Mercoledì, 14 Aprile 2021
Italia

Coronavirus, Conte a Milano: "Non ci sono le condizioni per tornare alla normalità"

Il premier Giuseppe Conte arrivando alla prefettura di Milano per una visita nel capoluogo lombardo è ritornato sul tema del Dpcm annunciato appena 24 ore fa

Il premier Giuseppe Conte arrivando alla prefettura di Milano per una visita nel capoluogo lombardo (poi a Bergamo e Brescia) è ritornato sul tema del Dpcm annunciato appena 24 ore fa: "Molti cittadini non sono rimasti contenti delle nuove misure del decreto, è anche comprensibile, molti speravano di tornare alla normalità ma non ci sono le condizioni per tornare alla normalità".

"Stiamo facendo tanti sacrifici non è il momento di mollare, del liberi tutti"

Il premier è tornato anche sul tema del ripristino della libertà di consentire le celebrazioni religiose dopo le critiche dei vescovi cattolici italiani. "Dispiace di creare un ammanco della CEI e ci siamo anche sentiti non c’è nessuna insensibilità del Governo. C’è una rigidità del comitato tecnico scientifico. Lavoriamo a protocollo per consentire le messe".

Per le famiglie "stiamo studiando misure, oltre ai congedi straordinari e al bonus baby sitter. Altre misure per cercare di sostenere le famiglie, ci rendiamo conto della difficoltà particolare e cercheremo di dare un sostegno economico. Stiamo studiando un piano per l'infanzia e anche di affrontare l'estate con delle misure". 

In caso di ripresa del virus "siamo predisposti per misure territorialmente circoscritte. La filosofia - ha sottolineato - è di avere un piano nazionale perchè se ognuno va per la sua strada sarebbe impossibile avere un piano. Dopodichè se dovessimo misurare, verificare, una curva di contagio che sfugge, anche tenendo conto della recettività delle strutture ospedaliere, lì interverremo per chiudere un singolo rubinetto. E' un piano molto elaborato che ci consente di tener conto delle realtà territoriali"

Coronavirus, come sarà la Fase 2

Poche ore prima il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, aveva chiarito in conferenza alla Protezione Civile alcuni temi della road map della fase 2. "La prospettiva in cui ci muoviamo, come Comitato tecnico scientifico, è quella di avere misure nazionali che poi andranno valutate a livello regionale e locale, per poter fare interventi specifici".

"Abbiamo le evidenze che le misure adottate" finora "a livello Paese ci hanno consentito di ottenere i risultati che oggi stiamo vedendo: ovvero una drastica e continua riduzione della circolazione del virus. Ma proprio l'aver fatto misure nazionali ha consentito di preservare alcune zone e di contenere il virus nelle aree" molto colpite, ha aggiunto l'esperto. "Abbiamo avuto oltre 100 zone rosse" e la capacità di individuare e contenere un focolaio a livello locale "diventa decisiva in questa fase, chiamiamola 2 o 1,2", ha concluso.

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