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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Fine vita

Il ddl sul suicidio assistito va in Aula alla Camera (con il sì all'obiezione di coscienza)

Le Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera hanno approvato il testo. Contrario il centrodestra. Ammessa l'obiezione di coscienza per i sanitari ed è prevista la sanatoria per i casi precedenti

Il ddl sul suicidio assistito è stato approvato dalle Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera. Hanno votato a favore M5s e centrosinistra, contrario il centrodestra. Il testo va in Aula il prossimo 13 dicembre.

"Ora la responsabilità passa all'Aula di Montecitorio, tutti i gruppi e i singoli componenti hanno il dovere di rispondere ai malati e alle loro famiglie, alle esigenze di rendere più umano il nostro ordinamento riconoscendo la morte volontaria medicalmente assistita", hanno commentato in una nota congiunta Mario Perantoni e Marialucia Lorefice, presidenti delle Commissioni Giustizia e Affari sociali. Perantoni e Lorefice hanno poi aggiunto: "Nonostante alcune critiche ingenerose rispetto al gran lavoro, di necessaria mediazione, siamo soddisfatti perché è un buon testo".

In una nota, Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia legale, e Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale, si erano espressi negativamente sul testo in votazione, definendolo "un frettoloso passo indietro rispetto alla stessa sentenza della Corte costituzionale".

"Sì all'obiezione di coscienza"

"Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l'assistenza alla morte volontaria medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione". Questo si legge in un emendamento al ddl. "La dichiarazione dell'obiettore - si legge nell'emendamento - deve essere comunicata entro tre mesi dalla data di adozione del regolamento" di attuazione della legge, "al direttore dell'azienda sanitaria locale o dell'azienda ospedaliera, nel caso di personale dipendente".

"L'obiezione può sempre essere revocata o venire proposta - si legge ancora nel testo approvato - anche al di fuori dei termini di cui al comma uno, ma in tale caso la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione".

 "L' obiezione di coscienza - precisa ancora l'emendamento - esonera il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificatamente diretta al suicidio e non dall'assistenza antecedente l'intervento".

 "Gli enti ospedalieri pubblici autorizzati - stabilisce infine l'emendamento - sono tenuti in ogni caso ad assicurare l'espletamento delle procedure previste dalla presente legge. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione".

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