L'ultimatum di Renzi a Conte: "Altrimenti faremo un passo indietro"

Quattro le condizioni dettate da Italia Viva per non aprire una crisi di Governo: eccole spiegate punto per punto

Matteo Renzi in una foto Ansa di Alessandro Di Meo

"Se Conte respingerà le nostre idee, faremo un passo indietro". Lo afferma Matteo Renzi in un post su Facebook che ripercorre le condizioni dettate da Italia Viva per continuare ad appoggiare il governo.

L'incontro tra Renzi e Conte è atteso per settimana prossima, ma le premesse sembrano tutt'altro che rosse: tanti i punti di differenza nelle posizioni, dalla giustizia al reddito di cittadinanza, con Italia Viva sempre più fuori rotta rispetto all'asse Pd-M5s.

Le condizioni di Renzi a Conte

"Non chiediamo nomine o sottosegretariati: chiediamo che ascoltino (anche) le nostre idee. Se il Premier riterrà di respingere le nostre idee, faremo senza polemiche un passo indietro, magari a beneficio dei cosiddetti responsabili. Dentro o fuori non è una questione di tattica, ma di contenuti". 

Queste le parole che il leader di Italia Viva Matteo Renzi affida ad un post su Facebook. "Occorre una svolta - scrive Renzi - Qui del resto non si gioca una partita personale, di simpatia o antipatia. Si gioca una partita politica, di contenuti. Ripeto ciò che sto dicendo da giorni, in tutte le sedi, pubbliche e private. L'Italia vive una fase di difficoltà che nei prossimi mesi potrebbe peggiorare".

Quattro i temi portati avanti da Renzi, con la modifica del reddito di cittadinanza e l'elezione diretta del premier in primo piano. 

  • "Sblocchiamo con i commissari i cantieri fermati dalla burocrazia.
  • Eliminiamo o modifichiamo il reddito di cittadinanza che non funziona.
  • Lavoriamo per una Giustizia Giusta, per i diritti e contro il populismo giustizialista.
  • Cambiamo le regole insieme per eleggere il Sindaco d'Italia dando cinque anni di stabilità al Governo".

Una partita da dentro/fuori come annuncia Renzi: "Se Conte riterrà che su queste cose si possa trovare un buon compromesso, noi ci saremo" perchè "se sui contenuti siamo d'accordo, si sta dentro. Se sui contenuti siamo lontani, è giusto che tocchi ad altri".

Reddito di cittadinanza al centro dello scontro tra Conte e Renzi: cosa succederà

Matteo Renzi in una foto Ansa di Alessandro Di Meo 2-2-2

Ieri Conte aveva ribadito che se dovrà essere aperta una nuova crisi di governo, ciò dovrà avvenire in Parlamento, e se - almeno per questo weekend - la crisi può aspettare, la settimana prossima sarà decisiva.

Lo stesso capogruppo Pd Graziano Delrio è cristallino nell'affermare che il chiarimento tra Renzi e Conte dovrà essere definitivo, altrimenti si aprirà la strada delle elezioni anticipate. 

"Se non abbiamo la forza di fare quel cambiamento che protegga la società italiana - sottolinea Delrio in una intervista al Corriere della Sera - meglio essere seri e consentire che ognuno si misuri con il volere del popolo".

Ma quali sono quindi le condizioni per fare andare avanti il Governo? Nella enews settimanale del senatore fiorentino vengono spiegati i "4 punti fondamentali di Italia Viva" per proseguire l'esperienza di Governo:

Quanto alla giustizia, il tema è sempre quello della prescrizione che - di fatto - ha aperto la crisi con l'annuncio di una mozione di sfiducia per il ministro Bonafede "reo" di aver firmato la riforma che interrompe i termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di assoluzione che di condanna.

Per quanto riguarda l'economia Renzi chiede a Conte di sbloccare i cantieri delle opere pubbliche nominando i commissari, sulla falsariga dell'expo.

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Se sulle Istituzioni e sulla richiesta di elezione diretta del premier il discorso andrà allargato alla riforma della legge elettorale, è sul reddito di cittadinanza che ci si attende lo scontro più importante in maggioranza. Italia Viva contesta l'impatto del sussidio e la mancata partenza della fase 2, ovvero la capacità di creare lavoro. "O si cambia o si elimina, perché così non va". Su questo però ci si attende le barricate già annunciate dai 5 stelle. 

Reddito di cittadinanza: spesi 128mila euro per ogni posto di lavoro

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