Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

"Mai più con lui, chi ha tradito una volta è pronto a rifarlo": Trenta contro Salvini

Il ministro della Difesa Trenta (M5s): "Ho assoluta fiducia nel Presidente Mattarella e nella capacità di negoziazione del premier Conte". Calderoli: "All'80 per cento si torna a votare". Macaluso: "Pd incapace di concepire se stesso fuori dal governo"

In attesa del martedì più caldo (e non certo per le temperature agostane) della storia politica italiana recente, aumentano le distanze tra Movimento 5 stelle e Lega. E nonostante sia complesso prevedere quali siano i possibili scenari, un dato sembra emergere. La "mezza retromarcia" di Salvini non ha fatto breccia nel cuore del M5s.

Trenta (M5s): "Con il leader della Lega mai più"

"Con il leader della Lega mai più. Chi ha tradito una volta, è pronto a rifarlo". Così il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in una intervista a La Stampa in cui spiega che la "politica dei porti chiusi e dei muri che non funziona, serve semmai più Europa". "Ci sono ancora così tanti dossier aperti - osserva il ministro - sui quali stavo lavorando, soprattutto per il personale della Difesa, e che temevo di dover abbandonare incompiuti. Ma tanta gente ci sta dicendo di andare avanti".

Alla domanda se tornerebbe con la Lega il ministro è chiaro: "Io penso che chi ha tradito una volta, tradirà di nuovo. E che quella della Lega sia una porta che non vada riaperta". Con il Pd "non saprei - afferma - In questo momento serve silenzio e tempo per trovare una soluzione. Ho assoluta fiducia nel Presidente Mattarella e nella capacità di negoziazione del premier Conte". "Qualsiasi governo arriverà - osserva il ministro - dovrà puntare i piedi e al tempo stesso collaborare con l'Europa. Non si può aprire a tutti,come era prima. Dall'altra parte, però, se decidiamo di aprire in un certo modo, dobbiamo avere la capacità di comunicarlo e di non creare attriti tra le fasce più deboli della popolazione".

Calderoli (Lega): "Si va al voto all'80 per cento"

Nonostante Salvini a Ferragosto abbia parzialmente riaperto al M5s, non paiono davvero esserci più margini. "Non vedo margini" per un dietrofront della Lega sulla crisi diceva solo ieri Roberto Calderoli, Lega, in una intervista al Corriere della Sera aggiungendo che le possibilità di andare al voto oscillano tra "il 70-80 per cento". "Salvini - ha ricordato - ha detto che vuole andar e al voto" e "Di Maio si è detto disponibile, a patto di votare prima il taglio dei parlamentari. Bene, di fronte ad un via libera, i 5 Stelle che fanno? Il presidente Fico fissa il voto su quel punto dopo le comunicazioni di Conte...".

Certo, ormai "mi aspetto di tutto", ha continuato Calderoli -anche se "credo che Conte parlerà in Aula e poi andrà al Quirinale a rassegnare le dimissioni". E quello che succederà dopo, ha chiarito, "è nella mani del Presidente Mattarella". La rottura provocata da Salvini "è stata una scelta giusta" perchè "ha creduto fino in fondo al contratto di governo ma quando ha capito che non c'erano più margini per ottenere risultati ha detto stop". Ha intrapreso "la strada più lineare e corretta" e chi si oppone "cerca solo di salvare la poltrona". Il senatore ha sostenuto che sostenuto che "è fattibilissimo" tagliare i parlamentari e andare poi subito al voto, "non ci sono ostacoli dal punto di vista costituzionale".

Laforgia (Leu): "Salvini si dimetta, crisi strampalata"

"Si metta fine alla crisi più strampalata e irresponsabile della storia di questo Paese. Salvini si dimetta e si restituisca la parola alla Costituzione". Così su twitter il senatore di Leu e coordinatore nazionale di éViva Francesco Laforgia.

Macaluso: "Pd malato di governismo"

"Un partito deve tendere a governare un paese, altrimenti non è un partito. Insomma, è giusto, ma se questo obiettivo diventa il tutto, e finisce come è finito in questi anni ogni rapporto con la società, diventa un errore. E questo dimostra che anche il Pd sta dentro la crisi, ammalato di governismo. È incapace di concepire se stesso fuori dal governo". Lo dice Emanuele Macaluso che, in un'intervista all''Huffington Post' critica l'apertura dem ai Cinque stelle.

All'osservazione che il rischio sarebbe che con elezioni Matteo Salvini farebbe l'asso pigliatutto delle istituzioni, Macaluso replica: "E l'alternativa sarebbe fargli prendere di più tra qualche mese, dopo una devastante campagna contro quelli che 'hanno paura del popolo', 'il Governo degli sconfitti', 'i perdenti attaccati alle poltrone'?". Né suona convincente per Macaluso la proposta di Bettini per un patto di legislatura: "Qui non stiamo mica al Consiglio comunale di Roma. Hai mai sentito che, quando nasce un governo, si dice che 'nasce per tre mesi'? Tutti dicono che durerà una legislatura. Poi arrivano le pene quotidiane. Ricordo che Di Maio e Salvini, dieci giorni fa, dicevano 'dureremo quattro anni'. Dopo tre giorni c'era la crisi di governo…".

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