Crisi di governo, tre scenari possibili dopo la "mezza retromarcia" di Salvini

Il leader della Lega starebbe lanciando segnali agli ex alleati. Maroni, vecchia volpe della politica, "si aspetta sorprese". Ci sono tre vie d'uscita possibili: Conte bis con l'attuale maggioranza (e Mef a Giorgetti), elezioni a ottobre oppure nuovo governo Pd-M5s

Matteo Salvini (Ansa)

Secondo Luigi Di Maio Matteo Salvini si è già "pentito" di avere innescato la crisi di governo, ma ormai la "frittata è fatta". Ma davvero, come insistono indiscrezioni e voci delle ultime ore, il leader della Lega starebbe lanciando segnali agli ex alleati e sarebbe pronto a una clamorosa retromarcia? Unica certezza: Salvini ha provato l'azzardo di ottenere elezioni subito, e con ogni probabilità non ce l'ha fatta. 

Retromarcia di Salvini? Ecco come stanno le cose

I rumors sulla retromarcia di Salvini nascono da una sua dichiarazione. Le cose sono andate così: "Il mio telefono è sempre acceso", ha risposto Matteo Salvini, da Castelvolturno, a una domanda su eventuali possibilità di ricucire lo strappo con i pentastellati. Pochi istanti prima aveva detto di voler continuar a essere ministro dell’Interno a lungo. "Questo governo si è fermato sui troppi no: alla Tav, all’autonomia, alla riforma fiscale, alla riforma della giustizia. Di no l’Italia muore, un governo muore, abbiamo bisogno di sì, se qualcuno dice sì ragioniamo". Troppo poco per considerarla una vera e propria riapertura, perché nonostante il teatro dell'assurdo non sia ormai estraneo (da tempo) alla politica italiana, pensare che la crisi di governo possa rientrare, e che un governo Lega-M5s possa proseguire la sua strada, magari con un mini-rimpasto, appare davvero al di là della realtà. Mai dire mai, in ogni caso.

Maroni: "Mi aspetto nuove sorprese, può succedere di tutto"

"Ferragosto in politica è il periodo dei colpi di Stato, non certo dei colpi di testa. Conoscendo la rapidità di manovra di Matteo Salvini, che è capace di muoversi alla velocità della luce e finora le ha sempre vinte tutte, non mi stupirei se ci riservasse, da qui a martedì, nuove sorprese. Può succedere di tutto...". Lo dice all'Adnkronos Roberto Maroni, che, tuttavia, 'confessa': "Mi sarei aspettato che Conte si dimettesse, ma così non è stato. E questo complica lo scenario".

Per il predecessore di Matteo Salvini alla guida della Lega, "qui il problema è il fattore tempo: ricordiamoci del 2010, quando Fini sfiduciò Berlusconi ma poi commise l'errore di lasciar passare troppo tempo, dando tempo a Berlusconi di riorganizzare le sue truppe...". Maroni, che ricorda come nel '94 Bossi dopo aver sfiduciato Berlusconi ritirò i suoi ministri tranne lo stesso Maroni dal Viminale per "garanzia democratica", nessuna strada sembra decisa: "Salvini oggi ha sfumato la risposta alla domanda se con M5S è tutto finito, ha detto 'vedremo', 'ogni giorno ha la sua pena' ecc. Insomma -conclude- se fosse la schedina del Totocalcio mi giocherei una tripla 1-X-2: dove 1 sta per Conte bis con l'attuale maggioranza (magari con il Mef a Giorgetti e Tria commissario Ue); X sta per elezioni a ottobre; 2 sta per governo Pd-M5S. Vincerei di sicuro...".

Di Maio: "Salvini pentito, ma la frittata è fatta"

"Il 20 agosto noi ministri del Movimento 5 Stelle saremo al fianco di Giuseppe Conte in aula per sostenerlo contro la sfiducia della Lega. Li aspettiamo al varco". Lo scrive su Facebook il leader del M5S, Luigi di Maio, secondo il quale Salvini "ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi". "Ora è pentito - si legge - ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino!". "Per quanto riguarda la risposta a Conte ('Me lo dica in faccia') siamo al paradosso. Parla lui, che in faccia a noi non ha mai detto nulla. Parla lui, che ha mandato tutto all’aria senza una motivazione, annunciando la crisi di governo da uno stabilimento balneare dopo essersi preso due settimane di ferie".

"Questo è stato il Governo che ha ridotto il numero di sbarchi in Italia, grazie al lavoro di tutti- sottolinea ancora il leader dei 5Stelle - Salvini di punto in bianco ha deciso di farlo cadere, in pieno agosto, senza alcuna spiegazione e senza nessun preavviso agli italiani. Quindi è inutile che ora sbraita, è colpa sua se oggi ci troviamo in questa situazione. E il Paese è più debole anche per i ricollocamenti degli immigrati negli altri Stati europei".

Secondo di Maio, Salvini ha aperto la crisi "solo per il consenso", continua il vicepremier, "una crisi che, peraltro, ora rischia di far aumentare l’Iva a milioni di famiglie e che potrebbe mandare a casa migliaia di lavoratori: non riesco ad approvare il decreto per fermare chiusura di Whirlpool a Napoli e altre questioni pendenti".

"Lo ha fatto per qualche sondaggio? Non solo! Anche perché stavamo per togliere le concessioni ai Benetton e stavamo per tagliare 345 parlamentari che lui non vuole tagliare più". Quindi l'accusa a Salvini di essere attaccato alla poltrona: "C’era un contratto, lui lo ha strappato. Non solo: adesso ha chiesto anche di sfiduciare il governo stesso di cui fa ancora parte, visto che non si è dimesso. Anche su questo, giorni fa aveva tuonato 'siamo pronti a dimetterci tutti, vedrete...'. Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona... Deve far comodo, evidentemente, avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge!", tuona Di Maio, secondo il quale Salvini ha scelto di sostenere "i colossi" e "le multinazionali che sfruttano il nostro Paese e i cittadini".

Di Battista sta con Di Maio: "Salvini dà cenni di pentimento"

"Il ministro del tradimento inizia a dare cenni di pentimento”, ha commentato ieri Alessandro Di Battista. “Forse gli sta passando l’hangover provocato dalla settimana ‘papeetiana’ o forse una serie di ministri leghisti ai quali aveva promesso scatti di carriera, potere assoluto e mesi di open bar iniziano a lamentarsi. C’è il rischio che perdano la poltrona e stanno tutti in fibrillazione”.

Secondo Di Battista (ormai pienamente rientrato nell'agone politico-mediatico dopo le 'avventure letterarie sudamericane') dietro le nuove strategie di Salvini, ci sarebbe addirittura l’ex senatore Fi Denis Verdini: “Oltretutto pare che il suocero Verdini sia stato avvistato in un ristorante romano con i capigruppo della Lega Nord di Camera e Senato (che brutta fine!) a parlar di strategia politica e di conservazione del potere ad ogni costo. Salvini ha tradito, ha creato disordine e adesso non sa che fare. Altro che uomo forte al comando. Fino al 20 agosto vada in vacanza”.

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alessandro di battista ansa-2

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