Giovedì, 13 Maggio 2021
Diritti

Il ddl Zan è stato calendarizzato in Senato (ma le polemiche non sono finite)

Tredici i voti a favore e 11 i contrari in commissione Giustizia a Palazzo Madama. Il presidente, il leghista Andrea Ostellari, annuncia che sarà lui il relatore del provvedimento

Con 13 voti a favore e 11 contrari, la Commissione Giustizia al Senato ha calendarizzato il ddl Zan. Dopo settimane di polemiche, rinvii, rimpalli e ostruzionismo, il disegno di legge potrà quindi essere discusso in Senato, anche se al momento non è stata ancora fissata una data (la commissione ha votato tutta una serie di provvedimenti da calendarizzare per i quali verrà stabilito il calendario dei lavori).

"La legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo è stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l'approvazione definitiva", ha commentato sui social il deputato dem Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge.

alessandro zan calendarizzazione ddl senato-2

Non si spengono ovviamente le polemiche. "Il voto sul calendario dei lavori ha certificato che, in commissione Giustizia, la maggioranza è spaccata. Al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative", ha detto il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia del Senato. "Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari. Poiché sono stato confermato presidente, grazie al voto della maggioranza dei componenti della Commissione, per garantire chi è favorevole al ddl e chi non lo è, tratterrò questa delega”, ha aggiunto Ostellari. Il provvedimento era già stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020.

C'è poi il fronte della Cei, che chiede "un dialogo aperto senza pregiudizi". La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, riunitasi lunedì, "ribadisce il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna".

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