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Mercoledì, 19 Giugno 2024
L'analisi

Che cosa sta succedendo dentro Forza Italia

Il capogruppo alla Camera Alessandro Cattaneo è stato destituito. Al Senato resta Licia Ronzulli, che però è nel mirino di Marta Fascina

Dentro Forza Italia si è consumata l'ultima faida interna. La penultima era stata quella fra l'ala più liberale e governista, rappresentata dai ministri azzurri dell'ultimo governo di Mario Draghi (Carfagna, Gelmini e Brunetta) contro la parte più sovranista e vicina alle istanze di Lega e Fratelli d'Italia, incarnata da sempre dalla fedelissima Licia Ronzulli. Proprio lei, alle scorse elezioni sembrava aver vinto tutto (o quasi visto il veto di Meloni sul darle un ministero), prendendosi la quota di maggioranza del partito: eletta coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, eletta capogruppo dei forzisti al Senato con uno dei suoi (Alessandro Cattaneo) a presidente del gruppo alla Camera. Ronzulli sembrava aver scalato il partito fino alla vetta, visto anche un certo legame con Marta Fascina, fidanzata di Silvio Berlusconi.

Proprio da lì nasce la seconda "guerra civile forzista", culminata con la nuova geografia del partito, ridisegnata dallo stesso Silvio Berlusconi. Infatti, secondo i rumors interni al partito, l'ex sanitaria paga lo scotto di essersi messa contro l'unica persona capace di farle ombra: Marta Fascina. Questa non è solo la fidanzata del grande leader ma anche una parlamentare capace di cementare un suo seguito negli anni e l'incarnazione degli interessi della famiglia Berlusconi.

Forza Italia cambia: ecco i nuovi incarichi

Molto è cambiato dentro il partito di Forza Italia. Il capogruppo alla Camera Alessandro Cattaneo è stato destituito. Al suo posto è tornato Paolo Barelli. Al Senato è rimasta Licia Ronzulli, che però ha perso la guida del partito in Lombardia. "Non riesco a capire il clamore, avevo chiesto al presidente Berlusconi già da un po' di tempo di lasciare la guida della Lombardia perché fare il capogruppo in Senato deve essere un lavoro a tempo pieno" ha poi tenuto a precisare la senatrice forzista.

Infatti Berlusconi ha anche nominato sei nuovi coordinatori regionali: Elisabetta Casellati per la Basilicata; Claudio Lotito ottiene il Molise; Rosaria Tassinari per l’Emilia Romagna; Marcello Caruso in Sicilia, Marco Stella in Toscana e Flavio Tosi in Veneto. Ma che cosa è successo? Si è di fatto consumata l'ultima faida interna, dalla quale è emersa la figura di Marta Fascina. Chi se la immaginava come una sorta di donna capitata lì per caso, a ringraziare per un seggio in Parlamento, dovrà ricredersi.

Fascina avrebbe stretto un accordo con i figli dell'ex Cavaliere, Marina e Piersilvio, cucendo un nuovo rapporto con Antonio Tajani e con l'ala governista del partito. Così, dopo aver assistito alla candidatura (poi ritirata) di Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica; dopo aver guardato alla caduta del governo Draghi; dopo il mancato colpo gobbo all'elezione a presidente del Senato di Ignazio Larussa. Dopo tutto questo Marta Fascina è passata all'azione e ha sferrato il suo attacco per erodere il terreno azzurro. Ha cominciato facendo entrare Tullio Ferrante, avvocato di 34 anni, fra i sottosegretari indicati da Forza Italia nel governo Meloni. Nelle scorse settimane poi i suoi hanno preparavano una raccolta firme per far dimettere i due capigruppo. Prima dello scontro, è arrivata la mano propiziatoria: la nota di Berlusconi ha non solo ridisegnato lo schema del potere di Forza Italia ma ha anche evitato una "rissa" in pubblico. La petizione è rimasta nel cassetto mentre, dal canto loro, Cattaneo e Ronzulli hanno lasciato rispettivamente il ruolo di capogruppo alla camera e quello di coordinatrice della Lombardia. Cattaneo non avrebbe nessuna colpa particolare se non quella di essere sempre stato considerato vicino a Ronzulli.

Anche la nota stampa diffusa da Berlusconi è indicativa. "In politica l'immobilismo fa male, per questo Forza Italia si è sempre rinnovata nella sua storia trentennale. Le linea resta sempre la stessa e a deciderla sono sempre io". Quanto ai cambi "nessuna rottamazione ma anzi, così si ha una struttura più razionale per un coordinamento nazionale ancora più forte". Il messaggio è chiaro. Alla fine decide sempre Silvio Berlusconi, il cui intervento materiale ha disinnescato la potenziale rivolta di una ventina di deputato (su 44). Ronzulli dunque resta al potere ma è nel mirino di Marta Fascina e in generale il clima interno resta di alta tensione.

Le prossime mosse di Berlusconi 

"Nelle prossime settimane annunceremo inoltre il nuovo assetto di Forza Italia in tutta la sua organizzazione”, ha spiegato Berlusconi. Nel partito queste parole vengono interpretate come un monito a chi, in questi mesi, ha tradito Forza Italia anche solo col pensiero, guardando (o sentendo) Fratelli d'Italia e i partiti del terzo polo (Azione-Italia Viva).

Intanto Antonio Tajani ha detto che Forza Italia "è il partito di Silvio Berlusconi, c'è un leader. Parlare di scissioni mi sembra un periodo ipotetico della irrealtà". Infatti non è detto che si arrivi a una scissione ma di sicuro dentro Forza Italia ci sono dei problemi. Non si può nemmeno parlare di correnti perché quelle esistono all'interno di un contesto democratico. In Forza Italia le lotte di potere esistono ma non succede mai niente che non voglia Berlusconi. Lo aveva spiegato bene un senatore il giorno della caduta di Mario Draghi, poco prima di dimettersi dal partito. Sconvolto dalla decisione di non votare la fiducia all'ex premier anche a destra, aveva detto: "Questo ormai non è più un partito ma un circolo". E in un circolo privato la mossa di pochi può decidere il destino di molti. 

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