Coronavirus, un nuovo decreto per prolungare il lockdown (e per gli aiuti economici)

Conte: "Avanti così, ne usciremo". Interlocuzione tra i capi delegazione delle forze di maggioranza per preparare il nuovo Dpcm che prevederebbe un lieve allentamento delle misure restrittive

Il Governo italiano sta lavorando ad un nuovo decreto (il dpcm attualmente in vigore scadrà il prossimo 13 aprile, ndr) che dovrebbe prolungare il lockdown per altri 15 giorni, seppure con un lieve allentamento delle misure di contenimento. Lo si apprende da fonti dell'esecutivo che confermano come una interlocuzione sia in corso tra i capi delegazione delle forze di maggioranza.

Sul fronte degli aiuti economici alle famiglie è invece atteso per dopo la Pasqua il varo in Consiglio dei ministri del cosiddetto decreto Aprile che - grazie a una dotazione di 30 miliardi di euro - dovrebbe introdurre il reddito di emergenza, rifinanziare gli ammortizzatori universali e migliorare il bonus per gli autonomi approvati nel mese di marzo.

  • Gli ammortizzatori sociali dovrebbero essere rinnovati fino a maggio;
  • Il bonus per gli autonomi dovrebbe passare da 600 a 800 euro;
  • Il reddito di emergenza prevede invece un mini-reddito di 400-500 euro per coloro che sono rimasti fuori da ogni forma di protezione, colf e badanti, ma anche i lavoratori in nero, una galassia di 3 milioni di persone, attiva prevalentemente al Sud.

Coronavirus, quando inizierà la fase 2

Ma quando inizierà la fase 2 dell'emergenza, quella in cui gli italiani dovranno convivere con il coronavirus? Secondo le ultime indicazioni non dovrebbe iniziare prima del 25 aprile anche alle luce dell'ultimo bollettino della protezione civile. Come ammonisce il dottor Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità, l'Italia comincia a vedere la luce.

"Il livello di allarme è tuttora massimo, perché il fatto che le misure di contenimento adottate finora abbiano avuto un riscontro preciso, riguarda il risultato di provvedimenti presi 2-3 settimane. È ovvio quindi - ha sottolineato Guerra - che continuare con queste misure ci può portare all'abbattimento della curva, perché la circolazione del virus è stata rallentata, sappiamo che sta diminuendo ma è ancora molto vulnerabile e può risalire in qualsiasi momento qualora ci fosse una riaccensione di focolai epidemici anche di piccola entità".

"Qualsiasi provvedimento di allentamento delle misure ora - spiega Guerra - sarebbe deleterio e possa vanificare tutti i sacrifici fatti finora. Diciamo che siamo a un passo dal vedere una prospettiva di vittoria ma questo non significa che abbiamo vinto, anzi è il contrario: è proprio il momento di serrare le fila".

Pubblicato il decreto liquidità: tutte le condizioni per i prestiti

La notizia arriva nel giorno in cui le associazioni degli industriali del Nord Italia hanno rivolto una richiesta di aiuto al governo per la redazione di una road map che consenta la riapertura delle aziende che lamentano di non poter pagare gli stipendi già dal prossimo mese se il lockdown dovesse proseguire.

Intanto il premier Giuseppe Conte in una intervista alla tedesca Bild Tv ha confidato: "Stiamo uscendo dalla crisi. Siamo in una fase cruciale".

Conte alla Germania: "Eurobond o fine del sogno europeo"

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha ribadito che se l'Europa non si darà strumenti finanziari all'altezza della sfida, come gli Eurobond, l'Italia sarà costretta a far fronte all'emergenza e alla ripartenza con le proprie risorse. Ma le risposte nazionali rischiano di essere meno efficaci rispetto ad un'azione coordinata europea mettendo a repentaglio il sogno europeo.

"In Germania potete avere tutto lo spazio fiscale che volete ma non potrete mai pensare di affrontare un'emergenza sanitaria, economica, sociale di così devastante impatto con il vostro spazio fiscale" ha detto il Presidente Conte.

"È nell'interesse reciproco che l'Europa batta un colpo, che sia all'altezza della sfida, altrimenti dobbiamo assolutamente abbandonare il sogno europeo e dire ognuno fa per sè ma impiegheremo il triplo, il quadruplo, il quintuplo delle risorse per uscire da questa crisi e non avremo garanzia che ce la faremo nel modo migliore, più efficace e tempestivo".

In un intervento pubblicato in serata, il presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde chiede, "un allineamento totale delle politiche di bilancio e monetarie" e la parità di trattamento dei paesi dell'UE di fronte al virus, al fine di proteggere i posti di lavoro e capacità produttive dell'Europa.

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