nuove elezioni politiche. È questa l'unica strada percorribile per il centrodestra che né alla Camera nè al Senato avrebbe i voti per creare un governo monocolore. Tuttavia il centrodestra avrebbe espresso una apertura all'ipotesi di un governo istituzionale (senza Conte ovviamente, ndr).

La delegazione del centrodestra ha chiesto di valutare lo scioglimento delle Camere per arrivare a un governo coeso. Tutti hanno escluso "sostegno a questa maggioranza. Tutti si sono riservati di valutare decisioni Quirinale"

 Venerdì 29 gennaio sono attesi al Qurinale per le consultazioni con il capo dello Stato:

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