Domenica, 1 Agosto 2021
Diritti

Ddl Zan al Senato: cosa succede oggi e il rischio "ingorgo"

La maggioranza Draghi resta profondamente divisa sul tema: da un lato Leu, M5s e gran parte del Pd vogliono l'ok definitivo senza modifiche, dall'altra la Lega che vorrebbe "bloccare o quanto meno modificare" il testo, che rischia di finire nel tradizionale ingorgo parlamentare che precede la pausa estiva

I nodi vengono al pettine. Il ddl Zan approda oggi in aula al Senato ma il destino del provvedimento approvato alla Camera sul contrasto della discriminazione o violenza per sesso, genere o disabilità è incerto, sempre di più.

Le posizioni sono cristallizzate per adesso. La maggioranza Draghi resta profondamente divisa: da un lato Leu, M5s e gran parte del Pd vogliono l'ok definitivo senza modifiche, dall'altra la Lega che vorrebbe "bloccare o quanto meno modificare" il testo come ha ribadito Matteo Salvini che oggi parteciperà alla discussione a Palazzo Madama. E Italia Viva che ha già annunciato la presentazione di emendamenti per cambiare il ddl che, così com'è, sostengono i renziani, non passerà mai.

I numeri al Senato sul Ddl Zan

Al Senato i numeri a favore del provvedimento sono risicati e al voto segreto i franchi tiratori (se ne conterebbero 6/7 nel Pd e altrettanti tra i pentastellati) potrebbero affossare definitivamente la legge. "Con un accordo la legge Zan viene approvata rapidamente al Senato in due giorni, alla Camera ci vorrà un po di tempo. Vogliamo portare a casa la legge o vogliamo fare una battaglia di principio?", ha detto il leader di Iv Matteo Renzi. "Se si vuole trovare un accordo lo si fa, se si vuole andare alla conta per fare contenti quelli che vogliono dire di avere la bandierina, tenete la bandierina, ma poi se si va sotto sapete la colpa di chi è", ha aggiunto. 

Nel weekend anche l'ex capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci ha aperto a modifiche chiedendo al segretario del suo partito Enrico Letta di cambiare strategia e non dire "o legge o morte. Perché così la morte è assicurata". Per Marcucci "c'è tempo per arrivare a un compromesso" visto che prima di una settimana non ci sarà alcun voto sul ddl. 

Fratelli d'Italia presenterà una pregiudiziale di costituzionalità. La pregiudiziale sarà firmata dal capogruppo Luca Ciriani e dal capogruppo in commissione Giustizia Alberto Balboni. 

Oggi in Commissione Giustizia, a Palazzo Madama, il relatore della legge di contrasto ai reati omofobi, il leghista Andrea Ostellari, tenta l'ultimo blitz per trovare una convergenza sulle modifiche al testo Zan, presentate la scorsa settimana. La situazione potrebbe riservare qualche novità, prima dell'arrivo in Aula, con il ddl atteso nell'emiciclo per l'inizio della discussione.

"Io sono contrario al ritorno in commissione. Chiedo alla Lega di non tornare indietro e alla sinistra di non correre dietro alle bandierine per un like". Lo ha detto Matteo Renzi ad Agorà nel giorno in cui il ddl Zan va in aula al Senato. "Oggi al Senato - ha rilevato - farò un appello al buon senso. Abbiamo finalmente la possibilità di avere una legge che dia maggiori tutele a omosessuali, transessuali, disabili, siamo a un passo. Ci sono da un lato la Lega che fa ostruzionismo dall'altro la sinistra che vive di massimalismo. Io spero che torni il buon senso".

Sul tavolo della Commissione restano le varie proposte di modifica del ddl Zan, a partire dall'art. 1 che non prevede più 'definizioni', ma 'finalità della legge', mentre sparisce il riferimento all'identità di genere. Nella proposta di Ostellari si chiede, ancora, di far diventare il 17 maggio semplicemente la giornata nazionale 'contro ogni discriminazione', dando libertà alle scuole di adesione. 

Lega, Fdi e Fi hanno già fatto sapere che in Aula, senza intesa, sarà guerra, tra emendamenti, ostruzionismo e voti segreti. Di certo, a questo punto, oggi inizierà una fase complessa. Non si esclude nemmeno che la discussione, al via in teoria dalle 16.30 in Aula, possa non cominciare nemmeno. E' questa l'ultima carta che giocherà il fronte del 'no' - con Lega e Forza Italia in testa - chiedendo più tempo per una mediazione.

Decisiva la conferenza dei capigruppo

Il dibattito in aula ovviamente ci sarà (è il luogo deputato perché ciò avvenga) ma poi sarà decisiva la conferenza dei capigruppo che dovrà fissare i tempi della legge e il termine per la presentazione degli emendamenti: un'impresa complessa visto che mercoledì ci sarà il voto sulla Rai, poi c'è da incardinare il decreto sostegni bis (che scade il 24 luglio) e da stabilire quando rimandare il decreto reclutamenti P.A. alla Camera. Il rischio insomma è che il ddl Zan potrebbe trovarsi nel tradizionale ingorgo parlamentare che precede la pausa estiva. In quel caso tutto rimandato a settembre, perché il dibattito potrebbe prolungarsi per settimane.

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