Mercoledì, 23 Giugno 2021
La polemica

Il caso Crocetta: tra intercettazioni e "dossieraggi"

Continua la polemica che ha travolto il governatore della Sicilia. L'Espresso: "Dialogo esiste ma non fa parte di atti pubblici". Lui si difende: "Ho toccato affari "scomodi"

ROMA - Da una parte c'è uno dei maggiori organi di stampa: l'Espresso. Dall'altra uno dei politici più in vista: il governatore siciliano Rosario Crocetta. "Non c'è dubbio. C'è stata un'azione di dossieraggio contro di me. Mi hanno distrutto, ucciso, perché è questo che volevano: farmi fuori, eliminarmi". Così Crocetta spiega, in un'intervista a Repubblica, l'episodio dell'intercettazione della telefonata con il suo medico personale che parla della necessità di "far fuori come il padre" l'allora assessore Lucia Borsellino.

LA DIFESA - L'esponente del centrosinistra, che si è autosospeso, ribadisce la sua estraneità alla vicenda: "Io non ho mai sentito questa frase di Tutino. Non ricordo assolutamente nulla del genere. Forse in quel momento non prendeva bene il telefono, ma io no so di cosa si stia parlando. Non escluso che lui l`abbia detta, aveva un rapporto molto conflittuale con la Borsellino, ma di questa storia io non so nulla. Se avessi sentito quella frase non so... avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati".

"HO TOCCATO INTERESSI" - Crocetta precisa che non ha sentito la Borsellino e quanto alla sua posizione personale, dice, "In questo momento non mi interessano i giochetti della politica, qui è in ballo la mia onorabilità. Ed è questa che voglio difendere". E aggiunge: "Quello che dico è che tutti devono stare più attenti in certi giudizi e nel dare seguito a certe voci". E ancora:

In tanti vogliono le mie dimissioni, io so quello che ho fatto in questi anni, gli interessi che ho toccato, gli affari che ho interrotto. Ma non sono uno attaccato alla poltrona, non sono come Cuffaro che da indagato è rimasto in carica. Non intendo mettere la Sicilia nella condizione di subire attacchi, non faccio pagare prezzi al popolo siciliano. Nelle prossime ore prenderò una decisione definitiva.

L'ESPRESSO - Dall'altra parte il direttore dell'Espresso, Luigi Vicinanza, conferma il contenuto della intercettazione pubblicata dal settimanale: "Non c'è solo l`inchiesta nell`ambito della quale il medico Matteo Tutino è stato arrestato. Ci sono altri filoni di indagine, altri documenti", dice in una intervista alla Stampa, spiegando così la smentita ufficiale della Procura di Palermo. "Il dialogo esiste ma non fa parte degli atti pubblici, quelli a disposizione delle parti coinvolte. Pertanto ribadiamo quanto pubblicato nel giornale in edicola", aggiunge il direttore del settimanale, secondo il quale "è una chiamata che risale al 2013. Posso confermare che l`audio è sporco, ci sono alcune interferenze. I due parlano con grande confidenza, a tratti in siciliano". Siete in possesso dell`audio? "Il nostro cronista l`ha ascoltato. Poi ha potuto ricopiare la trascrizione".

LA POLEMICA - Quanto alla tempistica delle rivelazioni dell'Espresso, Vicinanza la spiega così: "Con l`arresto di Tutino, il 29 giugno scorso da parte dei carabinieri del Nas, c`è stata una ripresa d`attenzione nei confronti dell`inchiesta, e dunque si è intensificata l`attività di scavo da parte dei cronisti. Piuttosto, parlando di tempi, mi chiederei - rilancia sibillino il direttore dell'Espresso - il perché di un`altra cosa. Rifletterei sul fatto che - con grande anticipo sulla data - Lucia Borsellino ha fatto sapere che quest`anno non sarebbe stata presente alle celebrazioni per l`anniversario della morte del padre".

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