Lunedì, 19 Aprile 2021
Italia

Coronavirus in Lombardia, l'accusa del sindaco di Bergamo: "La Regione secreta i dati"

Trasparenza sui dati: lo chiede il sindaco di Bergamo evidenziando come in Regione Lombardia ieri ci siano stati 32 decessi ma non si sa dove. "Da quando abbiamo segnalato che i decessi reali erano molti di più di quelli 'ufficiali', hanno secretato i dati"

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori mentre lo scorso 18 marzo 2020 partecipa al primo sopralluogo degli Alpini alla Fiera di Bergamo per allestire l'ospedale da campo degli Alpini per fronteggiare l'emergenza del Coronavirus in una foto FOTO ANSA/TIZIANO MANZONI

In Lombardia ieri ci sono stati 32 decessi legati all'epidemia di coronavirus, ma come mette in evidenza il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, "non si sa però dove". Questo perché la Regione non comunica più i dati suddivisi per provincia. "Da quando abbiamo segnalato che i decessi reali erano molti di più di quelli 'ufficiali', hanno secretato i dati per provincia" accusa il primo cittadino del capoluogo della provincia martire dell'epidemia di Covid-19.

gori accusa regione lombardia-2

Gori fa riferimento a un atto di accusa denuciato lo scorso marzo in cui sosteneva la tesi che molte delle persone decedute col coronavirus nelle case di riposo e nelle proprie abitazioni sfuggissero al computo ufficiale del bollettino della protezione civile. Dati che emergono dagli uffici anagrafe e poi cristallizzati nell'ultimo report dell'Istat che evidenzia il picco di mortalità nella Bergamasca.

I dati Istat sulla mortalità: le "tre Italie" e il caso Bergamo

La replica di Regione Lombardia arriva in una nota: "Quanto scrive il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori non corrisponde al vero ed è privo di qualsiasi fondamento. La diffusione dei dati relativi al Coronavirus da parte di Regione Lombardia verso le autorità sanitarie e verso i mezzi di informazione non è cambiata e continua a essere la stessa".

"Sostenere, per alimentare la polemica politica e senza alcun riscontro veritiero, che la Regione 'secreti' i dati non fa onore a chi rappresenta le istituzioni"

Una polemica che detona il giorno dopo la presentazione delle prime 50 denunce presentate alla procura di Bergamo da parte dei familiari delle vittime di coronavirus. I primi di altre "decine di esposti contro ignoti" come spiegato dall'associazione "noi denunceremo" che puntano a far emergere la verità su quanto è accaduto in Lombardia "per poter identificare i responsabili e avere giustizia".

In attesa dell'audizione del premier Giuseppe Conte che domani incontrerà i pm di Bergamo da più parti in Regione circolano voci di una sostituzione imminente anche dell'assessore al Welfare Giulio Gallera dopo il siluramento del direttore generale della Sanità lombarda Luigi Cajazzo. Oggi il responsabile della sanità di Regione Lombardia ha affermato in un'intervista al quotidiano Il Giornale di non sentirsi in bilico ma di lavorare per prepararsi a un'eventuale seconda ondata. "Un paio di settimane fa la maggioranza ha respinto in maniera compatta in aula una richiesta di mie dimissioni, gli atti formali sono quelli e quindi finché c'è la fiducia vado avanti".

Secondo quanto indicato da Gallera Regione Lombardia sta preparando un piano da presentare al Governo per aumentare le terapie intensive da 861 a 1.466 posti letto, più altri 352 immediatamente apribili in intensiva e 352 di subintensiva. "Dentro ci saranno anche gli ospedali realizzati alla Fiera di Milano e Bergamo".

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