Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Coronavirus, ipotesi spostamenti limitati tra regioni nella fase 2: "duello" Fontana-De Luca in tv

A "Porta a Porta" su Raiuno il confronto televisivo tra due presidenti di Regione, il governatore della Lombardia Attilio Fontana (centrodestra) e il collega della Campania Vincenzo De Luca (centrosinistra): che cosa è successo

E' andato in scena a "Porta a Porta" su Raiuno il confronto televisivo tra due presidenti di Regione, il governatore della Lombardia Attilio Fontana (centrodestra) e il collega della Campania Vincenzo De Luca (centrosinistra). Al centro del dibattito, ovviamente, solo l'emergenza coronavirus e i tanti dubbi che circondano l'eventuale fase 2 dal prossimo 4 maggio.

De Luca si è detto "d'accordo con Attilio Fontana" sul fatto "che dobbiamo aprire in tutta Italia, ma aprire non significa aprire allo stesso modo. Perché ci sono regioni in cui non c'è nemmeno un focolaio di contagio, e regioni nelle quali il problema è ancora fortemente presente. Dobbiamo perlomeno limitare la mobilità alle regioni di appartenenza". Il presidente della Campania ha spiegato che "qualche settimana fa si è determinato un problema serio per la Campania e per il Sud quando si sono riversati nei nostri territori decine di migliaia di giovani. Abbiamo corso il rischio di un dilagare dell'epidemia. Non l'abbiamo avuta perché abbiamo messo in quarantena tutti quelli che abbiamo individuato. Abbiamo fatto un lavoro di prevenzione molto faticoso, che è riuscito. Il nostro problema oggi è che non succeda qualcosa del genere. Quindi il 'rompete le righe' significava questo: liberi tutti di andare in giro per l'Italia, dovunque e comunque. Questo sarebbe un atto di totale irresponsabilità"

L'ipotesi di limitare la mobilità alle regioni di appartenenza, ovvero l'eventualità di chiudere di fatto i confini delle regioni, non ha trovato d'accordo Fontana. "La limitazione della circolazione rischia di creare una serie di problemi non di poco conto", ha detto il presidente della Regione Lombardia. "Le filiere sono talmente interconnesse, che se noi iniziamo a limitare la movimentazione della merce e delle persone che vengono dalla Lombardia, e che magari devono andare in un'altra regione per concludere la lavorazione o viceversa, si rischia di creare una situazione insostenibile. Se noi dovessimo aspettare il contagio zero - ha aggiunto Fontana - con la Lombardia dovremmo arrivare alla fine del mese di giugno, che è una situazione che ritengo difficilmente sopportabile. Per noi e per il resto del Paese".

De Luca ha poi specificato che la sua richiesta di limitare la mobilità tra le regioni d’appartenenza “non riguarda le merci, visto che le filiere alimentari già funzionano perfettamente”, ma “le persone”. “Bisogna usare la ragione per capire le specificità dei territori – ha sottolineato De Luca -. In Campania abbiamo adottato misure rigorose perché è la Regione a maggior densità abitativa d’Italia e, nella fascia costiera, la più densamente popolata d’Europa. Siamo al livello di Singapore. Siamo l’unica regione – spiega – in cui non si può sbagliare sennò c’è un’ecatombe”.

"Uno dei momenti più drammatici”, ha poi aggiunto Fontana, “è stato quando un professore, di grandissima esperienza, mi lanciò questo allarme: 'stanno finendo i letti in rianimazione, non mi metta in condizione di fare scelte estreme'. Si mise a piangere e mi disse che si poteva arrivare a quello". Non si è mai giunti al punto in cui negli ospedale italiani si è dovuto scegliere chi salvare, ha poi precisato: "A me non risulta che sia mai capitato. Siamo riusciti ad aumentare i posti in terapia intensiva per consentire di curare tutti quelli che avevano bisogno", anche nei giorni peggiori dell'emergenza.

Uno degli errori più gravi sarebbe secondo De Luca quello di abbassare la soglia dell'attenzione già dalle prossime settimane. De Luca ha invece detto che "questa è una malattia terribile, questo virus ti fa vedere la morte con gli occhi. Lo voglio dire perché nelle ultime settimane è andata crescendo una banalizzazione del problema che a me pare estremamente pericolosa". Secondo De Luca, "probabilmente il virus è diventato meno aggressivo, ma stiamo parlando di un problema di enorme gravità e serietà che va affrontato con grande rigore se vogliamo evitare tragedie per il nostro Paese. Abbiamo avuto un momento di grande difficoltà quando mancavano i dispositivi di sicurezza individuale , mancavano i ventilatori polmonari e non arrivava più nulla da Roma".

In ogni caso quello che era stato presentato quasi come uno scontro è stato un confronto dai toni pacati e senza particolari spunti.

Fontana: "Caro De Luca, noi non chiuderemo mai ai campani che vengono qui a curarsi"

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