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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
La crisi

Il centrodestra non vota la fiducia a Draghi

La nota di Forza Italia e Lega marca la distanza con il premier

L'annuncio di Salvini e a stretto giro il comunicato ufficiale congiunto dei partiti di centrodestra di governo, poi la conferma della capogruppo azzurra Bernini: i senatori di Forza Italia, Lega e Noi Con l'Italia non parteciperanno al voto di fiducia chiesto dal presidente del consiglio Mario Draghi che aveva chiesto una larga convergenza sul programma di governo illustrato oggi a Palazzo Madama.

"Forza Italia, Lega, UDC e Noi con l'Italia hanno accolto con grande stupore - si legge nella nota - la decisione del presidente del consiglio Mario Draghi di porre la questione di fiducia sulla risoluzione presentata da un senatore - Pierferdinando Casini - eletto dalla sinistra. Il presidente Silvio Berlusconi questa mattina aveva comunicato personalmente al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Mario Draghi la disponibilità del centrodestra di governo a sostenere la nascita di un esecutivo da lui guidato e fondato sul "nuovo patto" che proprio Mario Draghi ha proposto in Parlamento. La nostra disponibilità è stata confermata e ufficializzata nella proposta di risoluzione presentata dal centrodestra di governo in Senato".

Per il governo Draghi si tratterebbe della fine, così come nei fatti finirebbe la legislatura con la salita al Quirinale del premier e il lungo percorso che porterà il nostro paese alle elezioni anticipate. 

Tuttavia c'è ancora un interrogativo che solo nelle prossime ore sarà sciolto: il voto sulla fiducia posta dal premier Mario Draghi sulla risoluzione Casini, dopo le sue comunicazioni al Senato, si gioca sul filo del rasoio e il rasoio oggi segna 142. Lo scrutinio è talmente tanto sul filo, dopo le prese di distanza di M5s, Lega e Fi dalle parole del premier infatti, che molti potrebbero non partecipare al voto. Il centrodestra di governo aveva annunciato che avrebbe dato il suo sì solo alla risoluzione presentata dalla Lega: nel dubbio se voterà contro la risoluzione Casini, se si asterrà o se non parteciperà al voto, si fanno i calcoli con il numero legale. Per essere valido, infatti, il voto del Senato deve arrivare almeno a 161 partecipanti, siano essi favorevoli, contrari o astenuti. Se si superano i 161 partecipanti al voto, la fiducia è tecnicamente concessa se i sì superano i no. Se non si superano i 161, il voto deve essere ripetuto. A questi 161 vanno però tolti i senatori in missione e il numero scende a 142, senatore più senatore meno: il dato esatto lo annuncerà la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, al momento dello scrutinio.

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