Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Speciale crisi economica

"Allarme crescita, bisogna agire subito"

Le stime del Fondo monetario internazionale mettono in guardia l'Italia. Dopo il pesante intervento sui titoli di Stato, Moody's declassa il rating di dieci banche, dieci società e ventitré enti locali. Lo spread sfiora quota 500, ma il governo rassicura: "Non useremo gli aiuti europei"

Segnali negativi e spettri di recessione, ancora una volta, sull'economia italiana. I titoli di Stato sono costantemente sotto pressione ed esposti agli attacchi speculativi, mentre prosegue la corsa dello spread che ieri ha sfiorato quota 500. Come se non bastasse, in tarda serata l'agenzia di rating Moody's ha tagliato il rating di 10 banche, di 10 società e 23 enti locali, sulla scia del downgrade dell'Italia stabilito la settimana scorsa. E il Fmi (Fondo monetario internazionale) ha stimato che il nostro Paese quest'anno registrerà una caduta del Pil pari al -1,9% che si attenuerà nel 2013 scendendo dello 0,3%.

MOODY'S - L'agenzia di rating, in una serie di comunicati emessi ieri in tarda serata, ha annunciato il taglio di uno o due gradi per 10 istituti finanziari italiani, tra questi Unicredit - che passa a Baa2 da A3 e prospettive negative - e Intesa Sanpaolo, che da A3 scende a Baa2. Scende il rating di Poste Italiane (da A3 a Baa2, outlook negativo), quello di Terna (da A3 a Baa1), di Acea, di Eni (da A2 a A3, outlook negativo). Finmeccanica viene messa sotto osservazione, ma resta a Baa2, come Snam è sotto osservazione a Baa1. A rischio downgrade anche Hera. Tra gli enti locali interessati dai tagli di rating vi sono Lazio, Lombardia, Sicilia, Sardegna e Liguria, Milano, Napoli e le città autonome di Bolzano e Trento.

LO SPREAD - E dopo il pesante declassamento di rating operato la scorsa settimana, i titoli di Stato restano sotto pressione. Ieri i rendimenti dei Btp decennali sono aumentati al 6,10 per cento e in serata il loro spread sui Bund tedeschi è balzato a 4,88 punti percentuali, o 488 punti base. Spread sempre alto, sopra i 480 punti, oggi in apertura. I tassi sui Bonos decennali della Spagna sono salgiti al 6,82 per cento e lo spread ha toccato 559 punti base.

CROLLO DEL PIL - Intanto il Fondo monetario internazionale ha stimato che il nostro Paese quest'anno registrerà una caduta del Pil pari al -1,9% che si attenuerà nel 2013 scendendo dello 0,3%. Il Fmi ha messo in guardia da un "nuovo indebolimento" subito dalla crescita globale negli ultimi mesi, mentre le tensioni dei mercati sui Paesi periferici dell'area euro "sono risalite vicine ai picchi di fine 2011". E i problemi non sono confinati all'Europa: "in diversi grandi paesi emergenti la crescita è stata più debole del previsto", ha fatto sapere l'istituzione di Washington in un aggiornamento del suo World Economic Outlook. Le previsioni sulla crescita mondiale sono state leggermente riviste al ribasso, al più 3,5 per cento sul 2012 e al più 3,9 per cento nel 2013. Ossia rispettivamente 0,1 e 0,2 punti percentuali in meno rispetto a tre mesi fa.

IL GOVERNO - I segnali negativi, insomma, abbondano, ma da Palazzo Chigi assicurano che "al momento non c'è nessuna intenzione di ricorrere" al cosiddetto scudo anti-spread. "Nessuno può escluderlo a priori per il futuro - continuano le fonti - ma al momento non se ne ravvisa la necessità". E' ancora presto, ribadiscono, per prendere in considerazione l'ipotesi di chiedere all'Europa di attivare il meccanismo, che attualmente prevederebbe l'intervento del solo fondo Efsf (visto che l'Esm attende la ratifica da parte di alcuni Paesi membri).

UN CIRCOLO VIZIOSO - Sull'economia mondiale e sulla crisi dei debito nell'area euro "il rischio maggiore è ovvio: che peggiori il circolo vizioso su Spagna o Italia e che uno dei due paesi perda l'accesso ai mercati. Questo potrebbe concretamente far deragliare la crescita mondiale". Lo ha affermato il capo economista del Fondo monetario internaizionale, Olivier Blanchard, presentando l'aggiornamento del World Economic Outlook a Washington.
 

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