Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica e polemiche

L'Espresso, ora sono guai: Crocetta chiede 10 milioni di danni

L'annuncio dell'avvocato Vincenzo Lo Re: "Avvieremo un'azione civile risarcitoria, che è molto più veloce di quella penale. Se qualcuno ha quell'intercettazione, la tiri fuori. Intanto il procuratore è stato costretto a dichiarare che non esiste"

PALERMO - "Se qualcuno ritiene di avere l'intercettazione, la tiri fuori, la faccia ascoltare non solo a giornalisti amici ma a tutti. Così capiamo se si tratta di una polpetta avvelenata o se esiste realmente". Così l'avvocato Vincenzo Lo Re, legale del presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, incontrando la stampa per fare il punto sulle azioni giudiziarie che il governatore dell'isola intende adottare a seguito della diffusione della presunta intercettazione di Matteo Tutino, in cui il suo medico personale avrebbe detto che Lucia Borsellino "va fatta fuori come il padre".

L'avvocato ha reso noto poi che "chiederemo dieci milioni di euro di danni. Ai due giornalisti autori dell'articolo, al direttore del settimanale, per omesso controllo e per avere riconfermato la notizia, smentendo la Procura di Palermo".

Da una settimana Crocetta viene descritto, contrabbandato, come un silenzioso concorrente morale nel tentativo di rimuovere la scomoda presenza di Lucia Borsellino dall'assessorato alla Salute con metodi stragisti - ha detto Lo Re - Da una settimana a questa parte siamo passati poi dall'ipotesi di concorrente morale all'ipotesi del gossip sul totonomine di direttori generali e sanitari.

Quindi l'avvocato ha aggiunto: "Il procuratore di Palermo è stato costretto a dichiarare che non esiste l'intercettazione né in questo procedimento, né in altri procedimenti, né segretata né non segretata. Non possiamo che prendere atto di questo atto. Tra l'altro L'Espresso non ha ventilato l'ipotesi che potesse essere un'intercettazione nelle mani di altre Procure per altre indagini".

Intanto, slitta a giovedì mattina alle dodici l'intervento di Rosario Crocetta all'Assemblea regionale. Altre 48 ore che inevitabilmente faranno salire l'attesa a Palazzo dei Normanni e il termometro della tensione politica siciliana, dove il clima si fa sempre più teso tra quanti chiedono al governatore un passo indietro, e quanti sembrano determinati a rinnovare la fiducia al presidente.
 

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