Lunedì, 12 Aprile 2021
Italia

Governo tecnico? Conte si arrocca ma esplode la tensione sul Mes

Il premier Conte apre al dialogo "costruttivo" con le opposizioni in vista del Consiglio Europeo mentre il direttore del Mes rassicura l'Italia spiegando che l'utilizzo del fondo salva stati non esporrà il nostro paese ad "un'altra Grecia"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scelto il Giornale di casa Berlusconi per una intervista che farà discutere anche perché affronta il passaggio chiave della prossima settimana: il Consiglio europeo del 23 aprile e il dibattito sull'attivazione delle linee di credito del Meccanismo europeo di Stabilità caldeggiato da una maggioranza trasversale.

Il premier rifiutando l'idea di una crisi di governo - che l'Italia non può permettersi - dice ad Alessandro Sallusti di essere aperto al dialogo definendo la posizione di Forza Italia "costruttiva". Negli ultimi giorni era stato proprio Silvio Berlusconi a marcare una netta presa di posizione rispetto alla Lega di Matteo Salvini dopo il voto del Parlamento Europeo: "Assurdo che il fondo Salva Stati non venga utilizzato" aveva scritto il leader di Forza Italia spaccando il centrodestra con Salvini e Meloni a battere sulla campana del rischio troika.

Per Conte tuttavia il problema affonda nella sua stessa maggioranza. Il premier parla del dibattito sul Mes come "molto astratto" salvo poi spiegare: "Dal confronto europeo può però venire fuori qualcosa di molto diverso dal Mes attuale ed è anche questa la ragione per cui appoggiamo la battaglia di altri paesi che, come la Spagna, hanno chiesto da subito di cambiarlo e di volerlo utilizzare".

L'europarlamentare Sandro Gozi su Twitter stuzzica il premier avanzando una ipotesi di "esegesi dell'intervista all'avvocato Conte: ho già detto sì al Mes, ma non so come spiegarlo ai miei del Movimento 5 Stelle".

Mes, il direttore Regling: "Non sarà un'altra Grecia"

Intanto dalle pagine del Corriere della Sera è lo stesso direttore del Mes a rassicurare l'Italia spiegando inoltre come per l'altra ipotesi su cui si ragiona - i Recovery bond - serve tempo e il fondo di ricostruzione europeo non potrà partire entro il 2020.

"C’è un nuovo approccio che stiamo prendendo con il Mes offriamo uno strumento, una linea di credito a tutti gli Stati dell’area euro - spiega Klaus Regling, direttore generale del Fondo Salva Stati  - il prestito sarà senza condizioni e non sarà un’altra Grecia".

Accedere ai 37 miliardi consente inoltre l'accesso all’Omt, l’Outright Monetary transaction, l’acquisto illimitato di titoli di Stato da parte della Bce in caso di necessità. Si tratta del super-scudo per salvare l’euro ideato da Mario Draghi e che mise fine alle speculazioni del 2012 e che potrebbe tornare utile all'Italia più che mai dopo la crisi del coronavirus che comporterà ad una vera e propria esplosione del debito pubblico con il noto correlato rischio spread.

Sul Mes si accende lo scontro tra i 5 stelle

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Correo sposta l'attenzione dal dibatitto sul Mes che vede in corso uno scontro interno anche alle anime pentasellate. Per l'ex capo politico dei pentastellati si deve guardare oltre: "Non bisogna pensare una ripartenza, ma una ricostruzione".

"Sure e la linea di credito Bei sono dei passi avanti, ma se contiamo complessivamente i fondi arriviamo a circa 300mld, ne servono invece 1.500. Di fronte alla potenza di fuoco di Usa e Cina, l'Ue deve mostrarsi all'altezza.

Dalle pagine del Fatto Quotidiano riappare anche Alessandro Di Battista che in un lungo intervento sostiene come il Mes rappresenti una "trappola da evitare".

"Conte è un galantuomo, non ho dubbi che abbia a cuore le sorti delle famiglie e delle imprese italiane e neppure che consideri il Mes una trappola da evitare. Gli credo quando dice che l’Italia non intende attivare il Mes. Il punto è che la contrazione del PIL alla quale andremo incontro e l’aumento del debito pubblico che oggi l’Ue “generosamente” ci concede ci porterà verso una spirale dalla quale sarà possibile uscire solo attivando, in futuro, strumenti come il Mes con fortissime condizionalità."

Il capo politico del MoVimento5 Stelle Vito Crimi risponde a Conte dalle pagine del Quotidiano Nazionale cercando di spegnere l'incendio nella maggioranza e all'ipotesi di una crisi di governo che porti ad un nuovo esecutivo di unità nazionale: "E' questo attuale il vero governo di responsabilità nazionale. Composto da forze politiche che si sono a lungo contrapposte e che oggi governano insieme nell'interesse del Paese. Non c'è spazio per altro".

"Giuseppe Conte è un presidente molto amato dagli italiani per la sua capacità di tenere unito il Paese anche in questo drammatico frangente. E' saldo e deve continuare nel suo lavoro".

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