Giovedì, 21 Gennaio 2021

Crisi di governo: Conte di nuovo al Quirinale (ma niente dimissioni)

Il presidente del Consiglio è tornato a colloquio con Mattarella. Niente dimissioni per ora ma un aggiornamento sulla situazione politica dopo il passo indietro della delegazione di Iv

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si trova al Quirinale. Ieri il premier era salito al Colle per un colloquio con il presidente della Repubblica allo scopo di riferirgli le sue intenzioni in relazione alla crisi politica apertasi dopo le dimissioni delle ministre di Italia Viva. 

EDIT ore 16,53: Conte è tornato a Palazzo Chigi dopo il colloquio con Mattarella al Quirinale. Il presidente del Consiglio assumerà l'interim dell'agricoltura dopo le dimissioni della ministra Teresa Bellanova. Mattarella ha firmato l'interim. Un comunicato del Quirinale fa sapere che"il presidente della Repubblica ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - il relativo interim è stato assunto dal presidente del consiglio dei ministri -, dalla prof. Elena bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall'on. Ivan scalfarotto, sottosegretario di stato". 

Crisi di governo: Conte al Quirinale (ma niente dimissioni)

Secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti di governo, il premier è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aggiornarlo sulla situazione politica, dopo il passo indietro della delegazione di IV. Non per dimettersi. Il quadro è infatti cambiato rispetto all'incontro di ieri: quando Conte ha visto il Capo dello Stato le intenzioni del partito renziano non erano ancora note, né al Colle né tantomeno a Conte. Inoltre oggi il premier potrebbe assumere l'interim del ministero dell'agricoltura, non di quello della Famiglia, in quanto si tratta solo di una delega da parte del presidente del consiglio a un Ministro senza portafoglio.

Le dimissioni delle due ministre di Iv, Teresa Bellanova e Elena Bonetti, dai ministeri dell'Agricoltura e della Famiglia, hanno effetti diversi l'una dall'altra dal punto di vista procedurale. Il dicastero di Teresa Bellanova è infatti un ministero con portafoglio, mentre quello di Elena Bonetti e' una delega del presidente del Consiglio che viene affidata a un ministro senza portafoglio. Se dunque Giuseppe Conte volesse assumere l'interim, lo farebbe solo per l'Agricoltura mentre per la Famiglia dovrebbe solo ritirare la delega. Se assumere o meno l'interim da parte del premier Giuseppe Conte, viste le dimissioni delle ministre di Italia Viva, è quindi un problema che riguarderebbe eventualmente soltanto il dicastero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali guidato da Teresa Bellanova. 

Il problema dell'interim dopo le dimissioni delle ministre

Il costituzionalista Francesco Saverio Marini, ordinario all'università di Roma, Tor Vergata, in un colloquio con l'Adn Kronos oggi ha spiegato che "L'accettazione delle dimissioni dei ministri di Italia Viva è stata eseguita direttamente dal premier Giuseppe Conte, con la conseguente attribuzione da parte del presidente del Consiglio dell'interim a se stesso. Un fatto, che se corrisponde al vero, ritengo sia in contrasto con la Costituzione". Conte ha affermato ieri che "....ci sono state comunque le dimissioni delle Ministre che mi sono state comunicate via mail e che accetto...". Ma "le attribuzioni ministeriali non possono andare al premier senza un decreto del presidente Mattarella che ad oggi non risulta".

Ettore Rosato (Italia Viva) poco fa a "Oggi è un altro giorno" su Raiuno ha detto che Italia Viva si aspetta da Conte un'iniziativa per ricucire: "Da Conte ci aspettiamo che prenda un'iniziativa per ricucire la coalizione. Non pensiamo di avere ragione su tutto ma una coalizione non può non avere un progetto. In tante occasioni abbiamo riconosciuto che il premier ha fatto bene. Ora, però, non c'è bisogno di un governo tentennante. Noi ci abbiamo messo il nostro rischio e la nostra faccia. Se poi Conte e la maggioranza non ci vogliono, staremo all'opposizione".  "Capisco i cittadini - afferma Rosato - che si sentono sconcertati, capisco meno i colleghi in Parlamento: la nostra posizione, anche dura, viene dopo mesi in cui abbiamo provato a dire 'bisogna muoversi da questo immobilismo'. Se avessimo guardato ai sondaggi e agli interessi di posti di governo, avremmo fatto tutt'altro. Sono altri che fanno battaglie personali, non noi. Noi abbiamo posto questioni di merito". Sul giudizio di inaffidabilità su Italia Viva, espresso da Nicola Zingaretti, Rosato ha replicato: "Non amo le polemiche ma mi dispiace che Zingaretti dica cose di questo tipo".

"Conte venga in parlamento"

Intanto il vertice del centrodestra ha dato mandato ai tre leader di interloquire telefonicamente con il Quirinale per chiedere che Conte venga in tempi rapidi in Parlamento. Lo stesso hanno fatto i gruppi di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia alla Camera e al Senato stamattina. Il premier avrebbe chiesto sette giorni di tempo, fino al 20 gennaio, per approvare il decreto ristori e altre urgenze prima di prendere una decisione sulle dimissioni. Intanto si è tenuta questa mattina la riunione dei gruppi parlamentari del MAIE, presieduta dal senatore Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri, presenti i senatori Adriano Cario, Raffaele Fantetti e Saverio De Bonis e i deputati Mario Borghese, Antonio Tasso e Andrea Cecconi. La riunione, durata un paio d'ore, è stata convocata dal presidente Merlo alla luce degli ultimi avvenimenti politici, per valutare la situazione attuale e studiare i prossimi passaggi. Dalla riunione è emerso "l'assoluto sostegno al presidente del Consiglio Giuseppe Conte".

Sono state inoltre espresse forti critiche, da parte di tutti i presenti, nei confronti di Matteo Renzi "che con la decisione di far ritirare le ministre di Italia Viva ha fatto precipitare l'Italia verso una crisi al buio, per giunta in un momento di grande emergenza sanitaria nazionale e di grave crisi economica per il Paese. Ora che il dado è tratto, si cerca di ricostruire". ''In Parlamento non cerchiamo responsabili, ma costruttori - ha detto Merlo-. Siamo convinti che una maggioranza disposta a sostenere il premier Conte sia ancora possibile, eventualmente anche facendo a meno di quegli irresponsabili che hanno messo i propri interessi personali al di sopra di quelli dei cittadini. Per questo dal MAIE-Italia23 continuiamo a lavorare per guardare al futuro e garantire anni di lavoro e di riforme per il bene del Paese e degli italiani''.

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