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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Crisi economica

Crisi e tasse: nel 2013 "spariranno" 4mila euro a famiglia

Secondo i dati Confesercenti nell'anno in corso il potere d'acquisto delle famiglie crollerà ulteriormente: "Già tagliata la propria spesa per 6mila euro"

La situazione è grave. Gravissima. E "Senza azioni incisive da parte del governo" e con una situazione economica ancora di grave crisi, "nel 2013 ogni famiglia vedrà ridotto il proprio potere d'acquisto di 4mila euro". E' quanto emerge da uno studio di Confesercenti presentato in occasione dell'assemblea annuale.

Il segno meno continua così a essere una costante per le famiglie italiane: "Dal 2008 il reddito disponibile delle famiglie si è contratto di 98 miliardi di euro".

SCENARIO 2013 - Come? Semplice. Ecco il calcolo: "Il reddito disponibile delle famiglie, che fra il 2008 e il 2012 aveva registrato una flessione dell'ordine di 94 miliardi, aumenta la sua flessione fino a 98: nel 2013, dunque, ogni nucleo familiare - ha stimato Confesercenti - vedrà mediamente ridotto di quasi 4 mila euro il proprio potere d'acquisto; una riduzione che si va a sommare a quelle subite nei cinque anni precedenti".

ANALISI 2008-2013 - In sei anni, dal 2008, ogni famiglia italiana ha tagliato la propria spesa per 6mila euro circa, calcola Confesercenti. Con una situazione economica immutata, nel 2013 il crollo dei consumi sarà ancora più marcato. "Agli 85 miliardi svaniti fra il 2008 e il 2012 si andrebbe a sommare la flessione attesa per il 2013: altri 60 miliardi rispetto al livello pre-crisi. In sostanza, gli oltre 145 miliardi di consumi 'persi' negli ultimi sei anni, sottintendono una contrazione di spesa pari, mediamente, a quasi 6mila per ciascuna famiglia italiana".

E se la situazione economica resterà immutata, nel 2013 "l'inerzia accentuerà in modo drammatico le già pesanti performance registrate nei cinque anni di crisi che sono alle nostre spalle (2008-2012)". Il Pil subirebbe così, nel 2013, un'ulteriore caduta per circa 20 miliardi, portando a 126 miliardi la perdita accumulata dal 2008. Si accentuerebbe, poi, la caduta dell'occupazione, che porterebbe a 1, 6 milioni i posti di lavoro persi a partire dal 2008. "La flessione coinvolgerebbe in egual misura (6%) il lavoro dipendente e quello indipendente (oltre 434 mila unità perdute)", ha calcolato l'associazione.

EFFETTI DELLA "STANGATA FISCALE" - Inoltre, per Confesercenti, con la situazione economica immutata la pressione fiscale salirà al 44,4% del Pil portando a quota 621 euro la stangata 'fiscale' che si è abbattuta su famiglie e pmi da sei anni. Senza azioni incisive "la pressione fiscale subirebbe un ulteriore aumento, portandosi al 44,4%". Aumenterebbe, soprattutto, il prelievo sui soggetti Irpef (persone fisiche e Pmi a base personale): "da un lato, in modo esplicito, per effetto degli aumenti di addizionale deliberati da Regioni e Comuni (205 euro il maggior onere che risulterà a carico del contribuente "medio" a fine 2013, rispetto a sei anni prima); dall'altro attraverso il fiscal drag, un maggior prelievo di ben 416 euro (sempre a livello di contribuente medio) prodotto solo dal rigonfiamento monetario del reddito (invariato in termini reali) e pur in presenza di una struttura Irpef rimasta ferma al 2007".

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