Giovedì, 25 Febbraio 2021
Migranti

Triton controllerà le frontiere ma "il Mediterraneo rimarrà un cimitero"

La nuova missione partirà il primo di novembre, supportata da 28 Paesi, affidata all'agenzia Frontex ma coordinata dall'Italia. Alfano: "Così chiudiamo Mare Nostrum". Amnesty: "Controlleranno solo le frontiere, ma chi muore in mare?"

Dopo il 3 ottobre 2013, giorno della tragedia di Lampedusa in cui persero la vita oltre 300 persone, il nostro Paese diede avvio all'operazione "Mare Nostrum", che coinvolge le navi italiane per il controllo delle frontiere e le impegna nel salvataggio dei naufraghi in arrivo dalle coste del nord Africa. L'Unione europea l'ha sostenuto con fondi fino a 1,8 milioni di euro. Ma il Mediterraneo ha continuato a essere un cimitero e con l'intensificarsi della guerra in Siria e delle persecuzioni etniche e religiose dell'Isis, gli sbarchi sono aumentati e le operazioni di emergenza per il salvataggio dei naufraghi non si smettono di contare.

DA MARE NOSTRUM A FRONTEX - Così poco tempo fa il ministro degli Interni Angelino Alfano si era recato a Bruxelles per cercare di trovare una soluzione istituzionale a una situazione che non si ferma soltanto al salvataggio delle vite umane, ma coinvolge anche assistenza e accoglienza, in particolare per profughi e richiedenti asilo. Così è nata Frontex, l'agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea. In questo contesto l'Italia ha faticato a gestire il fiume in piena dei profughi, che spesso presso le nostre coste hanno trovato la morte. Adesso però si dirà addio a Mare Nostrum e Frontex dal primo novembre darà vita a un'altra operazione: Triton.

DA FRONTEX A TRITON - A Triton partecipano 26 Stati e avrà un budget di 2,9 milioni di euro al mese ma complessivamente saranno 92 i milioni di euro che la Commissione Europea prevede. Sarà un'operazione europea coordinata dal nostro Paese e si occuperà solo del controllo delle frontiere marittime, anche se “la sorveglianza dei confini resta agli Stati membri”. Motivo per cui Alfano ha già detto che Mare Nostrum si potrà ritenere conclusa.

DAL SALVARE I NAUFRAGHI AL CONTROLLO DELLE FRONTIERE - Ma non tutti in Europa sono d'accordo con il ministro dell'Interno: Gil Arias Fernandez, direttore esecutivo di Frontex, aveva già messo in chiaro che la nuova operazione non avrebbe sostituito Mare Nostrum, impegnata nella ricerca e nel soccorso dei migranti. La ragione? Le due missioni hanno obiettivi diversi: Mare nostrum soccorre i migranti mentre Triton sorveglia le frontiere. Per Alfano Mare nostrum era destinata a scomparire: "E' nata come operazione di emergenza e a tempo determinato”. Ma dall'Europa sempre più spesso è stato sottolineato Triton non sarà sufficiente, in particolare perché non avrà come primo obiettivo il salvataggio dei naufraghi.

IL NO DELLE ASSOCIAZIONI - D'accordo con l'Europa e in contrasto con il ministro degli interni ci sono anche alcune associazioni umanitarie. Tra questa Amnesty International, che da sempre ha sostenuto Mare Nostrum e sottolineato come l'emergenza umanitaria che riguarda i confini europei non può dirsi rientrata. Così Amnesty ha scritto a Matteo Renzi e ad Angelino Alfano per chiedere di continuare la missione iniziata il 3 ottobre:

Mare Nostrum non può essere in nessun modo ridimensionata ma deve essere piuttosto potenziata e sostenuta da tutti gli stati membri dell’Ue. Mare Nostrum costa circa nove milioni al mese e copre sia le acque europee che quelle internazionali,  con Triton si impegnerebbe con tre milioni di euro al mese e avrebbe un campo d’azione molto più ristretto, fermandosi al controllo delle frontiere


Insomma dal primo novembre in poi, nonostante le tragedie da quel terribile 3 ottobre siano andate avanti, le operazioni nel "cimitero mediterraneo" sembra si fermeranno al controllo delle frontiere e non all'assistenza e al salvataggio di chi ancora non è annegato.

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