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Lunedì, 20 Maggio 2024
CRISI DI GOVERNO

Crisi di governo, ora il rischio è di finire come la Grecia

Licenziamenti di dipendenti pubblici, nuove tasse e il rischio di arrivare ai prelievi sui conti correnti: è questa la ricetta applicata dalla troika in Grecia. Una ricetta che, in caso di caduta del governo e commissariamento dell'Ue, potrebbe diventare "italiana"

Le dimissioni dei ministri del Pdl. Il governo di larghe intese che vacilla. Letta che trema. Tutto questo è stato immediatamente tradotto da Stefano Fassina, viceministro dell'Economia, in "rischio commissariamento" da parte dell'Unione europea delle casse italiane.

In pratica, senza un governo stabile, sarà la troika a fare la finanziaria 2013. La legge di stabilità verrebbe infatti stilata dal trio Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea.

E, in questo caso, si potrebbe applicare la cosiddetta proprietà transitiva. Se A è uguale a B e B è uguale a C, anche A è uguale a C. Se alla voce "A" mettiamo troika, alla voce "B" mettiamo Grecia e alla voce "C" mettiamo Italia, il gioco è fatto. Letta non farebbe in tempo a cadere che gli ispettori della troika sarebbero già in volo verso Roma. Con tutti i rischi annessi.

RISCHIO "DA TROIKA" - Tagli pesantissimi alla pubblica amministrazione, ai salari dei dipendenti pubblici e alle pensioni, privatizzazioni forzate, ricapitalizzazione delle banche e nuove tasse. Sono queste solo alcune delle misure che la troika ha imposto alla Grecia in cambio degli aiuti necessari ad evitare la bancarotta. Misure che, senza stabilità politica, potrebbero riproporsi anche per l'Italia se gli ispettori di Ue, Bce e Fmi dovessero sbarcare anche a Roma. 

COME IN GRECIA - In fondo, sono queste le cure - estreme e antipopolari - già adottate in Irlanda, Portogallo e Grecia. Dopo i "PIG", toccò a Cipro. Ora potrebbe essere il turno dell'Italia che, con i drastici sacrifici decisi nel 2012 dal governo Monti, era riuscita finora a evitare il commissariamento. Nel Belpaese, per ora, le pressioni internazionali si sono infatti limitate alla lettera inviata a doppia firma all'allora governo Berlusconi da Jean Claude Trichet e Mario Draghi (presidenti uscente e in pectore della Bce) il 5 agosto del 2011. 

IL PIANO "B" DEI POTENTI: "SENZA LETTA LA FINANZIARIA LA FA LA TROIKA"

SCENARI - In Italia difficilmente si arriverebbe al prelievo forzoso sui conti correnti adottato a Cipro, ma con ogni probabilità le istituzioni internazionali potrebbero chiedere sforzi notevoli sulle riforme strutturali, sulla lotta all'evasione fiscale, sulla spending review e sul ridimensionamento dell'apparato pubblico. Oltre che sul cuneo fiscale,.

LA RICETTA - Come ha ripercorso l'Ansa in una dettagliata scheda, "Ocse, Ue e Fmi chiedono a ripetizione uno spostamento della pressione fiscale dal lavoro e dalle imprese ai consumi. La ricetta greca ha imposto ad Atene una maxi-manovra da 13,5 miliardi di euro in due anni così composta: 11,5 miliardi di tagli e 2 miliardi di aumento di tasse, compreso proprio l'aumento dell'Iva". 

IN GRECIA (SCHEDA ANSA) - La scure ad Atene si è abbattuta prima di tutto sui dipendenti pubblici (insegnanti, poliziotti, medici, impiegati), che hanno visto ridursi i salari del 20% e il loro numero diminuire di giorno in giorno. La troika ha disposto l'aumento dell'età pensionabile e la riduzione di tutte le pensioni sopra i mille euro, l'adozione di una speciale tassa di solidarietà e di nuove addizionali sul reddito. I tagli non hanno risparmiato il settore privato, a cominciare dal dissestato sistema bancario, obbligato a ricapitalizzazioni e a riduzioni dei dipendenti. A tutto campo la lotta all'evasione fiscale e le privatizzazioni, rese forzate da un programma di dismissioni che ha interessato tutti i settori: dall'energia fino al totocalcio.

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