Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Cuffaro: "Il vitalizio non è uno scandalo, serve per dar da vivere ai miei figli"

L'ex presidente della Regione Siciliana scrive dal carcere dopo le polemiche per la "pensione" di 6 mila euro che percepisce: "Così posso continuare a essere marito e padre"

"Ritengo che oggi, anche se da detenuto, usufruire della pensione per potere dare da vivere e studiare ai miei figli non sia uno scandalo". Con queste parole affidate ad una lettera, l'ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, detenuto a Rebibbia, risponde alle polemiche sollevate nei giorni scorsi dalla notizia del vitalizio da 6mila euro riconosciutogli nonostante la condanna a 7 anni per mafia.

"La mia famiglia sta scontando con me il carcere e la pensione è per me un modo di poter svolgere ancora il ruolo di marito e di padre, anche se purtroppo non basta a farmici sentire". L'ex governatore siciliano quindi ha sottolineato il non aver potuto costruirsi, a causa dell'impegno politico, "una pensione come medico radiologo, che - scrive - sarebbe stata ben più alta dei 4.400 euro netti che percepisco".

"Per 20 anni ho servito la Regione e sto, per questo, pagando un conto umano e familiare che non auguro a nessuno". Quindi Cuffaro ha ricordato come stia "pagando un conto spropositato di un milione 70 mila euro perché la Corte dei conti mi ha condannato a pagare un danno erariale per l'atto di governo delle ambulanze del 118 e per aver 'offuscato' l'immagine della Regione con la mia condanna".

"Non ricordo - prosegue la lettera - di aver invece ricevuto plausi quando, credo non poche volte, ho contribuito ad 'illuminare' l'immagine della mia Regione".

Infine, Cuffaro, che si trova a Rebibbia dal gennaio del 2011, conclude: "Non sono pentito, se potessi tornare indietro servirei la mia gente con la stessa passione, certamente evitando gli errori che ho fatto".

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