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Sabato, 27 Novembre 2021
La diretta

Ddl Zan, decide il voto segreto: il Senato vota la "tagliola", stop alla legge contro le discriminazioni

Passa la sospensiva richiesta da Lega e Fratelli d'Italia con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti

Naufraga il disegno di legge contro l'omotransfobia che era stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020: al Senato salta l'esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan, per cui l'iter si blocca. L'aula del Senato ha infatti votato a favore della cosiddetta 'tagliola', chiesta da Lega e FdI.  A favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso.

Chi ha votato contro il Ddl Zan

Il fronte 'pro ddl Zan' era fermo a 146 ma ha perso per strada almeno 15 voti. 288 i senatori presenti in Aula, 2 senatori della Lega erano assenti sul totale di 64 e 3 gli assenti di Forza Italia rispetto al totale di 49: Niccolò Ghedini, Renato Schifani e Massimo Ferro. Per Fratelli d'Italia, invece, presenti tutti i 21 senatori. Nel Pd si contano 2 assenze su 38, 4 nel gruppo di Italia viva su 16 e 2 tra gli scranni del M5s sul totale di 74. Per il gruppo delle Autonomie solo un'assenza su 8 senatori, così come per L'alternativa c'è (ex M5s, che sono oggi nel gruppo Misto): presenti 3 su 4. Tra i presenti di FI, c'è stato un voto in dissenso 'certo': è quello di Barbara Masini che era stata protagonista di un intervento commosso in aula dicendo di essere favorevole al disegno di legge Zan, pur con alcune riserve.

Dal pallottoliere emerge come ci siano stati diversi favorevoli anche al di fuori del centrodestra: mancherebbero all'appello 16-18 voti rispetto a quelli che i dem erano convinti di ottenere. Alessandro Zan, che era al Senato a seguire la votazione, lo dice senza giri di parole: "Una forza politica si è sfilata e ha flirtato con la destra sovranista solo per un gioco legato alla partita del Quirinale". Il deputato dem non risponde quando gli si chiede se si riferisca a Italia viva ma dal gruppo fanno sapere che ben 6 senatori di Italia viva erano assenti oggi su un totale di 16.

Ddl Zan, che cosa succede con la tagliola

Al Senato era ripreso l'esame del disegno di legge contro l'omofobia, approvato dalla Camera nel novembre scorso, che era stato interrotto il 20 luglio prima della pausa estiva. Il provvedimento è tornato nell'emiciclo di palazzo Madama senza nessun accordo nella maggioranza e quindi rischia oggi di finire su un binario morto. Nella riunione dei capigruppo di ieri sera Pd, M5s e Leu hanno rifiutato la proposta avanzata dalla Lega di rinviare di una settimana i lavori per consentire la ricerca di un'intesa sulle modifiche da apportare al testo. Carroccio e Fratelli d'Italia avevano invece chiesto la sospensiva del provvedimento, con il non passaggio all'esame degli articoli, la cosiddetta "tagliola". Una mossa che ha finito per rispedire il provvedimento in commissione, lasciandolo fermo per almeno sei mesi, come prevede il regolamento. 

Che cosa dice la legge contro l'odio: l'intervista a Alessandro Zan

"Non c'è più nessuna possibilità che prosegua il Ddl Zan, i numeri hanno detto questo" spiega la senatrice Pd Monica Cirinnà. "Il centro destra ha votato compattamente contro, erano tutti compatti, militarizzati. In questo momento le persone sono abbandonate a se stesse di fronte ai crimini d'odio - ha concluso Cirinnà a Rai Radio1 - sono triste perché questo paese si allinea all'oscurantismo".

Ddl Zan, la diretta

  • Subito dopo l'esito del voto dell'aula, che ha dato il via libera alla cosidetta 'tagliola', passando direttamente al voto finale sul ddl Zan, la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo.
  • Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati ha accettato le richieste di voto a scrutinio segreto presentate da Lega e FdI sul ddl Zan.
  • "Vediamo come andrà in Senato. Io sono convinto che Italia viva voterà con noi e la tagliola non dovrebbe passare" ha detto Alessandro Zan. "Poi ci sono tanti del gruppo Misto che hanno già dichiarato che voteranno contro la tagliola, sono abbastanza tranquillo che questa operazione della Lega non passerà". 
    A votare con la Lega la "tagliola" sarà invece Fratelli d'Italia. "Il ddl Zan ha come reale obiettivo quello di punire discriminazioni, oppure è un tentativo di introdurre un pensiero unico, che impedisca opinioni diverse da quelle di una maggioranza parlamentare raccogliticcia? Io credo che la risposta corretta sia la seconda" spiega Ignazio La Russa, illustrando in Aula, al Senato, la richiesta di saltare l'analisi degli articoli del ddl Zan.
  • Conclusa la discussione sul ddl Zan nell'aula del Senato, la presidente Elisabetta Casellati ha riferito che sono state presentate due richieste di 'non passaggio all'esame degli articoli'. 
    Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ha illustrato il ricorso alla cosidetta 'tagliola', chiesto dalla Lega. "Piuttosto che dare origine a un obbrobrio giuridico che dovrebbe essere contro le discriminazioni e che invece discrimina, io mi appello a tutti perché nel segreto dell'urna ciascuno possa esprimersi liberamente, quindi fermiamoci oggi. La disponibilità manifestata da Romeo e da Ostellari chiedendo un rinvio non è una bocciatura della legge, si può partire subito con un testo vero ma meglio uno stop oggi che un ahimè domani". Così il senatore leghista Roberto Calderoli illustrando in Aula la richiesta di bypassare l'esame di articoli ed emendamenti del ddl Zan, andando direttamente al voto. E ha ricordato: "Abbiamo presentato questa richiesta perché questa è una rissa non di contenuti ma ideologica tra chi è favorevole al ddl e chi non lo voleva. E così è andata avanti per mesi. A giugno qualcosa è cambiato perché una parte del centrosinistra e del centrodestra hanno accettato di riconoscere questo ddl come base di discussione, sono state ritirate alcune audizioni e si sono resi disponibili a discutere 4-5 emendamenti. Ma qualcuno poi si è accorto che i numeri in commissione non erano dalla sua parte".
  • Contro il voto di sospensiva l'esponente di Forza Italia Elio Vito che si smarca dalla posizione ondivaga del suo partito: "Il Presidente Berlusconi mi ha onorato tempo fa della nomina a responsabile del Dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia - dichiara Elio Vito, deputato di Forza Italia - La cronaca di questi mesi, è purtroppo piena di episodi di violenza ai danni di persone Lgbt, picchiat* perché camminavano mano nella mano, si baciavano, portavano una borsa arcobaleno. Per questo, se FI dovesse votare il non passaggio agli articoli del Ddl Zan, una legge che contrasta proprio odio, discriminazioni e violenze, a malincuore, ma per coerenza, non potrei più mantenere l'incarico affidatomi da Berlusconi". 
  • Il Pd chiede che non venga concesso il voto segreto. "Rivolgo un appello alla Presidente Casellati - dice il senatore del Pd Dario Parrini, presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama - Ritengo che non dovrebbe concedere il voto segreto sul non passaggio agli articoli per il Ddl Zan, la cosiddetta tagliola architettata dai nemici del provvedimento che sperano nella conta al buio per raggiungere i loro deprecabili obiettivi.
    Oltre che ragioni politiche sussistono valide ragioni regolamentari per negarlo. La prima delle quali è che siamo di fronte ad un voto di procedura che potrebbe uccidere la legge nel suo complesso, non ad un voto di merito su un emendamento che ne modifica una parte. È infatti evidente che all'interno del ddl nel suo complesso non prevale la materia di cui agli articoli 13-32 della Costituzione. Peraltro negare oggi il voto segreto sulla tagliola non precluderebbe la possibilità di concederlo in seguito, sempre a termini di regolamento, su voti di merito come quelli ricordati. La Presidente Casellati è chiamata a seguire una scelta di equità e di giustiizia. E questa non può che essere nel senso di bocciare la richiesta di voto segreto".
  • Il presidente della commissione Giustizia Ostellari ribadisce la "disponibilità a trovare una sintesi sugli articoli 1, 4 e 7" (definizione di genere, libertà di espressione e scuola, ndr) e accusa la maggioranza di aver cercato solo una divisione "tra buoni e cattivi". Secondo il senatore del Carroccio una sintesi era a porta di mano.
  • Davanti a Palazzo Madama la protesta dei Pro Vita.

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