Lunedì, 27 Settembre 2021
Il caso

Il governo "illuminato": luci spente per risparmiare

Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli riprende una vecchia idea di Mario Monti: "Basterebbe spegnere le luci non necessarie per risparmiare 100-200 milioni nell’immediato"

ROMA - "Ci vuole un po' di coraggio, smettiamola di avere paura del buio". In principio fu un'idea di Mario Monti: era il 2012, e il premier 'venuto dall'Europa' lanciò la chiacchieratissima "Operazione cieli bui", poi clamorosamente fallita. Tagliare l'illuminazione pubblica per risparmiare è un mantra che ritorna, rilanciato oggi dal commissario alla revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, chiamato dal governo a ridurre gli sprechi risanando le disastrate casse dello Stato. Un'impresa mirabolante, a quanto pare, mai riuscita prima d'ora.

Troppi sprechi? Ecco l'ideona del governo: spegniamo le luci. E se nel 2012 i risparmi prospettati erano ben 500 milioni, ma la proposta fu bocciata all’unanimità dalle commissioni Ambiente e Bilancio della Camera, Cottarelli "il tenebroso" parla di un piano che può portare a "risparmi immediati non trascurabili, dell'ordine di 100-200 milioni l'anno, che possono essere ottenuti nel breve periodo attraverso lo spegnimento di luci non necessarie".

Secondo l'illustre commissario - che lavora da mesi per produrre un dossier corposo sui tagli - gli analisti economici delle grandi banche internazionali, "per illustrare il persistente spreco di denaro pubblico nel nostro Paese", utilizzano le foto dell’Europa prese dai satelliti di notte, "dove l’Italia appare più illuminata di altri Paesi". Per risparmiare - è la logica conseguenza del suo discorso - basterebbe spegnere le luci pubbliche in strada. Con buona pace dei cittadini che rimarrebbero al buio.

Nelle foto che Cottarelli pubblica sul suo blog, l’Italia, soprattutto il Nord, sembra in piena luce come solo il Belgio, Londra, parti dell’Inghilterra e Parigi. Realtà comprovata pure dai dati statistici: il consumo di luce pro capite in Italia, spiega, è più del "doppio di Germania e Gran Bretagna, e comporta uno spreco di denaro pubblico. L’illuminazione stradale costa circa due miliardi di euro e grava prevalentemente sulle finanze dei Comuni".

Non è la prima volta che la questione dell'eccessiva illuminazione pubblica stradale viene sollevata in Italia, sottolinea il commissario per la revisione della spesa pubblica, ma regolarmente vengono mosse obiezioni di vario tipo e "tutte infondate" alle misure di risparmio in quest'area. Ad esempio si paventa un eventuale problema di sicurezza (un legame tra intensità dell'illuminazione stradale e il tasso di criminalità), ma Cottarelli spiega che "nessuno propone di spegnere le luci urbane: si può invece risparmiare fino a un miliardo per anno rimpiazzando punti luce che disperdono la luce verso l'alto, eliminando l'illuminazione eccessiva, utilizzando tecnologie led e riducendo l'illuminazione di strade a scorrimento veloce, di aree ad uso industriale o artigianale e di zone urbanizzate non edificate".

Passando al tema degli investimenti e al reperimento delle risorse necessarie, il commissario osserva che "non ha senso non effettuare investimenti che consentono di risparmiare nel medio termine solo perché comportano un esborso immediato". "Occorre un po’ di coraggio e smettere di avere paura del buio - conclude - (su questo anche i gufi saranno d’accordo!)". I gufi, proprio quelli che vivono di notte. Tranquilli tutti: ci pensa Cottarelli, il genio della lamp... del lampione.

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