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Domenica, 23 Gennaio 2022
Crisi economica

Crisi e consumi, oggi come nel dopoguerra

Allarme Istat e Confcommercio: continua a scendere il potere d'acquisto delle famiglie. In pericolosa flessione i consumi: nel 2012 -2,9% rispetto al 2011.

Bastano due dati per capire come la crisi abbia fatto precipitare l'Italia in una situazione da 'dopoguerra'. Il primo lo fornisce l'Istat: il potere d'acquisto delle famiglie nei primi nove mesi del 2012 è sceso, rispetto a un anno prima, del 4,1%. Il secondo è di Confcommercio: a novembre 2012 l'indicatore sui consumi registra una diminuzione del 2,9%.

Dati spaventosi che hanno portato l'Italia in una situazione da 'post conflitto mondiale'.

ISTAT. Continua a scendere il potere d'acquisto delle famiglie. Nei primi nove mesi del 2012, nei confronti dello stesso periodo del 2011, il potere d'acquisto delle famiglie ha registrato una flessione del 4,1%. Lo ha comunicato l'Istat. Tenuto conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel terzo trimestre del 2012 si è ridotto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 4,4% rispetto al terzo trimestre del 2011.

Contestualmente sale la propensione al risparmio delle famiglie italiane nel terzo trimestre del 2012: è stata pari all'8,9%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2011.

Nel terzo trimestre del 2012 il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito dal rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) è stato pari al 6,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici sono diminuiti dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 4,7% nei confronti del terzo trimestre del 2011.

CONFCOMMERCIO. Il 2012 sarà ricordato come l'anno più difficile per i consumi del secondo dopoguerra. Lo sottolinea la Confcommercio: il suo indicatore de consumi registra per novembre una diminuzione del 2,9% in termini tendenziali ed una flessione dello 0,1% rispetto al mese precedente.

I dati dell'indicatore dei consumi relativi ai primi 11 mesi, segnano un -2,9% rispetto all'analogo periodo del 2011, e "mostrano con una certa evidenza - rileva Confcommercio - come il 2012 si avvii ad essere ricordato come l'anno più difficile per i consumi del secondo dopoguerra. La riduzione è, infatti, la più elevata registrata dall'inizio delle serie storiche".

Per Confcommercio "Il permanere di dinamiche congiunturali negative, anche nei mesi finali dell'anno, continua a segnalare, unitamente agli altri indicatori congiunturali, come la crisi sia ancora ben presente all'interno del sistema economico. Difficilmente la nostra economia, ed i consumi in particolare, potranno cominciare a mostrare, nel breve periodo, segnali di un significativo miglioramento".

CODACONS: COME TASSA DA 1.578 EURO. Sono "pesantissimi", per il Codacons, i dati forniti oggi dall'Istat sulla perdita del potere d'acquisto delle famiglie. "Tale perdita di capacità di spesa, se sarà confermata su base annua, equivale ad una tassa invisibile a carico delle famiglie, che ha pesato nel 2012 per 1.433 euro su una famiglia di 3 persone, e addirittura per 1.578 euro su un nucleo composto da 4 persone".

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