Lunedì, 8 Marzo 2021
Conte tra bis e tris

Il governo ad un passo dalla crisi: Renzi piccona e il Pd non difende più Conte

A spingere sull'acceleratore è sempre il leader di Italia Viva che rilancia su uno dei temi più spinosi e più invisi ai 5 stelle: l'utilizzo dei fondi del Mes. Dal Pd nessun assist al premier ma Zingaretti chiede un cambio di passo

"Provo imbarazzo nel parlare di questioni che non c'entrano nulla con l'emergenza sanitaria". Con una battuta che esprime il pensiero di molti il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia racconta della crisi di governo, una crisi che occupa le prime pagine dei giornali e che ora i partiti di maggioranza stanno cercando di risolvere.

A spingere l'acceleratore sulla crisi di governo è sempre il leader di Italia Viva, il senatore Matteo Renzi. L'ex premier anche oggi non ha smesso di puntellare di richieste i colleghi di governo e dopo aver ottenuto un passo indietro di palazzo Chigi sulla delega ai servizi segreti, rilancia su uno dei temi più spinosi e più invisi ai 5 stelle: l'utilizzo dei fondi del Mes.

Crisi di governo, che cosa succede

"Nei palazzi romani si smetta di chiacchierare e si diano più risorse alla sanità col Mes per comprare i vaccini e portarli non solo negli ospizi ma anche nelle scuole: finché non vacciniamo anche i giovani non ripartiremo - ha detto il leader Iv, Matteo Renzi, al Tg5 - L'Europa ci dà tanti soldi, possiamo spenderli bene o continuare con le mance? È tempo di passare dalle chiacchiere ai fatti".

"Siamo di fronte a un piano che pensa più al presente che non al futuro, speriamo che lo cambino seguendo i suggerimenti di Draghi".

Tre giorni prima della crisi

Cosa succederà dunque?  L'ex premier fa sapere di non aver sentito né il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, né il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dal Partito Democratico in attesa del confronto previsto in consiglio dei ministri, nel pomeriggio è arrivata una nota del segretario Zingaretti che indica la strada per evitare una crisi dagli esiti imprevedibili.

"Rimaniamo contrari a posizioni politiche che risultano incomprensibili ai cittadini e che nel nome del rilancio rischiano di destabilizzare la maggioranza di governo - si legge - Sono mesi che il pd chiede apertamente e lavora per un rilancio dell’azione di governo, in sintonia con tutti gli alleati. L’obiettivo era ed è quello di un rafforzamento della maggioranza attorno al presidente Conte e, come avevamo deciso insieme, il varo di un “patto di legislatura” per dare alla maggioranza una visione definita ed unitaria del cambiamento necessario all’Italia.

Per la segretaria del Pd Conte potrà restare premier a patto di rilanciare il governo, ma nessun assist vista la reiterata richiesta di dare nuovo slancio all'azione dell'esecutivo. Oggi pertanto l'imperativo è tentare di rimettere insieme i cocci prima delle formalizzazione di una crisi con le dimissioni dei ministri Teresa Bellanova, Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto, portando l'interno governo davanti al Parlamento per il voto di fiducia. Senza i voti di Italia Viva la sfiducia si paleserebbe e si aprirebbe una crisi di governo che potrà essere pilotata dal Quirinale. 

Quali sono quindi i tempi? Entro giovedì 7 gennaio ci si attende una svolta sui temi di principale dissenso (Recovery Fund, Mes e Servizi). Se Italia Viva ritirerà la sua delegazione e si aprirà una formale crisi di governo. 

Se Conte salirà quindi al Quirinale per dimettersi, il presidente della Repubblica potrebbe affidargli il reincarico di formare un nuovo governo con Italia Viva e un robusto rimpasto nella lista dei ministri e dei vicepremier. Ipotesi più difficili vedono un cambio di guardia a palazzo Chigi con un nuovo premier retto dalla stessa maggioranza, oppure un governo di larghe intese, retto da parte delle forze di centrodestra. E allora spunterebbe il nome di Mario Draghi.  

Il M5s a Renzi: "Irresponsabile"

Dura la presa di posizione del capo politico pentastellato Vito Crimi e del capo delegazione del Movimento Alfonso Bonafede. "In una fase così difficile come quella che stiamo vivendo - dicono i due dirigenti 5 stelle - i cittadini italiani non vogliono sicuramente vedere una politica che litiga, ma esclusivamente impegnata ad affrontare e risolvere i problemi. Oggi parlare o paventare una crisi di governo sarebbe incomprensibile e irresponsabile". 

Articolo aggiornato alle 20:05, il cdm convocato alle 21:00

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