La crisi di Governo fa scoppiare il Pd (sulla scia dei nuovi sondaggi)

Quella che era iniziata come la crisi del Governo Conte rischia di diventare la crisi del Pd. Cosa succederà? Ne abbiamo parlato con Lorenzo Pregliasco analista di Youtrend: "Molto del pallino è nelle mani di Forza Italia, Zingaretti tra due fuochi"

Matteo Renzi con Nicola Zingaretti. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Quella che era iniziata come la crisi del Governo Conte rischia di diventare la crisi del Pd: l'invito di Matteo Renzi a tutte le forze politiche che vogliano dar vita a un "governo istituzionale" ha infatti lasciato scorie dentro il più grande partito di centrosinistra italiano. Se l'attuale segretario Nicola Zingaretti ha formalmente in mano il partito, il suo "invito ad andare alle elezioni anticipate" rischia di non trovare il pieno riscontro nel gruppo parlamentare "dem" che è espressione delle correnti di maggioranza della vecchia segreteria renziana. 

Nicola Zingaretti, parlando al Nazareno, si è visto costretto a rivolgere un appello all'unità del partito democratico. Poche ore prima l'ex ministro ora europarlamentare Pd Carlo Calenda aveva parlato di una scissione già - di fatto - aperta. "Dovremmo votare con M5S un governo istituzionale che dura sei mesi per poi dare a Salvini il 60% e terremotare il Pd... non ne capisco la logica. Lo capisco dal punto di vista di Matteo Renzi che ha bisogno di più tempo per fare il suo partito" ha aggiunto.

"Io cercherò di costruire un fronte repubblicano, come sto dicendo da mesi, ma insieme al Pd. Si può anestetizzare questa ferita solo rilanciando un grande progetto politico che al momento anche Zingaretti mi sembra non stia lanciando. Se vuole fare il segretario del Pd e non l'amministratore straordinario della liquidazione".

Intanto il senatore di Rignano dopo il rifiuto di Zingaretti incassa gli insulti di Beppe Grillo che lo definisce avvoltoio. La rispota dell'ex permier in un tweet in cui rilancia il progetto di "governo istituzionale". 

Dai radicali arriva il primo sì alla proposta renziana.

Da Forza Italia dopo l'apertura di Salvini a un nuovo "patto per l'Italia del sì" arriva una prima bozza di strategia. Gli azzurri sono terrorizzati dall'andare alle urne con i sondaggi che danno il partito di Berlusconi al minimo storico e la parlamentare Michaela Biancofiore invita Salvini a salire al Quirinale per "farsi dare l'incarico ora dal Presidente Mattarella, dopo l'eventuale sfiducia a Conte"

"Salvini ha una maggioranza nettissima : l'appoggio di tutto il centro destra unito, delle autonomie, della maggioranza del gruppo misto e anche di gran parte del movimento 5 stelle"

La prima prova delle forze in campo sarà rimandata al voto del Senato. Come spiega l'ex presidente Piero Grasso Salvini vorrebbe votare la mozione di sfiducia prima di ferragosto, gli altri partiti intorno al 20. Ma Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Senato non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre un'accelerazione della crisi. E anche in assenza di molti parlamentari per procrastinare la parlamentarizzazione della crisi sarò semplice far mancare il numero legale per il blitz sul calendario.

Il piano Ursula: il patto Renzi-Grillo-Berlusconi per evitare le elezioni

Cosa succederà quindi? Ne abbiamo parlato con Lorenzo Pregliasco analista di Youtrend/agenzia Quorum.

Calenda questa mattina lo ha detto senza giri di parole: la crisi di governo è diventata una crisi del Pd. Renzi può tentare lo strappo? Quali sono i numeri in parlamento dei renziani?

"Il teatro della crisi è anche e soprautto il pd perchè vi sono interessi divergenti del Pd. L'interesse del partito è quello di andare alle elezioni per avere una rappresentanza parlamentare coerente con la nuova dirigenza. Renzi ha ad oggi circa due terzi dei senatori e poco più della metà dei deputati, secondo le nostre stime".

Quanto può pesare un piano Ursula sul consenso del Pd?

"Un piano Ursula potrebbe pesare in termini di consenso per il Pd benché sia nel dna del partito il richiamo al senso di responsabilità. Renzi per questo si sta spendendo nei termini di evitare di consegnare il Paese a Salvini e disinnescare l'aumento dell'Iva".

Per Renzi potrebbe rappresentare il redde rationem...

"Il consenso dell'ex premier pensa molto meno di quanto pesano i "suoi" gruppi parlamentari in termini di eletti e capacità di influenzare le scelte in Parlamento. Per semplificare Renzi pesa molto più nel Palazzo che non nell'opinione pubblica. Questa mossa lo mette al centro dello scacchiere politico sottraendo centralità e legittimità a Zingaretti."

"Molto del pallino è nelle mani di Forza Italia, mentre Zingaretti appare stretto tra due fuochi." 

Secondo la vostra ultima supermedia quale potrebbero essere i numeri del nuovo parlamento se si andasse al voto tra ottobre e novembre?

"La costante, in tutti gli scenari, è una netta prevalenza della Lega (sia in coalizione con il centrodestra sia da sola) nei collegi del Centro-Nord; così come risulta sempre in vantaggio il centrosinistra nei collegi a cavallo tra Firenze e Bologna, nonché in quelli più centrali delle grandi città.

Il Sud invece a rappresentare l’interrogativo maggiore al variare degli scenari. Un centrodestra unito, stando alle nostre stime, avrebbe l’opportunità di vincere (o meglio: stravincere) anche nella quasi totalità dei collegi meridionali. Il discorso cambia qualora della coalizione non dovesse far parte Forza Italia".

elezioni centrodestra unito senato-2

Se Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si presentassero uniti alle prossime elezioni - nota Pregliasco - la coalizione si affermerebbe come la forza dominante nella quasi totalità del Paese, e con margini molto ampi. Le uniche eccezioni l’area intorno a Napoli – in cui il Centrodestra dovrebbe vedersela con il M5S – quella tra Firenze e l’Appennino Tosco-Emiliano, aree di storica matrice di centrosinistra, e alcuni collegi urbani delle grandi città, come ad esempio quelli di Torino, Milano, e Roma. 

elezioni centrodestra unito camera-2

Elezioni anticipate, chi vincerebbe secondo gli ultimi sondaggi

Se si andasse ad elezioni anticipate con le stesse coalizioni del 2018 secondo gli ultimi sondaggi elaborati da Youtrend la coalizione di centrodestra otterrebbe una maggioranza schiacciante sia alla Camera (con 416 seggi su 618) che al Senato (210 seggi su 309) con oltre i 2/3 dei seggi totali.

Il gruppo di opposizione più consistente sarebbe quello di centrosinistra (cioè del Partito Democratico, unico partito dell’area progressista con più del 3% dei voti) con 119 seggi alla Camera e 57 al Senato, mentre il Movimento 5 Stelle eleggerebbe solo 81 deputati e 40 senatori.

Un anno di governo Conte e tutte le misure a rischio "per crisi" 

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