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Venerdì, 27 Maggio 2022
Politica

Reato di tortura, Amnesty International: "Non è una buona legge"

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia non nasconde la delusione: "Quella approvata oggi dal Parlamento, che introduce con quasi 30 di ritardo il reato specifico di tortura nel codice penale ordinario, non è una buona legge"

Dopo l'approvazione in via definitiva da parte della Camera dei deputati della legge sul reato di tortura Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia non nasconde la delusione: "Quella approvata oggi dal Parlamento, che introduce con quasi 30 di ritardo il reato specifico di tortura nel codice penale ordinario, non è una buona legge. É carente sotto il profilo della prescrizione".

"Inoltre, la definizione della fattispecie è confusa e restrittiva, scritta con la preoccupazione di escludere anziché di includere in sé tutte le forme della tortura contemporanea. Permette tuttavia di compiere un passo avanti, anche se incompleto, verso l'attuazione dell'obbligo di punire la tortura imposto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984".

"Nella misura in cui pone fine alla rimozione della tortura, alla sua indicibilità, la legge permette di superare quella situazione di grave inadempimento per cui i giudici italiani erano costretti a mascherare una delle più gravi violazioni dei diritti umani da reato banale, a volte da mero abuso d'ufficio, con la conseguenza di punirla in modo lieve o di non punirla affatto per effetto della prescrizione". "Se la definizione accolta non può soddisfare, l'ipotesi di rinviare per l'ennesima volta, nella vaga speranza che un nuovo parlamento sapesse fare ciò che nessuno dei cinque precedenti aveva fatto, sarebbe servita solo a chi - e sono ancora in molti - il reato di tortura non lo ha mai voluto, senza se e senza ma e in qualsiasi modo definito, considerandolo contrario agli interessi delle forze di polizia".

"Meglio nulla che una legge inutile": a pensarlo è Ilaria Cucchi, presidente dell'associazione Stefano Cucchi Onlus, che giudica questa legge "un'offesa". "Nel Paese del caso Cucchi e di tutti gli altri casi di persone che sono cadute e cadono ogni giorno vittima di un sistema che nella sua illegalità diffusa si dimostra spesso violento, il Parlamento italiano, a quasi 30 anni dalla firma della convenzione Onu oggi approva una legge inutile e inapplicabile", ha sottolineato Ilaria Cucchi. Così "lo Stato italiano può torturarti una sola volta e non essere punito, per poter essere perseguiti per questo reato occorre dimostrare che la violenza si sia perpetrata in più condotte. Questo nella pratica significa che quasi nessuno potrà essere perseguito".

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