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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Battaglie

Ddl Zan rimandato a settembre: l'ipotesi è sempre più concreta

Non è detta l'ultima parola, ma la strada è sempre più stretta. Zan: "Testo approvato in Senato se il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, voterà con il centrosinistra". E' improbabile che possa succedere senza modifiche

E' in bilico, inutile girarci intorno. Il ddl Zan "resiste" in Aula, ma è concretissimo (scontato ormai, secondo qualcuno) il rischio di essere rimandato a settembre. Senza una mediazione tra contrari e favorevoli il testo contro l'omotransfobia rimane bloccato nella palude di palazzo Madama. Nel calendario dei lavori almeno fino al 30 luglio non comparirà più: ci sono altri decreti in scadenza che devono essere approvati prima della pausa estiva, il ddl intanto può attendere.

L'esito del Ddl Zan in Senato "dipende dalle disponibilità che verranno dimostrate per trovare un accordo su un testo condiviso" ragiona oggi  Andrea Ostellari, senatore leghista e relatore del ddl Zan in commissione Giustizia del Senato, in un'intervista al Corriere della Sera. Ostellari non si dice preoccupato dal numero "monstre" di emendamenti presentato. "Lo ha detto il segretario della Lega, Salvini, e anche il capogruppo in Senato, Romeo: se c'è disponibilità a trattare ritireremo la maggior parte degli emendamenti", conferma, avvertendo: "se non si riesce a trovare un'intesa con una maggioranza per migliorare il testo Zan", la Lega metterà in atto "tutti gli strumenti per non far passare un testo che così come è non ci piace".

Drastico invece Alessandro Zan: "Il Ddl Zan non è finito su un binario morto e potrà essere approvato in Senato se il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, voterà con il centrosinistra. Non mi spavento, anche alla Camera è stato un Vietnam. Anche lì ci hanno provato a presentare migliaia di emendamenti", sottolinea. Ma in Senato il margine di voti della maggioranza è più esiguo. "Sì al Senato le maggioranze sono sempre molto più strette ma il pallottoliere dei voti ci dà ragione se Italia viva continua a votare con il centrosinistra. Così dopo l`estate la possiamo approvare", precisa Zan.

Nella serata di mercoledì tutti i principali esponenti di Italia Viva hanno ribadito che la responsabilità dello stallo è del Pd. "Quando abbiamo fatto le unioni civili la sinistra ci provava da 15 anni, abbiamo fatto una mediazione - dice Matteo renzi -  messo la fiducia e approvato una legge grazie alla quale oggi più persone hanno diritti. Sul ddl Zan sono quasi andati sotto a scrutinio palese, ora stanno brigando per andare a settembre perché così il generale agosto stempera l`attenzione, mentre lasciamo altro tempo persone senza diritti. Noi vogliamo la legge , invece la sinistra fa così: sui diritti fa i convegni e non porta a casa le leggi. Andiamo sul testo Scalfarotto e approviamo la legge prima della pausa estiva".

"Renzi è patetico nel tentativo di addossare alla sinistra le responsabilità di un possibile rinvio del voto sul ddl Zan. Il suo partito è lo stesso che ha votato il testo alla Camera e ora vuole cambiarlo al Senato spacciando per mediazioni beceri tentativi di avvicinamento a destra. I diritti delle persone svenduti in virtù di giochi di palazzo. La sua narrazione non attacca, gli italiani hanno capito benissimo chi vuole questa legge e chi la vuole solo affossare, come Matteo Renzi". Così il senatore di Leu Francesco Laforgia.

"Ci sono ancora tutte le condizioni, con una mediazione alta, come dice Bonaccini, per approvare il ddl Zan prima della pausa estiva. Facciamo uno sforzo di responsabilità e diamo vita ad una legge contro l'omotransfobia" assicura su Twitter il senatore Pd Andrea Marcucci. Non è chiaro cosa si intenda però per mediazione "alta". Marcucci e Bonaccini fanno parte di quell'ala del Pd spesso conciliante con i renziani. Tanti altri esponenti di rilievo la vedono diversamente: la legge Zan è già frutto di un compromesso, questa la posizione della maggioranza dei parlamentari dem, e quindi va approvata così com'è.

Sembra certo del rinvio all'autunno il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: "Accantonata la legge Zan che va all'autunno". Non è però detta l'ultima parola.

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