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Martedì, 24 Maggio 2022
Crisi economica

Crisi, "toccato il fondo del baratro": nel 2013 Pil -1,9%

Dati spaventosi quelli del Centro studi Confindustria. E anche dalla Corte dei Conti è allarme: "Restano segnali di debolezza per il nostro Paese, recessione sta erodendo il potenziale produttivo"

E' stato Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, a suonare per primo l'allarme: "Nel 2013 il Pil dovrebbe diminuire dell'1,9%". Con queste parole il numero uno degli industriali, in diretta a Radio anch'io, ha anticipato quanto riportato nelle previsioni del Centro studi Confindustria.

"Purtroppo le nostre previsioni si stanno rivelando sempre vere. Credo comunque che nella seconda parte dell'anno vedremo un cambiamento di segno, dovrebbe terminare la discesa". Parole chiare, che però non scalfiscono la fiducia che Squinzi nutre nel governo delle larghe intese. Certo, "esiste sempre il pericolo che il governo possa cadere" ma "ho fiducia in Letta: al momento è l'unico governo possibile. Mi auguro che possa continuare la propria azione. Magari la velocità non è elevata ma sta facendo molti passi nella direzione giusta".

I DATI.  Il Pil chiuderà il 2013 con un -1,9% per segnare nel 2014 un +0,5%. Sono le previsioni del Centro studi di Confindustria, presentate oggi, che aggiornano "nettamente al ribasso" le stime elaborate nel dicembre scorso che prevedevano un Pil 2013 allo -1,1% e un Pil 2014 al 0,6%. Ma per gli economisti di viale dell'Astronomia il "fondo è stato toccato" considerato che "la perdita di quest'anno è quasi per intero dietro alle spalle", si legge nel Report, essendo il risultato incorporato nella pesante eredità del 2012: "ciò significa che oltre l'80% della caduta prevista è già stata registrata", dice ancora il Csc.

IN SEI MESI SPARIRANNO 17 MILA IMPRESE

LE PREVISIONI 2013. Pil -1,9%; Consumi famiglie -3%; Investimenti lordi fissi -5,8%; Esportazioni 1,3%; Importazioni -3,9%; Saldo commerciale 2,6%; Occupazione totale -1,6%; Tasso disoccupazione 12,2%; Prezzi al consumo 1,6%; Retribuzione totale economia 1,5%; Saldo primario P.A. in percentuale Pil 2,3%; Indebitamento P.A. in percentuale Pil 2%; Debito P.A. in percentuale Pil 131,7%

LE PREVISIONI 2014. Pil 0,5 %; Consumi famiglie -0,3%; Investimenti lordi fissi 12,6%; Esportazioni 1,7%; Importazioni 1,1%; Saldo commerciale 3,5%; Occupazione totale -0,4%; Tasso disoccupazione 12,6%; Prezzi al consumo 1,7%; Retribuzione totale economia 1,5%; Saldo primario P.A. in percentuale Pil 3,0%; Indebitamento P.A. in percentuale Pil 2,6%; Debito P.A. in percentuale Pil 132,4%.

NEL 2013 "SPARIRANNO" 4 MILA EURO A FAMIGLIA

ALLARME CORTE CONTI - A portare ancora più giù il "morale" dell'economia italiana ecco le parole del presidente delle Sezioni riunione della Corte dei Conti, Rita Arrigoni, in occasione della relazione sul Rendiconto 2012: "Restano segnali di debolezza per il nostro Paese. La recessione sta erodendo il potenziale produttivo" e nel 2012 il Pil è regredito "al di sotto del livello registrato nel 2009".

PRESSIONE FISCALE CHOC: "E' AL 53%"

Secondo la magistratura contabile nell'orientare le leve del bilancio pubblico "verso obiettivi più ampi che non quelli di assoluta austerità, occorre non indulgere in una lettura troppo ottimistica del quadro tendenziale dei nostri conti". Bisogna invece conservare la consapevolezza che il livello crescente di stock di debito "non consente di intraprendere in modo meno che rigoroso il percorso fatto in termini di risanamento".

Per la magistratura contabile è evidente che va assegnato un maggior peso alla crescita economica e all'occupazione, in particolare quella giovanile, ma dalla lettura attenta dei dati di finanza pubblica si deve concludere che occorre "un'assoluta cautela nella valutazione dei margini di flessibilità e delle possibilità di deroga al patto europeo".

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