Crisi di governo, Salvini ha spinto il Pd verso i 5 stelle (e con Berlusconi resta il gelo)

Dai 5 stelle l'unico veto per un nuovo patto di governo col Pd resta quello di un dialogo con l'ex premier Matteo Renzi. Di Maio si affida a Mattarella ma tra i dem un fronte tutt'altro che silenzioso ora spinge per trovare un accordo con i pentastellati in chiave "anti-Salvini"

Il vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini in canoa a Policoro (Matera) al termine del suo intervento, 10 agosto 2019. ANSA/TONY VECE.

Governo di legislatura, istituzionale, del presidente: come lo si voglia chiamare il fatto è uno, nel Partito Democratico si ragiona per un accordo con il Movimento 5 stelle che possa spostare la data delle elezioni molto al di là dell'orizzonte degli eventi. 

Lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti a Foggia ha spiegato in maniera sibillina: "Conta chi lavora nell'interesse del Paese, non conta il colore politico". Per interpretare questa frase non resta che attendere le 17:00 quando a Palazzo Madama arriveranno i senatori attesi per la parlamentarizzazione di una crisi di governo scoppiata già da 5 giorni.

Se il leader della Lega Matteo Salvini apostrofa come "incubo" l'eventualità di un accordo tra gli ex alleati di governo e il più grande partito di opposizione, in realtà potrebbe solo che giovare alla retorica dell'attuale vicepremier che - secondo gli ultimi sondaggi - avrebbe il gradimento del 38% degli italiani. 

Crisi di governo, la diretta

Fratelli d'Italia chiederà in Aula al Senato che si voti per la calendarizzazione della mozione di sfiducia il 14 agosto. In alternativa, se la prima proposta non dovesse passare, chiederà il voto sulla sfiducia il 20 agosto, in concomitanza con le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, su cui si è gia espressa a maggioranza la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

La conferenza di stampa di Matteo Renzi

"La riduzione del numero di parlamentari è terreno di incontro". Lo ha detto Matteo Renzi, illustrando la sua proposta di governo di scopo spiegando che Matteo Salvini si trovi in minoranza.

"Il tabellone di oggi al Senato ci dice che la maggioranza c'è e non con Salvini"

"Salvini si dimetta" spiega ancora l'ex premier auspicando un accordo tra Pd e M5s per una nuova maggioranza.

"Siamo di fronte a un fatto clamoroso, nella veste di ex presidente del consiglio trovo sia un passaggio che non va sottovalutato, tecnicamente clamoroso".

Renzi: "Conte presidenza insignificante"

"Salvini si deve dimettere, altro che ritirare la delegazione, si dimetta e torni ai suoi mojito e oggi si scriva una nuova pagina per l'Italia"

Governo di legislatura M5S Pd

Il partito democratico passa così dal rischio di una paventata scissione, a un atteggiamento "di responsabilità". Se la segreteria di Zingaretti - fin da subito "cortesemente" votata alle elezioni anticipate - concedesse il proprio avvallo alle spinte che in queste ore arrivano da tanti nomi di peso della galassia "dem" potrebbe davvero nascere in Parlamento una nuova maggioranza tale da evitare le elezioni.

Crisi di governo, dalle 17 la diretta al Senato

Oggi, in un'intervista al 'Corriere della sera', l'ex deputato e coordinatore della segreteria dem, Goffredo Bettini, sostiene che il Partito democratico deve avere il coraggio e la determinazione di trattare un accordo con i pentastellati in chiave anti-Salvini. Una posizione sostenuta da Dario Franceschini e dall'ex candidato segretario Maurizio Martina

Bettini parla esplicitamente di "un governo politico di legislatura", sorretto da una maggioranza Pd-M5S.

"È un tentativo difficilissimo ma vale la pena di provarci".

Berlusconi: "Con M5s-Pd Grillo al Quirinale"

Il coordinamento di presidenza di Forza Italia, in relazione all’ipotesi di un listone di centrodestra apparsa su alcuni quotidiani, si dichiara radicalmente contrario a questa ipotesi.

Salvini tende una mano a Berlusconi (ma anche alla fronda 5 stelle)

Forza Italia, pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centrodestra, non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni politiche. Si legge in una nota del coordinamento di Fi.

In attesa del faccia a faccia con Matteo Salvini, Silvio Berlusconi ha riunito a palazzo Grazioli lo stato maggiore di Forza Italia paventando come un accordo tra M5S e Pd potrebbe portare Beppe Grillo al Quirinale.

Di Maio: "Votiamo il taglio dei parlamentari"

Intanto dal fronte pentastellato prende corpo l'ipotesi di continuare la legislatura con una nuova maggioranza. Nel corso dell'assemblea del M5s riunita a Montecitorio, non sarebbero molti a sposare la linea 'torniamo alle origini', anzi, molti si sono detti favorevoli a un governo di legislatura. Il veto resterebbe quello di un dialogo con l'ex premier Matteo Renzi. 

Il capo politico Luigi Di Maio ha esortato - come primo passo - a votare il taglio dei parlamentari calendarizzato a settembre, per poi rimettere nelle mani di Mattarella il compito di sondare la possibilità di una nuova maggioranza.

"Lo dico a tutti i parlamentari, in particolare a quelli dei partiti di opposizione: del domani non v'è certezza, votate con noi il taglio e passiamo alla storia insieme". 

Elezioni anticipate, chi vincerebbe secondo gli ultimi sondaggi

Se si andasse ad elezioni anticipate con le stesse coalizioni del 2018 secondo gli ultimi sondaggi elaborati da Youtrend la coalizione di centrodestra otterrebbe una maggioranza schiacciante sia alla Camera (con 416 seggi su 618) che al Senato (210 seggi su 309) con oltre i 2/3 dei seggi totali.

Il gruppo di opposizione più consistente sarebbe quello di centrosinistra (cioè del Partito Democratico, unico partito dell’area progressista con più del 3% dei voti) con 119 seggi alla Camera e 57 al Senato, mentre il Movimento 5 Stelle eleggerebbe solo 81 deputati e 40 senatori.

Un anno di governo Conte e tutte le misure a rischio "per crisi" 

"La costante - spiega a Today.it Lorenzo Pregliasco di Youtrend - è una netta prevalenza della Lega (sia in coalizione con il centrodestra sia da sola) nei collegi del Centro-Nord; così come risulta sempre in vantaggio il centrosinistra nei collegi a cavallo tra Firenze e Bologna, nonché in quelli più centrali delle grandi città.

Il Sud invece a rappresentare l’interrogativo maggiore al variare degli scenari. Un centrodestra unito, stando alle nostre stime, avrebbe l’opportunità di vincere (o meglio: stravincere) anche nella quasi totalità dei collegi meridionali. Il discorso cambia qualora della coalizione non dovesse far parte Forza Italia".

elezioni centrodestra unito senato-2

Se Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si presentassero uniti alle prossime elezioni - nota Pregliasco - la coalizione si affermerebbe come la forza dominante nella quasi totalità del Paese, e con margini molto ampi. Le uniche eccezioni l’area intorno a Napoli – in cui il Centrodestra dovrebbe vedersela con il M5S – quella tra Firenze e l’Appennino Tosco-Emiliano, aree di storica matrice di centrosinistra, e alcuni collegi urbani delle grandi città, come ad esempio quelli di Torino, Milano, e Roma. 

elezioni centrodestra unito camera-2

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